Le aziende di tutto il mondo stanno diventando sempre più digitali e, contemporaneamente, aumenta il timore di eventuali cyber attacchi.

Secondo l’Allianz Risk Barometer 2018 realizzato da Allianz Global Corporate & Specialty (AGCS), i principali rischi aziendali sono oggi rappresentati dalla interruzione di attività e dai rischi informatici.

Un allarme condiviso a livello globale, dato che l’analisi si basa su ben 1.911 esperti di rischio provenienti da 80 Paesi.

Allarme cyber risk

L’impatto del rischio delle nuove tecnologie è proprio uno di quelli in maggior crescita. Le aziende riconoscono che innovazioni come l’intelligenza artificiale o la mobilità autonoma potrebbero creare in futuro nuove responsabilità e perdite su larga scala, così come opportunità.

“Per la prima volta, l’interruzione di attività e il cyber risk hanno la stessa importanza, e questi rischi sono sempre più interconnessi”, afferma Chris Fischer Hirs, CEO di AGCS. “Che si tratti di attacchi come WannaCry, o più frequentemente di guasti di sistema, gli incidenti informatici sono oggi una delle principali cause di interruzione di attività per le aziende collegate in rete, i cui principali asset sono spesso i dati, le piattaforme di servizio o i loro gruppi di clienti e fornitori.”

Focus Italia

Anche in Italia il rischio più temuto dalle aziende si conferma l’interruzione di attività, indicato dal 51% (in crescita rispetto al 36% della precedente rilevazione).

Al secondo posto troviamo i rischi informatici, che con il 38% guadagnano ben due posizioni, seguiti dalle catastrofi naturali (30%). Il danno reputazionale o d’immagine, che passa dalla 10a alla 4a posizione nel 2018, è invece il rischio in maggior crescita.

“Sottovalutato per molto tempo, il rischio informatico è una preoccupazione crescente per le aziende italiane, arrivando al secondo posto nel Risk Barometer”, commenta Nicola Mancino, CEO di AGCS Italia.