“I risultati del primo anno del Piano Industria 4.0 sono molto incoraggianti: la via italiana, basata su sgravi diretti alle imprese, ha dato impulso alla produzione industriale e agli investimenti in tecnologie abilitanti.”

È un bilancio positivo quello tratteggiato da Luisa Todini, presidente del Comitato Leonardo, sul piano nazionale dedicato alla quarta rivoluzione industriale.

L’occasione per fare un bilancio accurato si è manifestata nel corso del XVI forum del Comitato Leonardo, organizzato in collaborazione con Agenzia Ice, Confindustria e UniCredit.

L’appuntamento riunisce annualmente rappresentanti delle istituzioni, imprenditori e manger del mondo finanziario per fare il punto sulla situazione del Made in Italy e sulle prospettive di sviluppo per le nostre imprese.

Fase due: Pmi, infrastrutture e formazione

La seconda fase del piano, peraltro, nasce sotto i migliori auspici.

“Abbiamo accolto con favore la decisione del governo di rifinanziare le principali misure previste dal Piano, destinando più di 10 miliardi al pacchetto Impresa 4.0, e l’introduzione del credito d’imposta per la formazione, fondamentale perché per gestire le sfide della digitalizzazione servono competenze adeguate,” ha sottolineato Todini.

Ora, però, ha avvertito il presidente del Comitato Leonardo, “serve uno sforzo culturale, per coinvolgere nel processo anche le imprese di piccole e medie dimensioni.”

Per questo motivo, occorrerà favorire una maggiore integrazione tra mondo dell’università e della ricerca e tessuto produttivo e sviluppare le infrastrutture necessarie a garantire la connettività, a cominciare dalla banda larga.

Per quanto riguarda la formazione, è necessario “costruire le nuove competenze quali Big Data e intelligenza artificiale, e creare le condizioni perché queste competenze professionali rimangano in Italia.”

Industria protagonista

Uno studio di Kpgm Advisory, realizzato per il Comitato Leonardo e dedicato al tema “Industria 4.0 per un’impresa globale”, ha mostrato che tre aziende su quattro sono a conoscenza delle misure varate dal Governo. Fondamentale, sotto questo profilo, è risultato il lavoro svolto dalle Associazioni di categoria.

Gli strumenti del Piano più utilizzati sono stati il superammortamento (51,4%) l’iperammortamento (43,8%) e il credito d’imposta per Ricerca e Sviluppo (29,2%).

Se non ci fosse stato il Piano Industria 4.0, un’azienda su due avrebbe effettuato minori (47,9%) o nessun investimento (5,6%).

Tra le nove tecnologie abilitanti della quarta rivoluzione industriale, l’advanced manufacturing solution è stata oggetto di investimento da parte di un’impresa su due. Seguono gli investimenti nell’Industrial Internet (28,5% delle imprese), Big Data e analytics (27%) e Cloud (26%).

Inoltre, quasi il 68% delle imprese avvierà iniziative specifiche dedicate alla formazione in seguito agli investimenti effettuati grazie al Piano Industria 4.0. Le più aziende maggiormente coinvolte saranno quelle di grandi dimensioni e appartenenti ai settori dell’industria in senso stretto.