La tecnologia sta penetrando ogni singolo settore della nostra esistenza quotidiana. Gran parte degli strumenti che utilizziamo ogni giorno hanno già o avranno in tempi piuttosto brevi un sensore o una qualche connessione alla rete e, quindi, potenzialmente un’intelligenza artificiale. Ad essere stravolto sarà, di conseguenza, anche il mondo dei lavoratori, con molti lavori che andranno a sparire, cambiare e nascere.

Nell’immediato futuro, il lavoro di un’agenzia di ricerca del personale sarà quello di individuare figure professionali estremamente qualificate. A confermarlo sono le cifre pubblicate dall’European Centre for the Development of Vocational Training, secondo le quali entro il 2025, su 107 milioni di opportunità lavorative, ben 46 riguarderanno lavori altamente qualificati.

Le skill del futuro

“I paradigmi della digitalizzazione, del Cloud e dei Big Data dalla Silicon Valley si stanno espandendo a macchia d’olio. Toccano i settori del manifacturing, del banking, dell’insurance. Tutto è destinato a mutare, il che vuol dire che nessuno, con le competenze di oggi, può sperare di poter fare al meglio il proprio mestiere anche tra una decina d’anni” spiega Carola Adami, Ceo di Adami & Associati, società di head hunter di Milano. “Le professioni d’oggi non sono destinate certamente a soccombere, tutt’altro: le tradizionali competenze, però, dovranno ben presto essere spalleggiate da nuove skill, più smart e più digital.”

Le professioni del futuro a partire dal 2030

Ma quali saranno le figure che un’agenzia di ricerca del personale si ritroverà ad analizzare e selezionare negli anni futuri?

Uno studio di Copernico Radar, l’osservatorio smart di Copernico sul mondo del lavoro, ha ipotizzato alcune delle nuove occupazioni del futuro che saranno già richiestissime a partire dal 2030:

  • Minatori spaziali e guide turistiche lunari: dopo decenni di stop della ricerca, lo spazio sta tornando ad avvicinarsi a noi, grazie alla concretezza di missioni come SpaceX. Sognare di diventare astronauti o guide turistiche spaziali, dunque, tra qualche anno potrà assumere le forme di un vero e proprio progetto di carriera professionale.
  • Personal branding manager e omnipotence delimiter: questa figura professionale sarà un po’ manager, un po’ personal trainer, il suo compito sarà quello di spingere i propri clienti verso il successo, senza fare altro che risvegliare le loro potenzialità nascoste.
  • Architetti digitali: un numero crescente di realtà ha avviato importanti investimenti nella progettazione virtuale. Tra qualche anno questa potrebbe essere la prassi, con progetti architettonici realizzati e dimostrati attraverso delle proiezioni del tutto realistiche.
  • Sviluppatori di avatar: secondo Copernico entro i prossimi tre lustri crescerà l’esigenza di abbattere i limiti dello spazio-tempo per abbracciare l’ubiquità digitale, con la possibilità di presenziare ovunque e in qualsiasi momento con delle immagini virtuali dettagliatissime.
  • Costruttori e riparatori di parti del corpo: la tecnologia ha fatto passi da gigante anche in campo medico. Il prossimo step sarà quello di creare delle protesi ‘vive’, capaci non più di sostituire, ma di funzionare in tutto e per tutto come delle vere e proprie parti del corpo. A rendere possibile questo passaggio saranno, tra le altre cose, la maggiore conoscenza dell’anatomia umana e i progressi effettuati nella progettazione e nella stampa 3D.
  • Contadini urbani: tra green economy, Vertical Farming, sostenibilità, voglia e necessità di cibo biologico e chilometri zero, tutto spinge verso la specializzazione di un nuovo tipo di agricoltore, in grado di produrre frutta e verdura direttamente in città, così da abbattere il costo ma soprattutto l’inquinamento del trasporto. Il tutto, ovviamente, sarà permesso dalle nuove tecnologie atte a sviluppare un monitoraggio automatico delle colture.
  • Nano-medici: nelle sale operatorie entreranno sempre di più dei dottori dalle altissime skill informatiche, in grado di programmare e tarare software e robot in grado di rendere sempre meno invasivi i futuri interventi chirurgici.

“Di certo la maggior parte di queste professioni ci sembrano strane, azzardate, quasi impossibili. Eppure negli ultimi anni la nostra agenzia di ricerca del personale ha avuto qualche assaggio di come la rivoluzione digitale sta davvero portando il mondo del lavoro in questa direzione: non metterei di certo la mano sul fuoco per quanto riguarda i minatori spaziali, ma tutte le altre professioni qui citate mi sembrano davvero pronte ad arrivare tra di noi” racconta Carola Adami.

Le aziende di oggi stanno creando i presupposti per questo nuovo modo di lavorare: la vera risposta, ovviamente, deve venire – e arriverà – dai giovani, i quali dovranno integrarsi in modo perfetto con i nuovi criteri nel mondo digitale. “Più qualificati, dunque, ma anche più curiosi, più flessibili e, in una parola, più smart” conclude la Ceo di Adami & Associati.