Ambizione Italia, il progetto di Microsoft per accelerare l’innovazione digitale nel nostro Paese, dà i primi numeri: 120mila persone già formate in otto mesi, 250mila ingaggiate e 14mila certificate, grazie alla creazione di un ecosistema digitale con i partner del progetto, che sono sempre in divenire. Presentate infatti due nuove iniziative con Crui e con Borsa italiana per diffondere le digital skill tra neolaureati e manager. Ma il vero motore è la fiducia delle imprese

L’impegno di Microsoft è reale, l’ambizioso progetto avanza a spron battuto, anche se serve lo sforzo di tutti per cambiare le statistiche: l’80% delle aziende italiane considera prioritaria l’adozione dell’Intelligenza artificiale, ma solo il 15% ha avviato un progetto pilota, meno della metà della media europea (32%).

Siamo al 25° posto su 28 in Europa per innovazione, con il paradosso di una disoccupazione al 30% e la ricerca senza successo di 135mila esperti di digitale (data scientist, programmatori, specialisti di IoT, social media specialist e manager), con un mismatch tra domanda e offerta che si è raddoppiato negli ultimi dieci anni.

È un tema di formazione, di cultura, di investimenti, di sistema scolastico più adeguato e orientato a preparare i futuri lavoratori e professionisti e di reskilling (riqualificazione) della forza lavoro già presente nelle imprese.

Ma il vero motore del cambiamento è la fiducia delle aziende, che ancora non si fidano abbastanza delle nuove tecnologie, non riescono a prevedere il rapporto costi-benefici secondo i nuovi paradigmi e la modalità Cloud fa ancora paura, nonostante i vantaggi in termini di velocità di elaborazione dati, di fruizione degli stessi da remoto e nonostante il contenimento dei costi grazie ai servizi on demand, “as a service” come si dice, sulle piattaforme che restano di proprietà del provider che hanno tutto l’interesse a garantire sicurezza e affidabilità.

Tuttavia, molti imprenditori temono ancora per la riservatezza dei dati e temono attacchi informatici fin sulla linea produttiva. Siamo nell’era del dato “intelligente” a supporto del business, grazie all’interconnessione delle diverse aree aziendali, dalla produzione al marketing, dalla pianificazione all’organizzazione del lavoro, ma ci vuole tempo per abituarsi al nuovo modo di lavorare con la consapevolezza dei sistemi di sicurezza esistenti.

Satya Nadella, il Ceo mondiale di Microsoft che ha aperto il Microsoft Innovation Summit all’Università Bocconi di Milano, lo sa bene e ha insistito molto su questi aspetti: per entrare nell’era della Tech Intensity e rendere davvero possibile la trasformazione digitale dell’industria, servono sì l’accesso alle nuove tecnologie e la loro adozione (l’accesso universale del software e delle tecnologie è un tema su cui Microsoft insiste da anni), ma è necessaria anche la fiducia rispetto alla cybersecurity e a un utilizzo etico dell’intelligenza artificiale da parte delle imprese.

Nadella ha voluto rassicurare le aziende italiane sull’impegno di Microsoft anche su questo fronte, prima di passare in rassegna tutti i benefici a livello di interconnessione e collaborazione, di “umanità aumentata”, grazie alla disponibilità di dati leggibili e interpretabili mediante la piattaforma Cloud di Microsoft Azure e i software Microsoft 365 e Dynamics 365 che, connettendo tra loro unità di business, stabilimenti e collaboratori, centralizzano le informazioni, la loro analisi (Data Analytics) e il loro utilizzo, ottimizzando processi e decisioni, oltre ad aprire la frontiera di nuovi modelli di business.

Infine, il Ceo ha presentato Hololens, gli occhiali di realtà aumentata di Microsoft utilizzabili dalla sala operatoria al negozio di arredamento.

Le nuove iniziative di Ambizione Italia

È in corso un progetto pilota con l’Università degli Studi di Bari e la Federico II di Bari, nell’ambito della collaborazione con la Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (Crui), che prevede corsi on-line, laboratori coordinati da professori e certificazione degli studenti dell’ultimo anno della laurea magistrale su competenze digitali e intelligenza artificiale, con l’obiettivo di integrare il curriculum e avvicinarli al mondo del lavoro con un incontro di domanda-offerta con tre nuove aziende partner: Tim, Poste Italiane e EY.

Saranno previsti degli assessment e saranno fornite delle indicazioni su come colmare eventuali gap. L’ambizione è quella di coinvolgere da un lato tutte le università italiane, con workshop di avvicinamento al mondo del lavoro, così da consentire ai giovani di dotarsi di skill adeguate e contribuire all’occupazione nel nostro Paese; dall’altro di estendere il numero di aziende coinvolte nel progetto di selezione e recruitment.

La seconda nuova iniziativa riguarda un protocollo d’intesa con Borsa Italiana, che prevede la formazione e l’aggiornamento di 500 top manager delle aziende quotate a Piazza Affari nei prossimi due anni. La collaborazione si tradurrà in corsi e appuntamenti dedicati all’intelligenza artificiale, dall’approccio strategico ai risvolti etici, con l’obiettivo di promuovere all’interno della business community italiana le opportunità offerte dalle nuove tecnologie a sostegno della crescita. Per primi, devono infatti crederci i capi.

Le aziende che hanno scelto Microsoft per cambiare

All’evento sono stati presentati i casi di grandi aziende che stanno compiendo il loro digital journey: Poste Italiane, Snam, Illimity, Tim, Natuzzi. In particolare, il progetto Snamtec dell’utility del gas prevede un investimento da 850 milioni di euro entro il 2022, con l’obiettivo finale di sviluppare soluzioni intelligenti di nuova generazione nel campo del trasporto del gas, con risvolti positivi per le comunità locali nell’ambito della sostenibilità, dell’economia circolare e della sicurezza.

Illimity invece è la prima banca nativa Cloud italiana. Specializzata nel credito alle pmi e nel direct banking per famiglie e imprese, ha potuto rapidamente creare una infrastruttura IT efficace e scalabile basata sul cloud, in grado di supportare la fase di avvio dell’attività e una rapida espansione, anche grazie alla possibilità di sfruttare tecnologie integrate, come analisi dei dati, intelligenza artificiale e machine learning.

Infine, nel retail, Natuzzi ha lanciato il primo “Augmented Store” a New York dove, indossando il visore olografico Microsoft Hololens, sarà possibile immergersi in uno showroom virtuale potenzialmente infinito.