Il mercato italiano dei progetti di artificial intelligence vale appena 85 milioni di euro, ma ha grandi prospettive di sviluppo, anche grazie a mercati vicini come smart home speaker e robot collaborativi.

Le imprese italiane hanno scarsa consapevolezza delle reali opportunità: solo il 12% delle medio-grandi imprese ha concluso un progetto AI in Italia, di queste il 68% è soddisfatto dei risultati. Le soluzioni più diffuse sono Virtual Assistant/Chatbot.

Sono alcuni risultati della ricerca dell’Osservatorio Artificial Intelligence della School of Management del Politecnico di Milano, presentata questa mattina al convegno “Artificial Intelligence: on your marks!”.

“Tra le imprese italiane prevale perlopiù̀ una visione dell’Artificial Intelligence ancora influenzata dai media” spiega dice Alessandro Piva, Direttore dell’Osservatorio Artificial Intelligence, “dove prevale una pioggia di stimoli tipico delle fasi di hype che caratterizzano i nuovi trend innovativi, e non una visione informata e consapevole delle potenzialità e del percors o che trasferisce la ricerca in applicazioni”.

Tuttavia, l’AI è fondamentale per il recupero di produttività della forza lavoro, destinata a ridursi per questioni demografiche. Entro 15 anni in Italia potrebbero essere automatizzati 3,6 milioni di posti di lavoro equivalenti, ma nello stesso periodo si stima un disavanzo di 4,7 milioni di posti di lavoro.