L’industria alimentare sta prendendo lentamente confidenza con l’Industrial Internet of Things. Soltanto due anni fa parlare di IIoT in questo settore provocava perplessità tra chi negli Stati Uniti gestisce impianti di produzione Food & Beverage. Oggi, finalmente, i manager attivi nell’altra parte dell’Oceano non solo sanno di cosa si parla quando si fa riferimento all’IIoT, ma sono sempre più interessati alla sua adozione. è quanto emerge dalla ricerca firmata a quattro mani tra Food Processing, media specializzato nel settore, e ABB, fornitore di automazione, dal titolo “What’s Driving Automation Investments in the Food and Beverage Industry”. Ebbene, attualmente solo il 43% del campione intervistato non prevede ancora alcun tipo di attività collegata all’adozione della tecnologia IIoT. A cambiare lo scenario ha contribuito, in primo luogo, la possibilità di rendere gli impianti più efficienti e, di conseguenza, di giovarsi di una maggiore competitività sotto il profilo economico. Sotto questo profilo, la tecnologia maggiormente apprezzata dal campione risulta il Cloud computing che, appoggiandosi a terze parti, permette di ridurre i costi legati ai software. La disponibilità dei dati attraverso dispositivi mobili è indicata come la seconda gamba degli attuali progetti IIoT. Le connessioni wireless dei dispositivi sul campo a un database per il reporting in tempo reale di quanto sta accadendo nella linea di produzione rappresenta una terza area di grande interesse. Gli aspetti ancora critici, che in qualche modo stanno rallentando lo sviluppo delle infrastrutture IIoT, riguardano la sicurezza e una chiara comprensione dell’effettivo ritorno dell’investimento.