Il MIP, la scuola di management del Politecnico di Milano, ha completato il processo di digitalizzazione totale delle proprie aule didattiche e ha inaugurato ieri la prima Digital Classroom “speciale”, dedicata alla condivisione visuale delle informazioni ed al brainstorming.

Come le altre 13 già attrezzate con strumenti analoghi nel Campus Bovisa, a Milano, l’aula utilizza la più innovativa soluzione tecnologica messa a punto da Epson in partnership con Re Mago, società inglese che si è affidata ad un team di sviluppo in buona parte italiano e che ha sviluppato un software per visual collaboration e brainstorming, ideale per Smart Classroom e smart working.

Il software permette di condividere, annotare e presentare contenuti digitali (testi, suoni, immagini, video, link) ed informazioni in tempo reale da qualsiasi dispositivo PC o mobile presente in aula o collegato da remoto.

Otto videoproiettori interattivi laser Epson EB-710Ui, disposti a coppie sulle quattro pareti dell’aula, le trasformano in altrettante aree di lavoro condivise dove docente e allievi posso scrivere, condividere, annotare e modificare i documenti, registrando ogni passo dell’attività svolta e salvando il tutto al termine per avere una copia digitale completa e totalmente usufruibile.

Come è fatta e come funziona la Smart Classroom?

Ciascuno dei due videoproiettori presenti sui lati della Smart Classroom può essere utilizzato per proiettare contenuti diversi (per esempio la lezione del docente e i contributi degli allievi) o per formare un’unica grande area di lavoro. In entrambi i casi, tutta la superficie proiettata è interattiva e le persone possono intervenire impiegando non solo le apposite penne fornite con i videoproiettori, ma anche semplicemente utilizzando le dita (grazie alla funzione Finger Touch) oppure, se collegati da remoto, scrivendo sul proprio dispositivo smartphone, tablet o pc connesso alla stessa sessione tramite il Cloud.

In questo modo, l’area può essere utilizzata per fare brainstorming, per disegnare, per condividere file di qualsiasi tipo (immagini, video, PDF, documenti di Office, link a siti internet), ma anche per navigare sul web e accedere e presentare applicazioni. Dietro a semplici strumenti, come ad esempio il “Lazo Tool” del software Re Mago, si nasconde tutta la complessità di servizi AI (Machine Learning) che permettono ad esempio di riconoscere e suggerire immagini vettoriali il più vicine possibile al disegno originale effettuato a mano libera dall’utente, immagini che verranno poi utilizzate durante le presentazioni. Altre funzioni speciali come il riconoscimento della scrittura (OCR) e delle forme geometriche e la ricerca di immagini, video, siti online sono a portata di mano o con comando vocale. Sarà sufficiente trascinare nell’area di lavoro il risultato ottenuto dalla ricerca per poterlo utilizzare e consultare. I file possono essere facilmente condivisi da e verso qualsiasi sistema di storage locale o servizio Cloud.

Un altro vantaggio è che, durante la lezione o al termine della stessa, i partecipanti non hanno bisogno di fotografare l’area di lavoro o di prendere appunti perché il riepilogo completo di quanto fatto (compresi tutti gli schizzi, le note, i file, le registrazioni audio video, ecc) può essere salvato, memorizzato e condiviso attraverso diversi canali.