“Lo stato dell’arte e i possibili interventi della manovra di bilancio”. Se ne è parlato durante il convegno organizzato da Warrant Group e tenutosi nella mattinata di venerdì 19 ottobre a Milano, all’interno del Centro Congressi Fondazione Cariplo.

C’è aria di fermento e, de facto, la situazione è poco rosea. Dopo che il Def è rimasto a lungo parcheggiato nei box, parte per il Governo. Viene ultimato un disegno e poi mandato a Bruxelles. Poi, per prima cosa, accade che durante la più importante assise confindustriale italiana, organizzata a Milano da Assolombarda giovedì 18 e dove a parlare è intervenuto anche il ministro Tria, lui, Carlo Bonomi, presidente di Assolombarda, tra i plausi degli astanti tuona contro la manovra. Davanti ai giornalisti non la chiama così, usa toni più leggeri, ma di fatto, la manovra, la boccia. Pezzo per pezzo la smonta. Poi l’eclatante rigetto da parte dell’Unione Europea che si aspetta, ora, una chiara risposta da parte del Governo entro lunedì 22.

Legge di Bilancio, ancora poca chiarezza?

Poca chiarezza e tante domande insomma. A tal proposito Warrant Group, società attiva nella consulenza alle imprese, fa il punto della situazione con il MISE e l’Agenzia delle Entrate il 19 ottobre. Quello di Warrant è stato un convegno che ha posto l’accento sulle principali problematiche applicative e sulle prospettive degli incentivi fiscali introdotti nell’ambito del Piano Nazionale Industria 4.0, ma anche sul futuro di iper e superammortamento.

Numerosi i relatori di prestigio. Da esponenti delle istituzioni, rappresentanti di associazioni di categoria quali Confindustria e Assonime, a esperti in materia di politiche industriali e tributarie. Tra i presenti, la dottoressa Maria Carla De Cesari, responsabile della sezione norme tributarie de Il Sole 24ore.

Brutte notizie per il superammortamento

Insomma, alla luce del sole, fare un po’ di chiarezza. Sì, perché oltretutto non è chiaro cosa bolla nel calderone della manovra. Nel Documento programmatico inviato a Bruxelles, per quanto concerne l’iper e il superammortamento, si leggeva un piano di proroga per entrambi. Ma a quanto pare le cose sono diverse. Se da una parte, per l’iperammortamento diventa sempre più possibile una riduzione dell’aliquota (175% per i macchinari e un 120% per i software), per il superammortamento, invece, non ci sono buone nuove. Al momento infatti, non sarà rinnovato e la scadenza naturale sarà quindi quella del 31 dicembre 2018.

Ma procediamo con ordine. Quando il convegno ha inizio, prende la parola Andrea Chevallard, presidente di Warrant Group. “Questo”, asserisce, “è un momento che rende gli argomenti trattati di particolare interesse e di attualità proprio in relazione alla legge di bilancio”.

Si parla allora di incrementi, quelli del 2017 rispetto al 2016. “Per il 2018 bisogna ancora attendere”, dice Chevallard. Un’assise, quella intervenuta al Centro Congressi Fondazione Cariplo, che come sottolinea il presidente di Warrant, “vuole fungere da cinghia di trasmissione tra la politica e le imprese che guidiamo”.

I dati del resto sono chiari. È avvenuto un considerevole incremento che registra un 20% per le piccole e un 30% per le medie imprese che utilizzano iper e superammortamento.

Ma, alla luce dei fatti la situazione la chiarisce  Stefano Firpo, direttore generale per la politica industriale, la competitività e le pmi al Ministero dello sviluppo Economico. “Intanto, sull’iperammortamento”, sostiene Firpo, “abbiamo fatto una correzione per concentrarlo in favore dell’industria discreta, visto che finora è stato utilizzato soprattutto dall’industria di processo, che non era il nostro target, in quanto già abbastanza digitalizzata”.

In attesa della Legge di Bilancio 2019

Chiarezza o confusione? La cosa certa è che bisognerà attendere l’approvazione definitiva della Legge di Bilancio 2019, per conoscere quali saranno le concrete novità su super e iperammortamento.

Firpo in effetti non si sbilancia e asserisce che “bisognerà vedere quali saranno i coefficienti. I numeri del Def sono meno generosi rispetto a quelli su cui abbiamo lavorato”. Per il momento, quindi, resta l’ipotesi di una riduzione dell’iper al 175%.

Detto ciò, “sul piano Impresa 4.0 non possiamo andare avanti con le proroghe dell’iper ammortamento”, dice Firpo, “e se vogliamo dare strutturare agli investimenti, credo sia arrivato il tempo di rivedere le norme che regolano i coefficienti di ammortamento, ferme a un Decreto del 1988″.

Svecchiare per rinnovare. Rinnovare per crescere. Quella che può sembrare una ovvietà, tanto ovvia non la è. E dal DG del Ministero la voce passa quindi a Fiorenzo Bellelli che schiaccia il pedale rafforzando quanto asserito da Firpo. “Le misure introdotte dal Piano Industria 4.0”, asserisce, “si sono dimostrate per le imprese un fondamentale volano di crescita quando sono state approcciate con piena consapevolezza. Pertanto, mettere a fuoco lo stato dell’arte e ragionare sulle possibili evoluzioni dei diversi strumenti agevolativi è un passaggio indispensabile affinché questo importante programma continui a portare beneficio allo sviluppo delle aziende italiane”.