Anche gli studenti vogliono dire la loro. Al convegno “A scuola di azienda, in azienda”, promosso da Nestlé, Enel e Gi Group in collaborazione con Eni e Allianz nella Settimana europea della formazione professionale, hanno presentato un decalogo dell’Alternanza dove chiedono efficacia, concretezza, aderenza ai programmi scolastici e trasparenza.  

Con l’entrata in vigore della Legge 107/2015, quella sulla Buona Scuola che rende obbligatoria l’Alternanza Scuola-Lavoro con 200 ore per i licei e 400 ore per gli istituti tecnici e professionali nel corso del triennio, i numeri sono lievitati.

Si è passati dai 650mila del primo anno scolastico, ai successivi 940mila fino all’attuale milione e mezzo di studenti coinvolti in iniziative di orientamento nelle imprese. Per un totale di oltre 3 milioni nel triennio, di cui metà liceali, con in testa Lombardia (15% degli studenti), Campania (11%) e Lazio (10%).

Cresce anche il numero delle strutture ospitanti, con un incremento del 38%. Le imprese sono poco più del 60%, mentre per il resto sono enti pubblici, scuole, associazioni di categoria, ordini professionali, musei, associazioni di volontariato, comprese le mense dei poveri.

Alternanza: lo scopo è l’orientamento

Lo scopo dell’alternanza è l’orientamento, entrando per la prima volta nel mondo del lavoro con le sue logiche, ma mantenendo un ruolo un po’ da osservatori, ben diverso dall’Apprendistato di primo livello. Quest’ultimo è un contratto di lavoro subordinato, sempre in alternanza alla scuola, con un numero maggiore di ore e un inserimento strutturato in azienda, finalizzato  al raggiungimento di un titolo di studio.

Soluzione, l’Apprendistato di primo livello, che le imprese produttive prediligono all’alternanza, se hanno una struttura tale da poter assorbire apprendisti di primo livello che, formati adeguatamente, potrebbero poi essere stabilizzati avendo già acquisito le competenze necessarie.

Tuttavia, soprattutto nelle aree meno produttive o con imprese dalle dimensioni più piccole, sono numericamente meno le aziende disponibili all’apprendistato di primo livello che non all’alternanza, meno impegnativa anche per loro.

Così anche per le scuole diventa un impegno spesso gravoso trovare realtà pronte ad accogliere i loro studenti, visto che l’obbligatorietà è unilaterale, solo sul fronte scolastico.

E poi ci sono gli studenti, che giustamente vogliono dire la loro. Un gruppo che ha vissuto l’esperienza di Alternanza in Nestlè, una delle realtà in Italia più avanzate in termini di iniziative per incoraggiare l’ingresso nel mondo del lavoro, ha presentato una Carta degli Studenti sull’interazione Scuola-Azienda, in occasione di “A scuola di azienda, in azienda”, l’evento promosso da Nestlé, Enel e Gi Group in collaborazione con Eni e Allianz nella Settimana europea della formazione professionale.

Cosa chiede il decalogo per la Buona Scuola dell’Alternanza

  1. Programmi di orientamento di qualità e coerenti con il percorso scolastico, realmente in grado di essere utili nella prospettiva dell’ingresso nel mondo del lavoro.
  2. Esperienze di alternanza della durata massima di due settimane ogni anno scolastico per un totale di 80 ore all’anno.
  3. Permanenza in azienda nello stesso periodo per tutta la classe.
  4. Rispetto delle necessità scolastiche, come esami, verifiche, interrogazioni.
  5. Possibilità di dare un feedback sull’esperienza vissuta, anche attraverso una scheda di valutazione per i tutor e l’azienda ospitante, avendo la possibilità di esporre le proprie lamentele e, se necessario, di interrompere l’esperienza.
  6. Rimborso per le spese di trasporto e i pasti.
  7. Trasparenza nella proposta di Alternanza Scuola-Lavoro delle scuole. È loro compito informare gli studenti sulle attività che saranno svolte in azienda.
  8. Monitoraggio delle attività in azienda da parte dei professori e dei coordinatori scolastici.
  9. Sottoscrizione da parte delle aziende di un accordo con la scuola con l’impegno a fornire un programma formativo veramente utile alle finalità di orientamento e formazione.
  10. Tutor aziendale sempre presente e a disposizione degli studenti.