Entro il 2025 le macchine svolgeranno sì più compiti degli esseri umani, tuttavia la robotica creerà 58 milioni di nuovi posti lavoro.

E’ quanto emerge da una nuova ricerca del World Economic Forum: entro il 2025 più della metà di tutte le attuali mansioni saranno eseguite da macchine, un dato sicuramente in netta crescita rispetto al 29% di oggi. Tuttavia, in termini di numero complessivo di nuovi posti di lavoro, le prospettive sono positive, con 133 milioni di nuovi posti di lavoro che dovrebbero essere creati entro il 2022, contro i 75 milioni che saranno distrutti.

La ricerca The Future of Jobs 2018 ha coinvolto i top manager e gli specialisti delle risorse umane di 300 aziende globali attive in 12 settori industriali.

La sfida dell’aggiornamento delle competenze

Il rapporto rileva che il 54% dei dipendenti avrebbe bisogno di un aggiornamento delle competenze per sfruttare appieno le opportunità di crescita offerte dalla quarta rivoluzione industriale.

Allo stesso tempo, però, poco più della metà delle aziende intervistate ha dichiarato di avere pianificato attività di formazione solo per quei dipendenti che ricoprono ruoli chiave, mentre solo un terzo ha pensato di estendere tali attività anche ai lavoratori a rischio.

I lavori del futuro e quelli a rischio

Tra i ruoli destinati a sperimentare una crescente domanda in tutti i settori industriali vi sono i data scientists e gli analisti, gli sviluppatori di software e di applicazioni, gli specialisti di e-commerce e social media.

Anche i ruoli che fanno leva distintamente sulle “abilità umane”, come le vendite e le professioni di marketing, i manager dell’innovazione e gli addetti all’assistenza clienti, sono destinati a sperimentare una domanda crescente. I lavori che si prevede diventino ridondanti includono ruoli di colletti bianchi basati sulla routine, come impiegati di inserimento dati, contabilità e buste paga.