Si rinforza l’alleanza dei salesiani con l’industria. Inaugurata nel complesso scolastico Don Bosco di Sesto San Giovanni (Milano) una pressa di ultima generazione per stampare materiali plastici, che aiuterà la formazione di tecnici in un settore che ha una fortissima carenza di manodopera, nonostante la crescita della domanda.

La pressa donata dalla società coreana Woojin Plaimm, che produce 3.000 presse all’anno, è l’ultimo tassello del Progetto Stampi della Federazione Cnos-Fap (Centro Nazionale Opere salesiane/Formazione aggiornamento professionale), area meccanica, in collaborazione con l’austriaca Meusburger produttrice di normalizzati per stampi, che ha ospitato in Austria una ventina di docenti salesiani per acquisire competenze specifiche da trasferire agli studenti dell’area meccanica.

«Per noi è fondamentale adeguare la nostra offerta didattica alla continua innovazione tecnologica, con laboratori che abbiano macchinari di ultima generazione e un corpo docente aggiornato. Risultato che non potremmo raggiungere senza il contributo delle industrie che ci sostengono sia a livello di aggiornamento dei laboratori, sia a livello di trasferimento di competenze. La pressa Woojin chiude dunque il cerchio nell’assicurare una formazione in ambito tecno-plastico, quantomeno di base, rispetto a cui c’è una fortissima carenza formativa, non essendoci l’orientamento plastico né nella scuola superiore, né nei corsi di laurea. Sesto sarà il centro pilota di questo nostro ambizioso progetto», ha commentato Maurizio Todeschini, segretario nazionale settore meccanico Federazione Cnos-Fap.

Presenti al taglio del nastro nel laboratorio di meccanica delle Opere Sociali Don Bosco di Sesto San Giovanni il direttore vendite Europa di Woojin Plaimm Andreas Brettner e William Passadore, amministratore delegato per l’Italia, che ha dichiarato: «Dare un’opportunità ai giovani non ha prezzo. Abbiamo trovato la massima disponibilità da parte dei colleghi austriaci che hanno autorizzato subito la nostra richiesta, anche perché per loro è normale contribuire alla formazione dei futuri tecnici, avendo un sistema duale consolidato con scuole tecniche all’interno delle fabbriche stesse».

Tecnici ben preparati, una risorsa per le imprese

D’altronde, tecnici ben preparati sono manodopera qualificata a disposizione delle imprese. Lo sanno bene alle Opere Sociali Don Bosco di Sesto San Giovanni, che da sempre hanno un forte legame con l’industria.

salesiani sesto san giovanniNegli anni Cinquanta come centro di formazione tecnica della Breda, della Falk e della Magneti Marelli, oggi per tutto quel tessuto industriale di piccole e medie imprese, in particolare della provincia di Monza e Brianza, sempre a caccia di tecnici specializzati.

«Qui da noi le imprese si alleano, lasciamo pure al mercato una sana concorrenza, ma quando si tratta di pensare al bene dei ragazzi e a offrire una opportunità in più per il loro futuro lavorativo, vediamo che c’è sempre una sollecita risposta da parte delle aziende, che contribuiscono a livello didattico e di fornitura di macchinari e materiali a un innalzamento qualitativo della manodopera disponibile, anche quando non ne beneficino direttamente né subito. Questo è il miracolo della scuola di Don Bosco, pensare davvero al bene dei ragazzi», ha commentato il direttore delle Opere Sociali Don Bosco di Sesto San Giovanni Don Elio Cesari. Che lancia una nuova sfida alle aziende: istituire delle borse di studio per i più meritevoli a conclusione del quarto anno dell’istituto professionale e del quinto dell’istituto tecnico, borse di studio che prevedano uno stage retribuito di sei mesi in fabbrica, per iniziare a mettere piede nel mondo del lavoro.

Entro l’autunno il complesso di Sesto San Giovanni diventerà un centro “Apple distinguished school” per la didattica moderna, digitale e interattiva. I 27mila iscritti, infatti, studiano già da anni solo su Ipad, avendo abolito del tutto i libri di testo cartacei. Un’aula didattica multimediale, comoda e colorata, all’ultimo piano del palazzo Schuster, la nuova ala inaugurata nel 2018, completa l’approccio moderno di una scuola dove sono in funzione anche due robot Abb e software per esercitazioni sulla realtà aumentata nel laboratorio di Industria 4.0, oltre all’aula didattica di Bosch, a quella di domotica e a quella di Vaillant.

Molto attivo, efficace e in dialogo continuo con le aziende anche l’ufficio orientamento e placement della scuola: «Il nostro obiettivo è orientare i giovani già durante il percorso scolastico, favorendo occasioni di formazione duale, ossia imparare facendo in fabbrica, per esempio con l’apprendistato professionalizzante che prevede moltissime ore sul campo e accompagnandoli nella comprensione di quello che davvero vogliono fare da grandi. Formare giovani consapevoli della loro scelta, oltre che preparati tecnicamente, dà una marcia in più al personale che entrerà in azienda, con imprenditori che sempre più  chiedono figure motivate e a tutto tondo, anche con competenze trasversali, relazionali e comportamentali», ha detto Francesco Sala, responsabile ufficio orientamento e placement delle Opere Sociali Don Bosco di Sesto San Giovanni.

Non mancano infine collaborazioni con il tessuto sociale circostante per allenare i giovani al lavoro e favorire, al tempo stesso, l’inclusione: dai servizi di piccola manutenzione per gli anziani, in collaborazione con il Comune di Sesto San Giovanni, al coinvolgimento di tecnici nelle squadre di manutenzione dell’Autodromo di Monza fino alla formazione, questa volta con la Croce Rossa Italiana, di una dozzina di richiedenti asilo come operatori macchine utensili per introdurli a un contesto professionalizzante. Esperienza di scambio e di conoscenza reciproca dalla valenza umana oltre che didattica, come testimoniato da uno dei giovani docenti coinvolti.