Afferrare componenti come farebbe la lingua di un camaleonte. E’ questa l’abilità della pinza adattiva DHEF di Festo, in grado di catturare, raccogliere e riporre oggetti di forme completamente diverse tra loro, senza bisogno di una riconfigurazione manuale.

La calotta in silicone della pinza adattiva DHEF è in grado di ripiegarsi su se stessa per prendere oggetti di qualsiasi forma. Ciò consente una presa ferma e aderente. Il silicone, per sua natura elastico, si adatta con precisione a un’ampia gamma di geometrie. In combinazione con un attuatore pneumatico, la pinza adattiva garantisce una presa sicura con un basso consumo di energia.

Afferra in sicurezza oggetti di forma irregolare, rotondi e fragili

La pinza adattiva è estremamente flessibile e riesce a raccogliere anche componenti di forme diverse e con geometria circolare. L’assenza di spigoli vivi la rende ideale per la presa di oggetti sensibili, come ugelli o strisce di rivestimento. In generale, la pinza è in grado di raccogliere più pezzi, ad esempio dadi da una tazza, con un unico movimento.

Queste caratteristiche rendono utilizzabile la pinza bionica per la manipolazione di piccole parti nella classica costruzione di macchine, nell’industria elettronica o automobilistica, in unità di alimentazione per impianti di imballaggio per l’interazione uomo-robot, in operazioni di assemblaggio o in estensioni protesiche nella tecnologia medica.

Membrana in silicone e interfaccia robot

Dotata di una membrana elastica in silicone, estremamente flessibile e pieghevole, alimentata ad aria compressa, nonché di un’interfaccia robot standard con attacchi dell’aria integrati, questa pinza è un pratico componente di automazione. Altre comode funzionalità sono la scanalatura per sensori di finecorsa standard, che garantisce il rilevamento di posizione, e l’attacco a baionetta realizzato in modo da facilitare la sostituzione della calotta.

Sul modello della natura

L’esclusiva combinazione di forza e adattamento alla forma della lingua del camaleonte può essere osservata nella caccia agli insetti. Una volta che ha avvistato la sua preda, il camaleonte utilizza la sua lingua come un elastico. Un istante prima che la punta della lingua raggiunga l’insetto, la parte centrale si ritrae, mentre i bordi continuano a ripiegarsi in avanti. In questo modo, la lingua è in grado di adattarsi alla forma e alle dimensioni della preda e di racchiuderla saldamente. La preda rimane attaccata alla lingua e viene risucchiata come se fosse agganciata a una lenza. Sulla base di queste osservazioni, il Festo Bionic Learning Network, insieme ai ricercatori dell’Università di Oslo, ha sviluppato un prototipo denominato “FlexShapeGripper”.