Il Centro Studi di Confindustria ha presentato il nuovo Rapporto 2019 sull’industria “Dove va l’industria italiana”. Ebbene, a quanto risulta, il processo di digitalizzazione della manifattura è avviato.

Le stime del Centro Studi Confindustria e del Dipartimento Finanze del Ministero delle Finanze sull’ammontare degli investimenti agevolati dalla misura in vigore nel 2017 mostrano che la misura ha riscosso un forte interesse da parte delle imprese italiane: 10 miliardi di euro per i macchinari e le attrezzature 4.0.

Più dell’80% delle imprese agevolate appartiene al settore manifatturiero. In testa il comparto dei prodotti in metallo (26% degli investimenti in macchinari e attrezzature 4.0), davanti a meccanica strumentale e chimica (entrambe al 9%).

L’iper-ammortamento è stato utilizzato in netta prevalenza da imprese con domicilio fiscale nel Nord Italia (86% degli investimenti). In particolare, la Lombardia svetta (35%) davanti a Veneto (17%) e Emilia Romagna (16%). Su livelli molto bassi d’investimento tutte le regioni meridionali. La Sicilia è l’unica parziale eccezione: con una quota di investimenti agevolati del 3%, si colloca, al pari del Friuli-Venezia Giulia, nella parte alta della classifica.

Diversamente da quanto si è spesso ipotizzato, non sono state prevalentemente le grandi aziende a utilizzare la misura di incentivo fiscale. Il 96% dei beneficiari, a cui corrisponde il 66% degli investimenti incentivati, è composto da imprese con meno di 250 dipendenti, ossia piccole e medie imprese. Il 35% degli investimenti 4.0 è addirittura riferibile a imprese con meno di 50 addetti.