Far stare bene le persone al lavoro sarà una priorità per le aziende nel 2019 e negli anni a venire. Come? Grazie a connettività, intelligenza artificiale e Big Data. La buona notizia arriva dalla società di consulenza Methodos.

“Le organizzazioni vincenti nei prossimi anni saranno quelle in grado di aumentare il benessere totale delle persone e quindi la loro capacità e volontà di dare un contributo straordinario alla propria azienda e alla società, in modo coerente con il proprio potenziale” spiega Giuseppe Geneletti, Head Smart Working di Methodos.

Ecco perché le aziende devono “sfruttare l’opportunità che oggi esiste, grazie all’introduzione del welfare aziendale e all’evoluzione dello smart working, di offrire ai dipendenti servizi e contratti personalizzati, in funzione delle loro specifiche esigenze di conciliazione tra lavoro e vita privata”, suggerisce Maria Vittoria Mazzarini, esperta di smart working di Methodos.

La formazione che verrà

Aiutare le persone a coltivare talenti e sviluppare competenze è un altro fronte sul quale le imprese si impegnano sempre di più. “Negli anni a venire crescerà certamente il valore attribuito e atteso dalla formazione”, riprende Geneletti. “Cominceranno a diffondersi gli strumenti di individuazione in tempo reale dei dipendenti con un basso engagement e quindi a rischio”.

Le imprese si orienteranno sempre di più a offrire percorsi formativi chiari e personalizzati, con un peso crescente delle soft skills. Le persone fruiranno dei corsi sempre più on-demand, in funzione del proprio profilo sia per contenuti, sia per le modalità di accesso e distribuzione.

Questa formazione coinvolgerà non solo i dipendenti, ma anche i candidati più interessanti e le figure con contratti atipici, che non rientrano nel perimetro formale aziendale, ma aumentano sempre di più numericamente e costituiscono parte integrante del processo produttivo. “I contenuti saranno sempre più digitali” conclude Geneletti, “fruibili da smartphone e tablet, con maggiore utilizzo di modalità innovative come la gamification, la realtà virtuale e aumentata e i wearables“.