Scommettere sui giovani per sviluppare l’economia e valorizzare il territorio. La Regione Campania, attraverso il Fondo Sociale Europeo, forma con Oracle University 200 programmatori e sviluppatori Java, mentre la Regione Puglia aderisce alla rete Startnet del Goethe-Institut e della Fondazione tedesca Mercator per favorire la transizione dalla scuola all’impresa.

Al Sud pubblico e privato si alleano per formare le nuove generazioni di lavoratori e creare network e opportunità professionali e d’impresa. Tra luglio e dicembre a Napoli, Caserta, Salerno, Acerra, Avellino e Torre del Greco 200 giovani selezionati su un migliaio, tra i 18 e i 35 anni, hanno partecipato al progetto “Java per la Campania”.

Ottocento ore di formazione da parte di docenti Oracle per diventare programmatori e sviluppatori Java e affrontare l’esame per la certificazione “Oracle Certified Associate, Java Programmer I”.

I cento migliori che supereranno l’esame entreranno in una graduatoria della Regione Campania, che li abiliterà a ottenere una borsa di studio per l’assunzione (i primi 50) e un tirocinio i secondi 50 nelle imprese locali. È un primo passo per questi giovani per portare competenze specialistiche e iniziare un percorso professionale nelle realtà del territorio, per le quali è in arrivo un bando della Regione per permettere l’incontro con i giovani del progetto.

StartNet Camp per la transizione dalla scuola al lavoro

Nel frattempo a Lecce, il 5 e 6 dicembre scorsi, si sono tenute due giornate di “lavoro” tra studenti delle scuole superiori, insegnanti e imprese locali e internazionali con stabilimenti in Puglia, come Bosch, nell’ambito dello StartNet Camp “Il mio futuro in Puglia”.

L’iniziativa è stata progettata e realizzata dalla rete StartNet, promossa dalla Fondazione Mercator e dal Goethe-Institut, dall’Assessorato all’Istruzione, alla Formazione e al Lavoro della Regione Puglia e dall’Ufficio Scolastico Regionale, con la partecipazione del Miur.

Con l’obiettivo di far dialogare scuola e impresa sulle competenze che serviranno da qui a dieci anni per dare ulteriore slancio, e creare nuova occupazione, nei settori più attivi e promettenti della Regione: economia del mare, turismo, beni culturali, agro-alimentare e artigianato, moda e design.

I giovani al centro

Si è scelto il  format di cinque workshop, uno per settore, che hanno dato voce ai giovani, alle loro speranze, aspettative e ambizioni, espresse direttamente agli imprenditori e a qualche HR manager di organizzazioni internazionali presenti all’incontro, tutti molto incuriositi dal punto di vista dei futuri lavoratori.

A loro volta i “grandi” hanno portato la voce dell’impresa e hanno parlato chiaro a studenti e insegnanti, soprattutto, sui loro bisogni di competenze. I workshop del pomeriggio, seguiti a quelli del mattino, hanno mischiato i gruppi in modo che gli studenti dell’alberghiero potessero sentire le esigenze degli altri settori e viceversa, in una logica di costruzione di sinergie e rete tra ambiti, visto che lo sviluppo di un territorio non può che essere integrato tra le sue forze trainanti e diventare “destinazione”.

Nella seconda giornata giovani e insegnanti hanno affrontato una seconda sfida: uno o due studenti per workshop, insieme a un insegnante e a un imprenditore, hanno riportato a una platea di circa 200 persone, tra compagni di scuola, docenti, imprenditori e istituzioni, le proposte dei loro gruppi di lavoro. Un’occasione per gestire emozioni, timidezza e iniziare ad guardare “fuori”.

L’assessore al lavoro, formazione professionale, diritto allo studio, istruzione e università della Regione Puglia Sebastiano Leo (al centro della foto), in apertura e chiusura dei lavoro ha sottolineato l’importanza delle conoscenze prima ancora delle competenze: «Le conoscenze sono la base per potersi muovere nel mondo del lavoro, per sviluppare quelle capacità relazionali e comportamentali necessarie per lavorare in gruppo, essere flessibili e affrontare un mondo globale e interconnesso. Le competenze specialistiche si costruiscono sulle conoscenze».

Ma a quali conoscenze di riferisce? A quelle legate al digitale, oltre che alla storia e all’italiano.

Il digitale alla base di ogni professione

Anche da parte dei giovani si è continuamente ribadita la necessità di acquisire competenze informatiche e digitali, ormai trasversali a tutti i settori, anche per promuovere un prodotto, un servizio o un manufatto artigianale, che oggi non possono più vivere solo localmente. Le tecnologie servono anche per realizzare un oggetto, anche solo in fase di prototipazione: artigianato e tecnologia hanno fatto un passo avanti in Puglia nell’incontro di StartNet Camp.

In pole position anche la competenza linguistica, l’inglese come minimo e poi sviluppare una capacità di accoglienza, di ascolto del cliente e di personalizzazione del servizio, che sono prerequisiti molto chiari ai giovani stessi per sviluppare un turismo più aperto anche agli stranieri (oggi al 20% circa) e destagionalizzato.

Molto interessante anche il punto di vista delle imprese, che hanno portato l’attenzione sulle qualità trasversali dei futuri lavoratori, sulla loro capacità di continuare ad apprendere, a mantenere uno spirito di curiosità e apertura al cambiamento per poter innovare prodotti, servizi e modelli di business come richiede il mercato.

In pratica, una bella responsabilità per la scuola, cui si chiede di impartire non solo nozioni, ma sviluppo di attitudini, come lo spirito di iniziativa, l’ascolto, la flessibilità e un atteggiamento di auto-imprenditorialità.

Tre startupper pugliesi a StartNet Camp

Proprio per portare testimonianze ed esempi a questi giovani, il format di Lecce è stato arricchito della voce di alcuni giovani imprenditori, tra i trenta e i quarant’anni che, oltre ad aver preso parte ai workshop come partecipanti o come facilitatori, hanno raccontato la loro storia.

Daniela Chiapperini, fondatrice di Apulia Kundi, azienda produttrice di spirulina, vincitrice di numerosi premi che hanno dato linfa (economica) allo sviluppo del progetto pilota in start up pugliese.

 

Giusy Ottonelli, architetto che per qualche anno ha vissuto a Barcellona, ma poi ha deciso di tornare nella sua terra dove ha aperto l’Impact Hub di Bari, il format di co-working presente in oltre ottanta città al mondo e il Puglia Design Store, un negozio di oggetti design sempre a Bari, ma anche un luogo di ricerca e accelerazione per creativi, artigiani e design che vogliano aprire la propria impresa.

E infine lo startupper Paolo Stufano, chimico, fondatore di Eggplant che produce bioplastica dalle acque reflue dell’agroalimentare ed è coordinatore per la Puglia di Ashoka, l’organizzazione che da quasi 40 anni seleziona, forma e mette in rete gli imprenditori sociali più innovativi, rete che ha scelto la Puglia come regione pilota per contribuire a creare un ecosistema dell’innovazione da parte dei giovani, coinvolgendo insegnanti, genitori, datori di lavoro e istituzioni.