I robot taglieranno o creeranno posti di lavoro? I lavoratori devono guardare al futuro con fiducia o ansia?

A queste spinose domanda ha risposto la ricerca condotta da The European House – Ambrosetti, per conto di Adp Italia, multinazionale statunitense attiva nell’human capital management e che quest’anno celebra i 50 anni di presenza nel nostro Paese.

Nascono nuove professionalità

Innanzitutto, evidenzia la ricerca, l’introduzione della robotica creerà nuove opportunità.

Ad esempio, emergerà la richiesta di nuove professionalità: per ogni posto di lavoro creato negli ambiti collegati alla tecnologia, alle life science e alla ricerca scientifica si calcola che nasceranno altri 2,1 posti di lavoro.

I settori a rischio

Passando invece ai capitoli rischi, si stima che la percentuale di lavoratori a rischio automazione nel nostro Paese sia pari al 14,9%, ovvero 3,2 milioni di persone.

Tra i settori maggiormente esposti alla sostituzione uomo-macchina vi sono agricoltura e pesca (25%), commercio (20%) e l’industria manifatturiera (19%).

La sfida della formazione

Risulta perciò fondamentale il tema del trasferimento delle competenze digital ai lavoratori più senior, se non colmato si rischia che la domanda di nuovi profili resti insoddisfatta.

Si stima infatti che il numero di posti vacanti in Ict in Italia passerà dai 33.000 del 2015 ai 135.000 nel 2020, una crescita del 309%.

Una trasformazione a regime

Del resto, la trasformazione è in corso da diversi lustri. Basti pensare che nel 2000 solo il 25% dei dati era archiviato in formato digitale, mentre nel 2007 questa percentuale ammontava già al 97%.

Digitalizzazione, robotica e automazione risultano ormai gli asset per la trasformazione delle imprese.

A risultare particolarmente convincenti sono i numeri, più delle parole. A fine 2016 nel nostro Paese il mercato dell’Industria 4.0 ha raggiunto il valore di 1,83 miliardi di Euro. Un dato che si traduce in una crescita del 18,2% rispetto all’anno precedente e con un’incidenza del 44% per i prodotti e servizi ICT.

Crescita a doppia cifra

Anche l’anno in corso è nato sotto i migliori auspici: nel primo trimestre del 2017 la domanda di prodotti e soluzioni digitali 4.0 è aumentata tra il 10% e il 20%, con aspettative di mantenere una dinamica sostenuta per l’intero anno.

Infine gli investimenti in automazione: anche per questa voce il pollice è puntato verso l’alto, con in media un robot ogni 62 dipendenti manifatturieri.

Tra rischi e opportunità l’era digitale è avviata: l’importante, avvisa Adp Italia, è essere consapevoli “che la tecnologia nelle sue svariate declinazioni creerà un nuovo modo di concepire il lavoro, con la piena integrazione tra uomo e tecnologia.”