Diplomati i primi trenta “Junior Specialist in Insurance and Financial Services” del Progetto Dualità Scuola-Lavoro di Allianz Italia, che porta al liceo il concetto tedesco di formazione duale, integrando già a scuola sapere, saper fare e saper essere. Con contratti di apprendistato di primo livello part-time biennali, introduce gli studenti al mondo del lavoro anche sulle soft skill e svolge una efficace azione di orientamento. Sei i licei e gli istituti tecnico-commerciali milanesi coinvolti nella terza edizione, partita a ottobre per gli anni scolastici 2018-2020.

La vera novità, aveva dichiarato l’allora Ministro Giuliano Poletti all’inaugurazione del progetto, è quella di estendere la formazione duale anche agli studenti del liceo, che sono quelli ancora più lontani dall’applicazione pratica di quello che hanno studiato, ma che molto probabilmente saranno la classe dirigente del Paese.

E allora a maggior ragione entrare presto nel clima aziendale, capirne le dinamiche, le modalità relazionali, la comunicazione, i ruoli, oltre agli aspetti tecnici delle varie business unit, può essere un acceleratore e un facilitatore per il futuro, con capacità che li accompagneranno anche nel proseguo degli studi, come le abilità di problem solving e il lavoro di gruppo.

Il modello duale di Allianz Italia

Parte ora la terza edizione del Progetto Dualità Scuola-Lavoro di Allianz Italia, il gruppo assicurativo tedesco, con nuovi 30 studenti assunti con apprendistato di primo livello al 30% per due anni tra liceo e istituti tecnico-economico.

Il modello, certificato dalla società di formazione Dual.Concept della Camera di Commercio italo-germanica (il certificato Dual.Project vale in tutta Europa), prevede diverse fasi pratico-didattiche in azienda.

Durante l’anno scolastico, nei tre giorni al mese di presenza in ufficio, gli studenti incontrano le diverse funzioni aziendali con un approccio orientato alla risoluzione di business case. Al contempo, sviluppano soft skill, come il team working, il prendere decisioni e la comunicazione in italiano e in inglese, oltre ad acquisire le prime competenze tecniche del settore.

Nei mesi estivi i giovani apprendisti vengono inseriti nelle diverse unità di business, dove applicano quanto assorbito durante l’anno nelle visite aziendali e vivono una nuova esperienza di formazione professionale on the job. Quindi, durante il secondo anno scolastico, quello della maturità, acquisiscono tecniche di project management e preparano un project work anche in logica di Smart Working, cioè con lavoro di gruppo in remoto con le tecnologie adatte, progetto che presenteranno all’esame di maturità. Conseguito il diploma, dopo le vacanze estive tornano per un periodo in azienda e concludono i due anni di apprendistato duale.

Prepararsi con il giusto mindset al mondo del lavoro

Nell’esperienza di Allianz Italia, l’obiettivo non è dare subito strumenti operativi per essere immediatamente appetibili dal mercato del lavoro, come nell’apprendistato di primo livello degli istituti tecnico-professionali.

L’obiettivo è di carattere più culturale e prospettico, ovvero quello di iniziare a creare un mindset, un atteggiamento al lavoro dove ci sono più variabili da considerare: un gruppo, delle condizioni date, dei risultati da portare, tempi da rispettare, problemi da risolvere, relazioni da gestire, tutte quelle competenze trasversali (soft skill) sempre più richieste dalle organizzazioni anche per affrontare la trasformazione digitale e il cambiamento continuo.

I vantaggi del modello duale

Iniziare presto a respirare le logiche aziendali e a comprendere le abilità utili, oltre alle competenze tecniche che ormai si danno per assodate, potrà essere un vantaggio competitivo per questi giovani, quando affronteranno assessment nei processi di selezione e di assunzione e, una volta scelti, inizieranno la crescita in azienda.

Così commenta Maurizio Devescovi, direttore generale di Allianz Italia. «Siamo molto orgogliosi di questa prima edizione, perché i risultati confermano la validità del percorso in cui abbiamo creduto. Questi primi trenta giovani hanno maturato un’esperienza lavorativa altamente formativa in un contesto organizzativo innovativo e di respiro internazionale, che si tradurrà in un vantaggio competitivo quando entreranno definitivamente nel mondo del lavoro».

Soddisfatti anche i diretti interessati. «È stato molto interessante conoscere colleghi di età molto diverse dalla mia, tutti già laureati che, tuttavia, non hanno avuto un atteggiamento di superiorità nei miei confronti. Il rapporto era paritario e in questo modo mi hanno insegnato che si deve collaborare in modo proficuo e corretto», commenta Davide Moi, 19 anni, diplomato al Liceo scientifico Maria Consolatrice di Milano.

Aggiunge Mohamed Ahmed Mohamed Hassan, 20 anni, diplomato all’Istituto tecnico-economico Italo Calvino di Rozzano. «Sono cresciuto negli aspetti organizzativi: dalla pianificazione delle attività, alla gestione del tempo per rispettare i piani. Mi saranno utili anche in altre situazioni della vita».

Esperienza anche di forte orientamento

Inoltre, gli studenti che intraprendono il percorso duale in Allianz Italia, una realtà complessa e strutturata, possono scegliere con maggiore consapevolezza la strada da intraprendere per il proprio futuro professionale.

Così commenta Letizia Barbi, direttore Risorse umane di Allianz Italia. «In questi due anni in azienda, i nostri giovani colleghi hanno potuto verificare le loro aspirazioni e sperimentare le loro attitudini, oltre ad aver avuto la possibilità di confrontarsi con colleghi professionisti e osservare e comprendere le dinamiche aziendali. Senza dimenticare l’entusiasmo e la freschezza che hanno portato nei nostri uffici».

Il riscontro è arrivato anche dagli studenti: «Mi piace studiare matematica, però non conoscevo le sue applicazioni pratiche, mentre lavorare qui mi ha aperto alcune strade, come quelle statistiche e attuariali, oltre a quelle economiche e finanziarie», commenta Lia Karama, 18 anni, diplomata al Liceo scientifico Maria Consolatrice di Milano.

E ancora: «Opportunità, crescita professionale e orgoglio: sono molto contenta di aver fatto parte di questo progetto. Mi è stata data la possibilità di fare un’esperienza nell’area degli affari legali, che è sempre stata la mia aspirazione per un futuro impiego», conclude Natalia Giorgiana Ene, 19 anni, diplomata all’Istituto Tecnico-Economico Italo Calvino di Rozzano.

E ora? L’85% di questi giovani apprendisti vuole continuare gli studi all’università negli indirizzi economico (45%), scienze matematiche e attuariali (25%), ingegneria (12%), umanistico (11%) e giuridico (7%).