È stata presentata ufficialmente la Fondazione Leonardo – Civiltà delle Macchine, per favorire il dialogo con la società civile, promuovere nei territori di riferimento la cultura industriale e d’impresa, valorizzare il patrimonio culturale e museale, diffondere conoscenza.

Globalizzazione, trasformazione digitale, intelligenza artificiale, l’impegno della Fondazione è di contribuire a un rinnovato umanesimo per la diffusione della conoscenza al servizio del paese e a beneficio di noi tutti”, spiega il Presidente della Fondazione Luciano Violante.

L’intervento del Premier Conte

Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha chiuso gli interventi dei relatori. “Oggi siamo di fronte a una nuova rivoluzione industriale”. Sono soprattutto due, secondo il Premier, le questioni più sensibili.

La prima riguarda l’intelligenza artificiale: “Su questo tema è in atto in Europa un’importante riflessione alla quale l’Italia offrirà, anche con l’apporto della Fondazione Leonardo, un contributo qualificato e confidiamo originale. Presso il Ministero dello Sviluppo economico abbiamo già istituito una task force di esperti che si occuperà anche di blockchain che, in linea con l’Unione europea, dovrà delineare una strategia nazionale di lungo periodo. Non dobbiamo subirlo il domani, dobbiamo cercare di anticiparlo”.

La seconda riguarda l’occupazione. il Premier ha sottolineato che “Il lavoro almeno nelle forme come era stato concepito del XX secolo rischia di ridursi sino a scomparire. È un pericolo di fronte al quale non si più rimanere inerti e che impone un ripensamento radicale degli istituti e delle forme che avevano regolato la civiltà industriale del secolo scorso. Non possiamo tollerare proprio nel segno dell’Umanesimo leonardiano una crescita contro l’uomo né modelli di sviluppo che mortifichino il diritto di ciascuno di prendere parte, essere reso veramente partecipe con consapevolezza e dignità ai processi produttivi. Nello stesso tempo, e più in generale, occorre recuperare alcune intuizioni della grande stagione industriale italiana del secondo dopoguerra, soprattutto quella felice ambizione di coniugare crescita e benessere integrale della persona.”