Promessi entro ottobre, Smact arriva per primo. Il competence center del Triveneto ha appena pubblicato il primo bando per progetti di innovazione, ricerca industriale e sviluppo sperimentale, con uno stanziamento di 1 milione e 800 mila euro dal Mise. La scadenza per le candidature è il 29 novembre.

Smact, acronimo di Social networks, Mobile platforms & apps, Advanced analytics and big data, Cloud computing, Internet of things, che sono le alte specializzazioni del centro di competenza che fa capo all’Università di Padova, lancia il primo bando in assoluto dalla nascita degli otto centri di competenza per accelerare la digitalizzazione delle imprese italiane nell’ambito del Piano nazionale Industria 4.0.
Si tratterà di un co-finanziamento fino a 200mila euro, per un massimo del 50% del valore, ai progetti ritenuti migliori, con criteri di premialità che terranno conto delle aggregazioni fra pmi e ricerca universitaria. I progetti di innovazione, ricerca industriale e sviluppo sperimentale ammissibili alla selezione devono prevedere:

  • un piano di intervento concreto, che sia dettagliato in investimenti, costi e tempi;
  • la stima dei benefici economici per l’impresa in termini di riduzione di inefficienze, sprechi e costi e in termini di miglioramento della qualità dei processi e dei prodotti;
  • la redazione di un piano finanziario a copertura dei costi del progetto;
  • un livello di maturità tecnologica (Technology Readiness Level – TRL), come definiti nell’allegato 19 alla Decisione della Commissione Europea C(2014)4995, in un intervallo tra TRL 5 e 8 e che comunque raggiunga, al termine delle attività, un livello almeno pari a TRL 7.

In pratica, stiamo parlando di ricerca applicata alla fase di prototipazione con l’obiettivo di industrializzarla e renderla commercializzabile, il cosiddetto “trasferimento tecnologico” che è uno degli obiettivi primari dei competence center per favorire l’innovazione digitale nel Paese. I progetti dovranno avere una durata tra un minimo di 12 mesi e un massimo di 18 mesi. La proposta progettuale dovrà essere redatta secondo la modulistica disponibile al link Smact sezione bandi.

«È un primo traguardo importante per Smact, commenta Fabrizio Dughiero, prorettore dell’Università di Padova e presidente del consiglio di gestione del Competence Center, perché permette di dare un primo forte segno di vitalità ed efficienza, concretizzando per primi una parte della nostra missione: distribuire senza ritardi alle aziende risorse che ci sono state affidate a questo scopo dal Ministero. Questo inoltre ci consente di iniziare la costruzione di un ecosistema di aziende che, assieme alle Live Demo che stiamo realizzando a Padova, Trento e Trieste, raccolga e metta a fattor comune i luoghi in cui l’Industria 4.0 diventa pratica quotidiana, tangibile e immediatamente comprensibile agli imprenditori che possono così apprezzare le opportunità economiche che una strategia di innovazione ben calibrata può generare, in termini di minori costi e di maggiori ricavi.»

Smact comprende tutte le Università del Triveneto, ossia Padova, Verona, Ca’ Foscari, Iuav, Trento, Bolzano, Udine e Siss di Trieste, centri di ricerca come la Fondazione Bruno Kessler e l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, la Camera di Commercio di Padova e alcune tra le aziende più innovative, per un totale di 40 partner. La sede è stata scelta presso la Fiera di Padova, che ha obiettivi di rilancio e dove, a breve, si trasferirà anche un corso di laurea di ingegneria dell’Università degli Studi di Padova.

Sono tre gli obiettivi principali di Smact, che ha ottenuto 7 milioni di euro di finanziamento dal Mise per i primi tre anni, compresi i bandi:

  1. orientare le pmi nel percorso complesso, ma obbligato, della digitalizzazione;
  2. formare imprenditori e decisori sui temi cardine dell’Industria 4.0;
  3. cofinanziare i progetti migliori di innovazione.