Si scaldano i motori dei nuovi corsi in partenza per formare professionisti e manager dell’innovazione digitale. L’offerta per neolaureati e per executive di Liuc Business School, Mip Politecnico di Milano, Sda Bocconi, Università degli Studi di Pavia e, in un master condiviso, Università di Firenze, di Pisa, di Siena e Scuola Superiore Sant’Anna 

Il fenomeno sta investendo tutto il tessuto economico italiano, costituito per il 95% da pmi, che non possono più trascurare l’impatto sul business della digitalizzazione in corso nei processi organizzativi, produttivi e distributivi. Non si può più rimanere a guardare, pena l’uscita dal mercato.

Ma per trasformare sistemi e modelli di business bisogna “saper” innovare in generale, e digitalizzare in particolare, in base alle singole necessità e strategie aziendali, in base al contesto e all’organizzazione. Servono, in sostanza, competenze nuove, tecniche e gestionali insieme.

Master in Next Innovation Management

Innovare non è infatti solo un tema da tecnologici o ingegneri, ma riguarda un po’ tutti, data la pervasività e trasversalità della logica digitale stessa.

«Oggi tutti dovrebbero cogliere l’opportunità di dotarsi di competenze sui processi di innovazione per governarli nel proprio ambito di lavoro, che sia marketing, produzione, supply chain, HR.

Noi che ci occupiamo di processi di innovazione da 15 anni, con questo nuovo master vogliamo aiutare i giovani a formarsi a tutto tondo sui temi dell’innovazione e della trasformazione digitale, che richiedono strumenti specifici», commenta Raffaella Manzini, direttore del master universitario Next Innovation Management e prorettore delegato alla ricerca di Liuc Business School.

Il 30 settembre è l’ultimo giorno per inviare le candidature al master, che sarà annuale a tempo pieno, rivolto soprattutto a giovani neolaureati, i prossimi Innovation manager.

Master di primo livello in Industry 4.0 Design

Si rivolge, invece, a un target anche aziendale il master di primo livello Industry 4.0 Design. Enterprise, Digitalization and 4.0 Technologies, frutto della collaborazione tra Scuola Superiore Sant’Anna, Università degli Studi Pisa, Università degli Studi di Firenze e Università degli Studi di Siena, con il patrocinio di Artes 4.0, il competence center specializzato in robotica e tecnologie connesse.

Il percorso sarà multidisciplinare, aperto a neolaureati di ogni disciplina, ma anche a dipendenti aziendali per dotarli di competenze subito spendibili in fabbrica o in ufficio. È interdisciplinare infatti la logica che caratterizza la moderna professione del Digitalization Manager, che guiderà i processi di trasformazione digitale.

Il master, modulare, con un impegno di quattro giornate al mese, di venerdì e sabato mattina, partirà il 15 novembre (invio candidature entro il 15 ottobre) e si concluderà a luglio 2020, coniugando l’alta formazione universitaria con le realtà aziendali di rilievo nei settori dell’Industria 4.0.

Corso executive per la Digital Transformation

A sua volta il Mip Politecnico di Milano lancia l’evoluzione digitale del programma executive Digital Transformation, che sarà interamente in modalità distance su piattaforma Flex, sviluppata con Microsoft e già utilizzata per gli Mba global della scuola di management del Polimi.

Il percorso affronta i temi digitali da un punto di vista strategico e si rivolge a manager e imprenditori per governare la digital transformation nella propria impresa.

«La trasformazione digitale non è un tema da specialisti dell’Ict, ma pervade tutti i processi e i ruoli aziendali, le linee di business, i prodotti e i servizi, impatta sulle performance, genera nuovi mercati e opportunità, incide sull’organizzazione. Dunque, la rivoluzione digitale deve rientrare nelle competenze di general management», raccomanda anche Antonio Ghezzi (in foto a lato), docente di Strategia e Imprenditorialità al Mip e direttore del progetto insieme a Mariano Corso.

Il percorso, che si svilupperà da novembre a giugno 2020, fornirà chiavi di lettura del fenomeno con un approccio strategico, imprenditoriale e organizzativo ed entrerà nel merito, in forma più applicativa, della gestione strategica delle principali nuovi tecnologie:  blockchain, big data, intelligenza artificiale, IoT e cloud computing.

Corso executive per la Strategic Innovation in Digital Era

È rivolto ad executive anche il corso di tre giorni, questa volta “face to face”, che si terrà a novembre in Sda Bocconi, Strategic Innovation in Digital Era, che intende fornire strumenti decisionali in contesti di innovazione e incertezza, cercando di sfruttare al meglio le nuove tecnologie: Big Data, intelligenza artificiale e machine learning.

Il corso è specifico per middle manager di medie e grandi aziende, per imprenditori e manager di pmi e per manager di aziende non profit e governative. Tra l’altro, Bocconi e Politecnico di Milano hanno appena lanciato una laurea magistrale in inglese progettata insieme, che formerà esperti di Cyber Risk Strategy and Governance, sempre nell’ottica della trasversalità e integrazione delle competenze (in foto, la stretta di mano tra Ferruccio Resta, rettore del Politecnico di Milano, e Gianmario Verona, rettore della Bocconi).

Affrontare cioè dalle diverse angolature ciò che afferisce al digitale, come la sicurezza dei dati e le strategie contro il cybercrime, coinvolgendo le risorse di due atenei di matrice diversa, una più economica e l’altra più tecnologica-ingegneristica, che stanno dimostrando di iniziare a fare sistema a Milano. Il titolo di studio sarà riconosciuto da entrambi gli atenei, sarà un “double degree” e vedrà la collaborazione di Banca Intesa, Cisco, Kpmg, Ntt Data, Reply e Vodafone.

Mba per formare i Chief Innovation Officer

All’Università Cattolica del Sacro Cuore è invece in essere già dall’anno scorso la laurea magistrale in Innovation and Technology Management, anch’essa in inglese. E parte la seconda edizione dell’executive Mba progettato dell’Università di Pavia, in collaborazione con Ubi Banca (candidature fino al 10 ottobre e inizio corsi a novembre), focalizzato proprio su come guidare strategicamente il cambiamento, che oggi include innovazione di processo, prodotto, servizio e metodologia di lavoro in tutti i settori e ambiti aziendali.

Il master punta così a formare il Chief Innovation Officer, manager di primo livello che, secondo una ricerca svolta dall’ateneo stesso, sarebbe ancora poco diffuso nelle aziende, poco più del 2%, presente soprattutto nei servizi finanziari, nel Pharma e nel Food and Beverage, con età media elevata (il 65% tra i 45 e i 60 anni).

Eppure, dove è presente un manager specializzato sulla gestione dell’innovazione le imprese del campione tra il 2016 e il 2018 sarebbero cresciute in media del 12,7%, contro il 7,7% di quelle sprovviste di questo centrale agente del cambiamento.