La trasformazione digitale dell’Italia è capitanata dalle imprese IT, proiettate con convinzione nel futuro. Un processo studiato da Anitec-Assinform in collaborazione con Istat e NetConsulting cube.

Lo studio “Il settore IT in Italia” rivela che oltre il 60% di esse innova. Al tempo stesso, risultano favorevoli le previsioni sul fatturato. Per il 2017, il 78% delle realtà IT prevede una crescita: il 28% con andamenti stabili o in lieve aumento, il 24% con crescite fra il 2,5 e il 5%, e il 26% con incrementi superiori al 5%, pur permanendo la vulnerabilità delle aziende più piccole.

L’evoluzione dell’offerta è sempre più improntato al mix consulenza-software, per accompagnare la clientela nella digital transformation e con un focus spinto sul Cloud e sulle componenti degli ambiti IoT, Industry 4.0, Mobile/App, Big Data/Analytics e sugli applicativi verticali a supporto del core business.

Il ruolo del Cloud

Ancora l’indagine sul campo dà conto del ruolo della nuvola nella trasformazione del settore: il Cloud è presente nell’offerta del 57% delle aziende IT, e in proporzione maggiore tra i Software e i Service Provider. Entro la fine del 2017 dovrebbe arrivare a rappresentare il 10% dei ricavi del settore.

Proprio i fornitori con offerte Cloud sono più attivi nelle iniziative di trasformazione digitale, hanno più percezione della loro forza e mostrano dinamiche e prospettive di espansione migliori.

Infine, la presenza del Cloud nei portafogli d’offerta favorisce l’evoluzione radicale nei servizi (consulenza e supporto ai piani di Cloud e Digital Transformation, nuove modalità di erogazione, Cloud-enabled Outsourcing) e l’apertura ai nuovi operatori di canale e alla R&S.

Un settore strategico

“In Italia l’Information Technology è un settore strategico che contribuisce in modo rilevante al Pil con il 3,7% del valore aggiunto,” commenta Stefano Pileri, presidente Anitec-Assinform. “È caratterizzato da una elevata produttività e dal fatto di occupare in prevalenza giovani in buona parte laureati. Soffriamo ancora dalla presenza di una miriade di piccole aziende le quali hanno avuto difficoltà ad investire durante la crisi e soffriamo ancora di una cronica sottovalutazione dei prezzi dei servizi il cui acquisto è tutt’oggi prevalentemente basato su gare al massimo ribasso. A tale scopo sono utili i modelli di filiera territoriali.”

E per il futuro? Lo sviluppo sarà ulteriormente accelerato dalle iniziative di sistema quali il Piano Strategico Banda Ultra Larga, il Piano Impresa 4.0, e, auspicabilmente, dall’accelerazione del Piano Triennale della Pubblica Amministrazione Digitale.