Mentre corrono produzione di robot e digitalizzazione delle imprese, sembra allargarsi sempre più la forbice tra domanda e offerta di competenze tecniche e digitali. Ne sono consapevoli datori di lavoro e lavoratori, che chiedono loro più iniziative di riqualificazione e che, se potessero tornare indietro, oggi sceglierebbero materie Stem. Le ultime rilevazioni Desi e i nuovi corsi per tecnici informatici dell’ITS Tech Talent Factory

Se tornassero indietro, studierebbero materie scientifiche o digitali per non essere spazzati via dalla corsa al digitale. Secondo l’International Federation of Robotics, infatti, entro il 2021 più di 630mila robot trasformeranno le fabbriche di tutto il mondo.

Negli ultimi cinque anni le vendite annuali di robot industriali sono aumentate del 114% e hanno raggiunto un picco di 16,2 miliardi di dollari nel 2017.

Così, già una buona percentuale di dipendenti italiani ritiene che il proprio mestiere sarà sostituito da una macchina nei prossimi cinque o dieci anni (37%, +3% rispetto alla media globale).

Oltre due su tre (72%) oggi sceglierebbe una facoltà Stem (science, technology, engineering e maths), soprattutto gli uomini (75%, +5% rispetto alle donne) e gli over 45 (76%, +7% rispetto ai giovani). Un valore sei punti superiore alla media globale e che, in Europa, è inferiore soltanto a quello registrato in Spagna (75%), Portogallo (79%) e Romania (81%).

Il 75%, invece, si concentrerebbe su un percorso di studi in ambito digitale (+3% sulla media globale), con un divario di cinque punti tra senior (78%) e giovani (73%) e di 11 punti fra uomini (81%) e donne (70%). Sono gli ultimi risultati del Randstad Workmonitor, l’indagine trimestrale sul mondo del lavoro di Randstad, condotta in 34 Paesi su un campione di 405 lavoratori con almeno 24 ore settimanali retribuite.

Mancano le competenze sul mercato e non si fa abbastanza reskilling

Ma cosa stanno facendo le loro stesse aziende per riqualificarli? C’è una sensazione diffusa, per due lavoratori su tre (67%), che le imprese non investano abbastanza per sviluppare le competenze digitali del personale. Lo pensano soprattutto gli uomini (73%, contro il 61% delle donne) e i più giovani (68%, contro il 66% degli over 45).

Le sensazioni dei lavoratori sono confermate dalle ultime rilevazioni Desi (The digital economy and society index). Secondo i dati emersi, solo il 44% degli italiani tra i 16 e i 74 anni può vantare competenze digitali di base, inferiore alla media europea del 57%.

Sul fronte della offerta di competenze, la percentuale di specialisti in Information Technology è stabile, ma impattano poco sulla forza lavoro complessiva (2,6% contro il 3,7% europeo). Per quanto riguarda i laureati poi, l’Italia ha solo l‘1% di laureati in materie informatiche, contro il 3,5% europeo e, tra le donne, solo l’1%.

In linea quindi con queste rilevazioni, oltre la metà del campione del Workmonitor riconosce la difficoltà per le imprese a trovare le giuste competenze sul mercato, con una crescente richiesta di profili Stem (48%), in linea con la media europea e inferiore solo a Spagna (49%), Portogallo (60%) e Romania (65%) in Europa.

Se sulla futura carenza di competenze non ci sono differenze significative di età e genere, queste aumentano se si analizzano le difficoltà attuali, con le donne (54% contro il 49% degli uomini) e i giovani (56% contro il 47% dei senior) che sono più pessimisti sulle possibilità attuali.

«La trasformazione digitale sta modificando radicalmente molti settori economici, le esigenze delle imprese e le competenze richieste ai lavoratori», afferma Marco Ceresa, AD di Randstad Italia.«Per colmare il gap, studenti e lavoratori devono attrezzarsi sviluppando e aggiornando le proprie competenze, ma anche le imprese devono fare la loro parte, aumentando gli investimenti in formazione».

I nuovi corsi biennali dell’ITS Tech Talent Factory

Randstad è impegnata nella formazione di profili digitali altamente specializzati, attraverso l’Istituto tecnico superiore Tech Talent Factory, impegnato nella formazione terziaria di super tecnici, con corsi biennali post diploma nell’area “Tecnologie della Comunicazione e dell’Informazione”.

L’ITS è una fondazione di partecipazione pubblico-privata tra imprese, università, centri di ricerca scientifica e tecnologica, enti locali e sistema scolastico. In questo caso, ha tra i fondatori e partner Randstad Italia, Randstad Group, Randstad HR Solutions, IIS Lagrange, Reti, Comune di Paderno Dugnano, Istituto Superiore Galilei-Luxemburg, Federazione Cnos-Fap, Emisfera, Università degli Studi di Bergamo, Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci, Assolombarda, Immaginazione e Lavoro, Ecole, SBI Srl, Entity Solutions, Promethean Ltd, Fondazione Sodalitas, Iis Gadda di Paderno Dugnano, Wattajob.

L’ITS Tech Talent Factory lancia quattro nuovi percorsi (tre biennali a Milano e uno annuale a Brescia), in partenza a fine ottobre, per cui sono aperte le candidature, che formano nuove figure di tecnici superiori informatici e digitali.

  • Il Full Stack Developer progetta e realizzare soluzioni applicative scalabili ed efficienti sulle principali piattaforme Cloud presenti sul mercato, sviluppa attraverso i linguaggi di programmazione applicazioni web e mobile e progetta basi di dati con diverse tipologie di database. Il percorso è in collaborazione con Microsoft.
  • Il Cloud Administrator & Security Engineer, tra i più ricercati del settore Ict, specialista di sistemi Cloud, on-premise e ibridi, con conoscenze solide nella sicurezza informatica. Il corso si avvarrà delle competenze di Reti SpA, azienda di Busto Arsizio con vent’anni di esperienza nel settore Ict, di SB Italia di Garbagnate Milanese, socio della Fondazione dal 2016, e Cegeka di Cologno Monzese. Per la sicurezza informatica, contribuiranno alla docenza le aziende specializzate Cybaze e Axitea.
  • Il Big Data Engineer & Solutions Architect analizza e processa i dati e sviluppa applicazioni per la loro manipolazione, utilizzando tecnologie di machine learning.

Il corso annuale IFTS ”Tecnico esperto in tecnologie per lo Smart Manufacturing”, invece, forma una figura professionale che realizza, integra e controlla le applicazioni informatiche che governano le macchine e i sistemi automatici dell’Industria 4.0.

In particolare, il corso si concentra sui principali linguaggi di programmazione alla base della tecnologia Internet of Things (IoT) e sulle tecnologie di manutenzione preventiva e predittiva tipiche dell’Industrie 4.0.

I percorsi saranno finanziati da Regione Lombardia nell’ambito del Programma Operativo Regionale 2014-2020 con risorse del Fondo Sociale Europeo e, in quota parte, del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca Scientifica.

Sono articolati in 2mila ore di formazione, di cui 800 in stage presso le aziende che aderiscono al progetto, durante i quali gli studenti, 25 per ogni corso, possono mettere in pratica le nozioni acquisite. Sono inoltre previsti laboratori di accompagnamento al lavoro per permettere agli studenti di conoscere il proprio potenziale, il mercato del lavoro e gli strumenti di ricerca attiva.

«Siamo al quarto anno di vita della Fondazione ITS Tech Talent Factory», commenta Fabio Costantini, presidente della Fondazione e Chief Operations Officer di Randstad HR Solutions, «una scuola che fa leva su tecnologia e talento con un diverso approccio didattico».

«I percorsi formativi, infatti, sono fortemente orientati alla cultura del “saper fare” e su una didattica di tipo laboratoriale per far sì che la preparazione degli studenti sia in linea con le competenze richieste del mercato del lavoro. L’apporto di Randstad, e in particolare della divisione Technologies specializzata nell’ambito Ict, è fondamentale per favorire l’ingresso dei ragazzi nel mondo del lavoro e la creazione di forti partnership con le aziende del settore, sempre più attive e partecipi alla progettazione ed erogazione dei corsi Its per identificare i fabbisogni in termini di competenze e figure professionali da formare».