Secondo il Global Threat Impact Index di giugno di Check Point Software Technologies, l’Italia sale di otto posizioni nella classifica dei Paesi più attaccati al mondo piazzandosi al 42esimo posto.

Se si considerano le minacce, RoughTed, un tipo di malvertising presente su larga scala che viene utilizzato per diffondere siti web dannosi e payload come truffe, adware, exploit kit e ransomware, ha colpito duramente anche nel nostro Paese aggiudicandosi il primo posto nella classifica dei malware più diffusi.

Al secondo posto si è piazzato Conficker, warm che punta ai sistemi operativi Windows, mentre al terzo posto torna Nivdort, una famiglia di trojan che colpisce la piattaforma Windows.

Necessario un approccio multilivello

“L’ampia varietà di vettori di attacco utilizzati durante giugno serve a ricordare alle organizzazioni che devono dotarsi di solide e robuste infrastrutture di sicurezza in grado di proteggerli contro tutte le tattiche e i metodi utilizzati dai cybercriminali,” ha dichiarato Maya Horowitz, Threat Intelligence, Group Manager di Check Point. “Le organizzazioni in ogni settore hanno bisogno di un approccio multilivello per la propria cybersecurity.”

“Le nostre soluzioni SandBlast Zero-Day Protection e Mobile Threat Prevention, per esempio, offrono protezione completa nei confronti della più ampia gamma di tipi di attacchi in continua evoluzione e delle varianti dei malware zero-day,” ha ricordato Horowitz.