Adecco Group e Fondazione Adecco per le Pari Opportunità lanciano la Diversity Week, dall’8 al 14 settembre, una settimana dedicata ai temi delle differenze e dell’inclusione in azienda, con iniziative sportive e culturali a Milano, Torino, Bergamo e Bologna. Nel convegno di giovedì 12 a Milano si parlerà di “Diversity & Inclusion” come leva competitiva per le aziende.

Qui presentiamo le nuove ricerche di Korn Ferry, Roland Berger e Focus Management sugli effetti che, in effetti, una maggiore inclusione avrebbe su reputation, clima aziendale, engagement, produttività, innovazione, creazione di valore e ritorni economici.

Ripartire con il piede giusto nella gestione delle differenze di genere, razza, religione e orientamento sessuale in ufficio, attraverso politiche di  “Diversity & Inclusion” perché, ahimè, ce n’è ancora un gran bisogno. Questo l’obiettivo della settimana promossa da Adecco, così commentata da Monica Magri, Hr & Organization director di The Adecco Group Italia.

«Siamo convinti che un ambiente di lavoro caratterizzato da un alto tasso di Diversity e di programmi di Inclusion produca risultati migliori nel creare innovazione, crescita e sviluppo. Noi lavoriamo molto per favorire concretamente il diffondersi di questi valori nel nostro contesto quotidiano, ma vogliamo valorizzare la nostra esperienza e fare in modo che altre aziende adottino questa visione per averne un beneficio e un innegabile vantaggio competitivo. Questo è uno degli obiettivi più importanti della Diversity Week: diffondere e dimostrare che l’investimento in queste tematiche amplia il pubblico di riferimento, alimenta l’interesse verso l’azienda e crea relazioni valoriali di grande impatto e durata».

Korn Ferry: fatti passi avanti ma non ancora decisivi

Negli ultimi cinque anni le organizzazioni hanno fatto passi avanti, come dichiarano i 715 manager intervistati a livello globale da Korn Ferry, società di consulenza organizzativa che accompagna le aziende nel ridisegnare gli asset manageriali.

Tuttavia, la maggioranza del campione (59%) ammette la persistenza di un pregiudizio inconscio, quando si parla di background differenti che, alla fine, impattano sulla gestione delle persone, sul loro sviluppo professionale e sul contributo stesso che possono dare alla crescita dell’organizzazione e del business aziendale.

Oggi c’è più consapevolezza sulle ragioni del pregiudizio (70%) e nel 62% dei casi ci sono programmi in corso di “Diversity & Inclusion” per migliorare il problema. Tuttavia, commenta Maurizia Villa, Managing Director e Country Chair Italia di Korn Ferry, «comprendere i comportamenti che causano pregiudizi è un passo importante, ma non sufficiente per creare un’azione efficace.

Le organizzazioni devono affrontare le questioni strutturali che favoriscono il pregiudizio, tra cui la parità retributiva, le aspettative di ruolo e i criteri di talento che privilegiano un gruppo rispetto a un altro».

D’altronde, due su tre ammettono che una maggiore inclusione porterebbe vantaggi alla propria impresa: più fidelizzazione dei dipendenti e una maggiore innovazione.

Fondazione Adecco: una maggiore diversità per innovare e crescere

Il confronto e l’integrazione tra differenze di pensiero, punti di vista, esigenze, attitudini e abitudini, se gestiti bene, possono generare ricchezza, valore, apertura, soluzioni nuove. In caso contrario, se gestiti male o non gestiti affatto, portano conflitto, chiusura, pregiudizio, con effetti negativi sull’engagement dei dipendenti stessi (attaccamento e motivazione al lavoro) e, inevitabilmente, sulla produttività.

«La cultura della diversità, commenta Francesco Reale, segretario generale di Fondazione Adecco per le Pari Opportunità, rappresenta un fattore indispensabile per la costruzione di realtà aperte e inclusive. Siamo, infatti, convinti che nei luoghi di lavoro così come nell’intera società sia importante unirsi e riconoscere il valore della diversità e dell’inclusione: dall’unione di pensieri, stili, culture e storie differenti nascono sempre opportunità di sviluppo.

Nella diversità c’è ricchezza ed è proprio questa cultura che permette di mettere al centro le persone e il loro talento, eliminando barriere e pregiudizi. Con questo spirito la Fondazione organizza molte delle sue iniziative e la Diversity Week si sposa perfettamente con la nostra mission: promuovere la cultura della diversità per un mondo del lavoro realmente inclusivo».

Roland Berger: il digitale migliorerà il work-life balance

In particolare sulle differenze di genere, la ricerca di Roland Berger “Women’s leadership in digital times” svolta in primavera in Germania, Francia, Cina e Usa, conferma il gap di genere nelle posizioni apicali e decisionali, benché la rivoluzione sia iniziata.

In Francia la percentuale di quote rosa all’interno dei Cda, tra il 2010 e il 2016, è passata dal 12% al 37%, mentre in Germania ha toccato quota 27%, partendo dal 13%. Negli Usa, invece, la crescita è più lenta: dal 12% al 16% e resta pressoché invariato il dato cinese, dall’8% al 9%. Le donne, invece, detengono il primato dei lavori precari caratterizzati da flessibilità eccessiva.

In Cina il fenomeno raggiunge il 36% del totale delle donne lavoratrici, contro il 7% dei lavoratori uomini. Negli Stati Uniti i contratti part-time per le donne sono il doppio rispetto a quelli degli uomini, rapporto che sale fino a 3 volte in Francia e a 4 in Germania.

Questi dati fanno indicare a Roland Berger, società tedesca di consulenza direzionale, tra le cause primarie di questo persistente gap il non ancora soddisfacente “work-life balance” per le donne. Secondo Roland Berger gli strumenti digitali potrebbero aiutare a migliorare il bilanciamento tra lavoro e vita privata, sfruttando modalità e tempi diversi, come con lo smart working, senza tuttavia cadere nella trappola della connessione H24.

Il tema non è retorico, è sempre di attualità e non è neppure solo una questione di equità sociale, perché sono note le ricadute economiche ottenute da una maggiore inclusione. Come ricorda Sara Mitterhofer, senior consultant di Roland Berger e tra le promotrici in Italia del progetto Win – Women In Network, «le imprese capaci di valorizzare il pensiero trasversale e la flessibilità delle risorse femminili, con presenze rilevanti in posizioni di leadership, battono i concorrenti in termini di margini economici, ritorno sul capitale e valore azionario».

Focus Management: gli effetti sul business di una reputation inclusiva

Infine il Diversity Brand Index 2019, realizzato da Focus Management in collaborazione con l’associazione Diversity, ha evidenziato gli effetti sulla reputazione aziendale di una maggiore valorizzazione delle differenze di genere e non solo.

Il 51% dei consumatori dichiara di scegliere con convinzione brand inclusivi e un ulteriore 23% dice di preferire brand che investono sulla Diversity & Inclusion. Complessivamente, tifano a favore di una maggiore inclusione tre italiani su quattro.

Il programma della Diversity Week di Adecco Group

Domenica 8 settembre: Color Run di Torino, “fun race” non competitiva all’insegna di musica, colori e allegria insieme a Win4Youth

Lunedì 9 e martedì 10 settembre: attività sportive legate a Win4Youth organizzate su base locale

Mercoledì 11 settembre: Global Inclusion – Generazione senza Frontiere” a Bologna con intervento di Claudio Soldà, CSR & Public Affairs Director del Gruppo Adecco in Italia

Giovedì 12 settembre: convegno “Diversity & Inclusion: una nuova leva competitiva in azienda” presso la sede di The Adecco Group Italia (via Tolmezzo 15 alle 17.30).

Venerdì 13 settembre: Global Sports & Inclusion Day, giornata dedicata allo sport e all’inclusione il cui ricavato sarà devoluto al progetto “Challenge” della Fondazione Adecco per le Pari Opportunità

Sabato 14 settembre: Color Run di Milano insieme a Win4Youth.