Microsoft e Mip Polimi di nuovo insieme con Flexa, la piattaforma di digital learning basata sull’intelligenza artificiale, che suggerirà percorsi di apprendimento personalizzati e favorirà il miglior match possibile tra domanda e offerta, in base alle richieste del mercato e alle competenze di partenza del candidato, sommate a quelle acquisite con il tutor digitale.

Con un investimento da 2-3 milioni di euro, il Mip Politecnico di Milano è la prima business school a livello internazionale a lanciare una piattaforma che è, insieme, di valutazione con assessment individuali sulle proprie skill, di formazione e aggiornamento continuo con stimoli e contenuti mirati, a partire da un ecosistema di fornitori selezionati e di primo piano e, infine, luogo virtuale d’incontro tra domanda e offerta di profili qualificati, distillati e proposti dal sistema in base alle richieste di HR e recruiter.

«Questo è un progetto unico, totalmente sviluppato in Italia», commenta Fabio Moioli, direttore Divisione Enterprise Services di Microsoft Italia (in foto, Moioli a sinistra, di fianco a Federico Frattini), «risultato della combinazione tra la nostra intelligenza artificiale e l’intelligenza umana della faculty del Mip, che vanta una lunga esperienza didattica. Questo è uno dei nostri migliori progetti in campo Education a livello mondiale, per il quale abbiamo vinto già diversi premi».

Analisi delle competenze e formazione continua

Il Mip Politecnico di Milano conferma il proprio impegno nel digital e continuous learning con Flexa, la nuova piattaforma aperta a tutti che, basata sul Cloud di Azure e sulle funzionalità di analisi e intelligenza artificiale di Microsoft, permetterà a ciascuno di fare un test di valutazione delle proprie soft e digital skill e un’autovalutazione di quelle hard, così da individuare il gap da colmare per raggiungere gli obiettivi professionali dichiarati.

In base a questi parametri e al tempo disponibile per l’apprendimento continuo, Flexa suggerirà pillole di formazione quotidiana e learning pathway di medio periodo di circa sei mesi, selezionati dal sistema algoritmico tra 200mila contenuti: articoli di stampa, video, webinar, eventi, corsi erogati da fonti certificate come business school e università internazionali prestigiose, oltre alla disponibilità dell’intera biblioteca di management del Mip stesso.

Networking e incontro tra domanda e offerta di profili qualificati

Ma questo tutor digitale è molto di più. Da un lato, favorirà la relazione con profili simili in modo da espandere il proprio network professionale e creare community, pubblicando contenuti inediti e condividendo interessi, fino all’individuazione di start-up con cui collaborare in base al proprio profilo.

Dall’altro lato, entro l’autunno sarà accessibile a HR di aziende e recruiter, puntando a diventare la piattaforma per l’incontro il più personalizzato ed efficace possibile tra domanda e offerta di profili qualificati. Il doppio valore aggiunto è dunque l’assessment iniziale e la finestra sul mondo delle imprese che, a regime, dovrebbero essere tra le 400 e le 500, mediati dall’aggiornamento delle proprie skill.

Il test di valutazione è sviluppato con uno spin-off dell’Università degli Studi di Padova, a seguito del quale, combinandolo con gli obiettivi di carriera e con il tempo disponibile per l’apprendimento continuo, verrà suggerito il percorso di formazione più idoneo all’utente, che via via aggiornerà il proprio livello di competenze.

«È stato calcolato che l’intelligenza artificiale in Italia possa contribuire a far crescere il Pil dell’1% con un impatto significativo in tutte le industrie e mercati», aggiunge Moioli di Microsoft.

«Tuttavia, per coglierne davvero i benefici, è fondamentale avere le competenze adeguate e l’Italia purtroppo è uno dei Paesi con il più forte skill mismatch, ovvero il divario tra le competenze richieste dal mercato del lavoro e quelle realmente disponibili. Mai come ora quindi diventa fondamentale investire nella formazione avanzata. La nostra collaborazione con il Mip per la realizzazione di Flexa vuole proprio rispondere a questa necessità e dare un contributo concreto per aiutare studenti e professionisti ad acquisire le competenze necessarie a essere competitivi nel mercato del lavoro».

A chi si rivolge il tutor digitale del Mip

Oggi la piattaforma di formazione, aggiornamento continuo, networking e presto recruiting è già disponibile gratuitamente per studenti e alumni della business school milanese, da cui sono passati in 12-13mila in 40 anni di vita (1979-2019).

Entro l’estate sarà accessibile for free anche a tutti gli iscritti e alumni del Politecnico di Milano, che sono 200mila nel mondo tra ingegneri, architetti e designer, mentre gli studenti e i professionisti non legati al Polimi potranno accedere con una piccola fee, dopo un periodo di prova gratuito.

«Siamo stati la prima business school italiana a credere fortemente nel digital learning già nel 2014 e a investire per far evolvere la nostra offerta formativa in chiave digitale, sia per gli individui sia per le imprese», commenta Andrea Sianesi, dean del Mip Politecnico di Milano graduate school of business.

«I risultati ci hanno dato ragione e siamo orgogliosi che questo ulteriore, importantissimo tassello della nostra strategia sia finalmente realtà, grazie alla collaborazione con Microsoft che ha sviluppato per noi e con noi piattaforme sempre più innovative e performanti».

Un precedente virtuoso in Flex Emba

Flexa è la naturale evoluzione di Flex, la piattaforma di learning management system (Lms) per l’executive master in business administration del Mip Politecnico di Milano (Flex Emba), realizzata sempre con Microsoft, su cui negli ultimi anni si sono formati in Italia e all’estero oltre 500 manager.

Grazie a questa esperienza digitale, che era solo formativa e di network tra studenti dello stesso corso, il Mip ha sviluppato un ecosistema di relazioni di altissimo livello anche con provider esterni di contenuti, che ora ritroviamo potenziati in Flexa: da Harvard al MitSloan, dalla piattaforma Coursera al Ted, da Gartner al Financial Times.

La stessa piattaforma Flex ora è in fase di aggiornamento dei propri contenuti e verrà presto integrata, per i corsisti dell’Emba, con la nuovissima Flexa, potendo attingere anche ai suoi contenuti e alle sue funzionalità e opportunità ulteriori.

«È necessario ridefinire la formazione in un sistema caratterizzato da un eccesso di informazioni», spiega Federico Frattini, associate dean for digital transformation del Mip Politecnico di Milano graduate school of business, «che rende difficoltoso prendere le decisioni più giuste per la propria carriera, ma anche aumentare la conoscenza trasferita dal mondo accademico alla società a un costo sostenibile. Così come mantenere il legame tra gli alumni e la scuola attraverso preziose forme di collaborazione e networking e identificare i punti di forza e di debolezza degli studenti, proponendo un percorso formativo sempre più personalizzato. Infine, ma non certo per importanza, bisogna aiutare le imprese a trovare il candidato migliore per il profilo da coprire, sulla base non solo dei titoli, ma anche del percorso di learning development e delle ambizioni di carriera dichiarate».

Un ulteriore sviluppo di Flexa sarà quello di implementare funzionalità specifiche per l’analisi, la formazione continua e lo sviluppo delle competenze interne alle aziende.
«Abbiamo progettato e realizzato la piattaforma nel modo più flessibile e aperto possibile, perché possa facilmente integrarsi con i sistemi HR già presenti nelle organizzazioni», conclude Moioli. Il progetto è in collaborazione anche con d.digital.