Oltre 200 ragazzi coinvolti nel progetto di Alternanza scuola-lavoro promosso dal Comune di Cremona e dalla Camera di Commercio per favorire il dialogo tra mondi diversi, che devono iniziare a collaborare per superare il gap tra domanda e offerta di competenze tecniche in un Paese che ha la disoccupazione giovanile oltre il 30%.

Alternanza come opportunità per tutti. Opportunità per gli studenti per iniziare ad affacciarsi al mondo del lavoro, vedere come funziona dal vivo, toccarlo con mano e, non da meno, ricevere un orientamento mirato in base alle proprie attitudini, soft skill e aspettative professionali. O almeno iniziare a suscitarne la curiosità e l’interesse.

Opportunità per le aziende per iniziare a prendere i primi contatti con coloro che potrebbero diventare i loro futuri lavoratori e, all’interno, per favorire il dialogo tra generazioni diverse.

Opportunità anche per la scuola e il corpo docenti per avviare un dialogo con un mondo così distante, che sta correndo a grande velocità verso la fabbrica 4.0 e, quindi, avviare una prima forma di aggiornamento.

Opportunità, infine, per tutto il tessuto economico per alzare il livello delle competenze utili, che non sono più solo tecniche ma anche relazionali e comportamentali: lavoro di gruppo, problem solving, creatività, come caldeggia ormai da tempo il World Business Forum.

Tutte queste ragioni hanno fatto mettere insieme le risorse e le forze di più realtà che, nei due anni scolastici 2017-2018 e 2018-2019, in piena attuazione della Buona scuola (Legge n. 107/2015), hanno costituito una rete virtuosa i cui risultati sono stati presentati a inizio aprile all’Istituto Tecnico Torriani di Cremona, una delle tre scuole coinvolte nel progetto insieme con il Liceo Aselli e all’Istituto musicale Stradivari.

Il Comune di Cremona è stato capofila con l’Assessorato allo Sviluppo e all’Istruzione e i Servizi Informagiovani e Sviluppo Lavoro e Area Vasta, in collaborazione con la Camera di Commercio di Cremona, l’Associazione Industriali della Provincia di Cremona e ovviamente l’Ufficio scolastico territoriale.

Orientamento in azione

La singolarità del progetto, oltre alla rete istituzionale coinvolta, è stata la quantità di risorse destinate all’orientamento, con uno staff di dodici specialisti del Comune al servizio di oltre 200 ragazzi.

«Abbiamo messo il giovane al centro, costruendo le opportunità intorno a lui», spiega Maria Carmen Russo, responsabile Servizio Università- Informagiovani del Comune di Cremona, che coordina i 180 sportelli della Lombardia.

«Abbiamo individuato le aziende disponibili per questo progetto pilota, Wonder, produttrice di valvole per pneumatici, Green Oleo e Oleificio Zucchi nella seconda annualità. Dopo aver preparato i ragazzi al colloquio sia di gruppo sia individuale, una volta selezionati quelli considerati più adatti all’esperienza aziendale di alternanza (sei del Torriani ad esempio), siamo tornati in campo noi con l’orientamento a tutti gli altri.

Con il mio staff abbiamo lavorato sulle soft skill, che sono le capacità su cui sono stati misurati e scelti dalle aziende. L’esperienza è stata anche quella di essere rifiutati e di comprendere gli aspetti personali da migliorare, con un po’  più di consapevolezza per quando affronteranno i colloqui veri».

Il modello duale tedesco

In prima battuta il Comune aveva fatto una ricognizione sul sistema duale tedesco, in cui scuola e impresa sono molto più integrate che in Italia, grazie alle Fachhocschule che sono le scuole di apprendistato all’interno delle imprese.

«Siamo stati accompagnati a Stoccarda dall’organismo internazionale Cet, promosso dalla Fondazione Bosch e cofinanziato dall’Unione industriali Arbeitgeber del Baden-Württemberg.

Coinvolti nel progetto pilota del Torriani, in Italia è stata organizzata una giornata di formazione per i tutor aziendali, mentre in Germania ci hanno fatto visitare la fabbrica di Wmf a Geislingen, con circa 2mila dipendenti, le associazioni industriali, un’agenzia per il lavoro e un istituto tecnico.

Grazie a questo tour ci siamo resi conto di avere tanto da imparare dal sistema tedesco, forse non tutto è replicabile in Italia, ma qualcosa in più si potrebbe fare. Per esempio, gli studenti a 16 anni hanno già a disposizione gli strumenti per decidere cosa vogliono fare da grandi e possono scegliere se completare gli studi tecnici in stretta collaborazione con l’industria, che li prepara al suo interno con la formazione duale.

Lavorare in fabbrica, infatti, in Germania non è considerato di serie B. In secondo luogo, le aziende più piccole che non possono dedicare proprie risorse all’alternanza, come dei tutor che seguano i ragazzi nelle varie attività, possono appoggiarsi ad aziende più strutturate che mettono a disposizione le proprie risorse. È un modo anche questo di restituire al territorio», racconta Simona Bolzoni del Servizio Sviluppo Lavoro del Comune di Cremona, che ha seguito la missione in Germania.

Sono stati 167 i ragazzi coinvolti dell’Istituto tecnico Torriani, più una sessantina del liceo scientifico e della scuola musicale. In particolare, i ragazzi del liceo hanno vissuto dall’interno la vita del Consiglio Comunale rispetto a un progetto di mobilità sostenibile, comprendendo le competenze che servono per far funzionare la macchina pubblica e il suo impatto sui servizi alla cittadinanza.

I giovani musicisti, invece, sono entrati in contatto con l’ecosistema economico, culturale e di marketing che ruota intorno agli eventi, ai concerti e alla liuteria di cui Cremona vanta un’eccellenza mondiale, in modo da arrivare alla maturità con più consapevolezza circa le regole e le opportunità del “loro” mercato del lavoro.

Oltre l’alternanza

Ora il progetto, per essere replicato ed esteso ad altre scuole e aziende, ha bisogno di trovare fondi, in un contesto di legge che però non aiuta. La Legge 107/2015 sulla Buona scuola è durata solo un triennio e già a novembre, con il nuovo governo, la Legge di bilancio ne ha dimezzato ore e risorse, trasformandone anche il nome in “Percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento.

Fiducioso comunque il referente provinciale per l’autonomia scolastica Fabio Donati presente all’incontro: «È stato ridotto il numero di ore coperto dalle risorse, ma nulla impedisce di dedicare più ore con il progetto giusto, che coinvolga i diversi attori sociali che possono contribuire, comprendendo la necessità e utilità di un dialogo più serrato tra formazione scolastica e mondo del lavoro. E poi la sfida sarà quella di fare bene lo stesso, con meno».