Deles Group, il gruppo specializzato in sistemi innovativi di packaging, lancia la propria academy con un corso di alta formazione in collaborazione con il Poli.design. In partenza a novembre, con lezioni tra Milano e Uboldo (VA), il percorso “Packaging Engineering & Design” formerà esperti di imballaggio, dalla produzione alla logistica, sfruttando le nuove tecnologie con obiettivi di ottimizzazione e sostenibilità ambientale. All’inaugurazione dell’Academy a Uboldo (VA) presente anche l’ex presidente del Consiglio Romano Prodi, che è intervenuto sul tema “Italia, Europa, mondo. La collaborazione per una formazione d’’eccellenza”. Intervista a Stefano Scaroni, amministratore delegato e socio di Deles Group.

A Uboldo, in provincia di Varese, riprende vita un vecchio stabilimento di Deles, come sede del nuovo centro di innovazione del Gruppo, che comprende il dipartimento di Ricerca e Sviluppo (R&D) e la nuova academy.

Guidata da Tiziana Taruffi, ingegnere anche a capo dell’R&D, Deles Academy nasce con almeno tre obiettivi: formare la filiera, mettendo a disposizione dei clienti le proprie competenze specialistiche; favorire la contaminazione culturale del proprio personale nell’incontro e nel dialogo con le nuove generazioni, attraverso corsi come quello in partenza con il Poli.design, ma anche con iniziative con gli istituti tecnici e gli Its.

E, non da ultimo, diventare più attrattivi verso i giovani, dimostrando e condividendo lo spirito innovativo del Gruppo. Una originale operazione di employer branding, in sostanza, che fa leva proprio sull’academy e sulla formazione per attrarre i giovani e sviluppare una cultura orientata ai nuovi modelli di business e alle opportunità offerte dalle nuove tecnologie e dal ripensamento dei metodi di lavoro, sempre più in ottica di servizio.

Non che il Gruppo non lo faccia già, ma è consapevole della necessità di alimentare di continuo una mentalità che anticipi le tendenze di mercato con soluzioni nuove e dirompenti.

Deles Group, infatti, che ha uffici e impianti a Origgio (VA), a Bellusco (MI), a Cernusco sul Naviglio (MI) e anche in Piemonte, Veneto e Toscana, con 9 impianti e 400 dipendenti in Italia e 200 in Polonia, dove ha due impianti, fattura 82 milioni di euro e ha l’obiettivo strategico di raddoppiare in cinque anni, sviluppando la propria presenza sui mercati esteri, Germania e Stati Uniti in primis, nonché di quotarsi in Borsa la primavera 2020.

Dott. Scaroni, qual è la ratio della nuova Deles Academy in un contesto di forte sviluppo del Gruppo?

Abbiamo un ambizioso piano di sviluppo: cresciamo a due cifre da oltre 10 anni, ma ora vogliamo raddoppiare nei prossimi cinque anni, entrando soprattutto nel mercato tedesco e in quello statunitense. Operazione non facile, perché sono mercati industriali strutturati in modo piuttosto rigido, mentre noi ci stiamo orientando su servizi di fine linea (packaging) sempre più innovativi, “as a service”, perché crediamo che la competitività si giochi sul servizio personalizzato che aiuti il cliente a ottimizzare, razionalizzare e a raggiungere i suoi obiettivi di business. In pratica, oggi siamo fornitori di soluzioni chiavi in mano. La società, nata negli anni ’50 come fornitore di scatole di cartone e imballaggi, negli anni ’90 si è progressivamente spostata sullo sviluppo di soluzioni: progettazione di linee, assemblaggio dei sistemi, installazione presso il cliente e servizi post vendita. E oggi, con una management giovane di quarantenni, punta soprattutto sui nuovi modelli di business a supporto dei clienti, per esempio con semilavorati forniti in tempo reale riducendo a zero il magazzino del cliente, come nel caso di Dell in Polonia, oppure occupandosi direttamente dell’imballaggio finale per clienti come Abb.
Ma per cogliere tutte le opportunità di mercato servono una mentalità sempre più aperta e flessibile, una vision innovativa distribuita su tutta la popolazione aziendale e risorse giovani che apportino il modo di pensare digitale e che si integrino bene con il nostro know-how aziendale. Proprio dall’incrocio di queste esigenze è nata l’idea nel management di creare un’academy interna, che faccia da leva per il processo di cambiamento della mentalità aziendale e che ci renda più attrattivi verso i giovani perché percepiti “innovatori”.

La collaborazione con il Poli.design, consorzio del Politecnico di Milano per la formazione continua, l’aggiornamento professionale e il design nelle aziende, nasce con l’obiettivo di unire le competenze tra impresa e istituzione accademica proprio per arrivare più facilmente ai giovani?

Sì, l’idea è quella di mettere a fattor comune le reciproche competenze. Abbiamo iniziato l’anno scorso con un corso pilota, che ha riscosso molto successo tra studenti, neolaureati e dipendenti aziendali e ora partiamo con la prima edizione “ufficiale” a novembre di Packaging Engineering & Design. A conclusione delle 120 ore di formazione, il prossimo gennaio, i partecipanti potranno presentarci il proprio project work e valuteremo a chi offrire uno stage e poi l’eventuale inserimento in azienda. Già dal primo corso pilota è scaturita l’assunzione di una risorsa giovane nel nostro laboratorio di ricerca e sviluppo.

Come sarà strutturato il corso?

Le lezioni saranno distribuite tra Milano, con docenti del Politecnico, e la sede della nostra academy a Uboldo, in provincia di Varese. Trasferiremo competenze sul processo di progettazione e logistica per il packaging; i criteri di valutazione delle forniture di imballaggi e i principali sistemi di automazione del fine linea. In tre parole: design, progetto esecutivo e ingegnerizzazione per il settore del packaging. Abbiamo già avuto una ricaduta aziendale interessante con la progettazione del percorso. Per realizzare il progetto di formazione, infatti, abbiamo svolto un’attività interna cosiddetta “Train the trainer”, fornendo ad alcuni nostri middle manager, un gruppo di 6-7 persone, strumenti e contenuti per compiere il trasferimento didattico del nostro mestiere e delle soluzioni più avanzate agli studenti. L’effetto immediato di questa formazione interna è stato una crescita di consapevolezza della visione strategica del Gruppo e del senso ultimo di queste attività. Il valore dell’academy, infatti, non sarà solo formativo, ma culturale: vogliamo accelerare con il diretto coinvolgimento dei nostri colleghi, sia come docenti sia come discenti, un processo di sviluppo culturale e di mindset dell’azienda.

Offrirete formazione e cultura anche ai vostri clienti?

Sì, l’intenzione è quella di rendere sempre più innovativo il servizio ai nostri clienti, fornendo competenze specialistiche, ma anche di “approccio” ai loro dipendenti per rendere più fluide la comunicazione e la collaborazione. L’academy servirà anche a questo. Partiamo con tutta una serie di progetti che svilupperemo via via. È un investimento che facciamo sulla crescita dell’intero sistema per raccogliere frutti nel tempo.