Un progetto guidato dalla facoltà di giurisprudenza dell’Università di Oxford ha ricevuto 1,2 milioni di sterline per esplorare il potenziale e i limiti dell’uso dell’intelligenza artificiale (AI) a sostegno dei servizi legali.

L’aggiudicazione del Consiglio per la Ricerca Economica e Sociale finanzierà il progetto “Sbloccare il potenziale dell’IA per il diritto inglese”.

La collaborazione di ricerca coinvolgerà vari dipartimenti dell’Università di Oxford tra cui diritto, economia, politica sociale, informatica, istruzione e la Saïd Business School, oltre a una serie di organizzazioni del settore privato.

La posta in gioco per l’implementazione di AI nei servizi legali del Regno Unito è alta. Se eseguita in modo efficace, è considerata un’opportunità imprescindibile per migliorare i servizi legali non solo per l’export ma anche per le imprese nazionali e le persone fisiche.

I temi di ricerca

I membri del team esamineranno una serie di temi di ricerca. Questi comprenderanno: indagini su modelli di business emergenti che utilizzano l’IA nel diritto per aiutare a identificare le migliori pratiche in materia di governance e strategia; esplorare il potenziale di applicazione dell’IA nella risoluzione delle controversie e nelle argomentazioni giuridiche; confrontare la formazione delle competenze e il trasferimento di tecnologia nel Regno Unito con paesi concorrenti come gli Stati Uniti, Hong Kong e Singapore per trarre implicazioni politiche.

Il fulcro del programma sarà la ricerca su nuove modalità formative. Gli avvocati saranno istruiti sul fronte tecnologico, mentre i programmatori approfondiranno gli aspetti legati al diritto. Il team svilupperà pacchetti educativi e formativi che risponderanno a queste esigenze sia delle università che delle imprese del settore privato.