Il Consiglio di Amministrazione di Copernico Holding SpA, attivo nella gestione di uffici flessibili, luoghi di lavoro e servizi dedicati allo smart working, ha approvato gli schemi di Conto Economico e Stato Patrimoniale semestrali consolidati del gruppo Copernico al 30 giugno 2019.

ricavi da vendite registrano un incremento del 28,7% a €12,15mln rispetto agli €9,44mln al 30/6/2018. Un risultato che riflette l’andamento positivo di tutte le linee di ricavo, tra cui principalmente i ricavi provenienti dall’affitto di uffici, sale riunioni, postazioni all’interno del coworking e spazi eventi, dall’emissione di nuove membership e da management fee. Positivi gli incrementi dei ricavi provenienti da servizi di catering e ristorazione grazie allo sviluppo della società Copernico & Friends che si occupa di  ME.NU, il brand food di Copernico.

Il margine EBITDAR (ossia il margine EBITDA al lordo dei canoni di leasing), è positivo per €0,395 mln (negativo per €1,0mln al 30/6/2018) grazie al netto miglioramento della marginalità operativa dovuta al progressivo ingresso in commercializzazione dei nuovi spazi previsti in corso d’anno. Il secondo semestre beneficerà infatti del lancio dell’immobile di via Zuretti, spazio di circa 7.900mq in prossimità della Stazione Centrale di Milano, nonché della commercializzazione in corso dei nuovi spazi ufficio flessibili presso Copernico Linate e nelle sedi di Cagliari(4.661mq) e Varese (3.329mq).

Il totale Capitale Investito Netto di €6,9mln è finanziato per €1,8mln da Mezzi Propri e per €5,1mln da Posizione Finanziaria netta.

Nel mese di luglio Copernico Holding S.p.A. ha ricevuto il primo versamento di 3,5 MLN/€ da parte di Capital For Progress (valore che non è quindi incluso nei dati semestrali al 30 giugno 2019) riferito all’aumento di capitale previsto dalla recente partnership siglata proprio con la società̀ quotata sul mercato AIM Italia. L’accordo complessivo prevede infatti un aumento di capitale di Copernico fino a 15 MLN/€ riservato a Capital For Progress per sottoscrizione entro il 31 dicembre 2019, in parte in forma di azioni di categoria speciale ed in parte al servizio di un prestito obbligazionario convertibile, con una prima quota versata a luglio 2019. L’investimento di Capital For Progress è effettuato in una logica pre-IPO, per supportare Copernico in questa fase di forte sviluppo del business, accompagnata da un importante sforzo organizzativo con un suo impegno alla quotazione sul mercato AIM Italia entro il 31 dicembre 2021.

I risultati approvati oggi confermano un trend positivo generato dalla crescita del mercato e dalle nostre iniziative di sviluppo, rivolte non solo all’aumento degli spazi gestiti ma anche al range di servizi offerti. La nostra strategia futura si inserisce in un contesto di crescita e prevede, oltre al consolidamento della nostra presenza in città come Milano, la diffusione della rete in nuove città italiane come Cagliari, Bologna, Varese, Trieste e il continuo sviluppo di partnership con le grandi corporation” – ha dichiarato Pietro Martani, CEO di Copernico Holding S.p.A. – “Strategica la partnership con Capital For Progress che ci aiuterà a coprire gli investimenti necessari per sostenere questo sviluppo permettendoci di intervenire e agire in questo momento di grande fermento”.

La partnership con Capital For Progress supporterà infatti Copernico nel suo piano di crescita per affermarsi ulteriormente come leader italiano nel settore degli uffici flessibili e spazi di coworking, in un momento di grande sviluppo del settore. Si stima infatti che entro il 2030 il 30% del portafoglio uffici delle aziende avrà̀ un profilo flessibile, coerente con le tendenze del mercato del lavoro, della crescita dello smart working e delle emergenti esigenze aziendali di maggiore flessibilità̀, di efficientamento e riduzione dei costi. In Europa gli spazi adibiti a uffici flessibili sono aumentati del 27% nel 2017, hanno continuato con una crescita superiore al 25% nel I semestre 2018 e sono attesi continuare con questo trend nei prossimi 5 anni per raggiungere una penetrazione del 5% del totale degli spazi adibiti ad uffici. In Italia a guidare il trend degli spazi flessibili sono principalmente le città di Milano e di Roma con 60mila metri quadri nella prima e 10mila nella seconda. Seguono poi Bologna, Torino, Firenze e Verona. È proprio sulle città di provincia che si sposterà l’attenzione delle corporate attive in questo settore e degli investitori. Ma non solo. La scelta di trasformare immobili in luoghi che abilitano lo smart working è sempre più diffusa tra gli operatori di real estate, che reputano redditizio questo modo di trattare gli immobili commerciali: come indicato da una ricerca di Cushman & Wakefieldi grandi immobiliaristi sono oggi propensi ad allocare tra il 15 e il 30% del proprio patrimonio immobiliare in coworking.