Trovano lavoro già prima della laurea e sono i primi specialisti nell’analisi dei dati. Questo venerdì, all’Università di Milano-Bicocca verranno proclamati i primi 13 laureati – i primi dell’ateneo, i primi in Lombardia – del corso magistrale in Data science. Nato due anni fa, conta già un centinaio di iscritti.

Che la richiesta di data scientist sia alta lo prova il fatto che la maggior parte dei laureati terminerà il suo percorso con un contratto, un apprendistato o uno stage retribuito già in tasca. E non solo in ambito informatico. Dall’industria alla ricerca, dal settore agroalimentare all’area medica e al mondo della sanità e della salute, e, ancora, dalle risorse umane alla pubblica amministrazione, sono tanti gli ambiti lavorativi in cerca di specialisti dei dati. Tante le piccole e medie imprese che hanno contattato i 13 laureandi. Circa il 20 per cento degli iscritti al corso già lavora e può studiare in e-learning.

Sarà la rettrice Giovanna Iannantuoni a proclamare ufficialmente i 13 dottori, 4 dei quali dottoresse, in Data science, alla presenza dei direttori dei tre dipartimenti coinvolti: Informatica sistemistica e comunicazione, al quale afferisce il corso, Economia metodi quantitativi e strategie di impresa e Statistiche e metodi quantitativi, che hanno contribuito al corpo docenti.

Il corso forma figure professionali in grado di comprendere e utilizzare le tecniche e le metodologie dell’informatica e della statistica da applicare in contesti industriali e scientifici e di trattare correttamente i dati nel rispetto della riservatezza e dell’etica, adeguandosi ai rapidi cambiamenti propri della scienza dei dati. Il corso di Bicocca si caratterizza per una solida formazione interdisciplinare. Gli studenti provengono principalmente da lauree in economia, statistica e informatica, ma non mancano ingegneri, fisici e anche diversi studenti laureati in filosofia.

Quella del data scientist è una delle figure professionali che ha visto negli ultimi anni la crescita più significativa in termini di domanda a livello globale e ovviamente anche italiano. L’eccesso di domanda rispetto all’offerta universitaria porta ad una retribuzione, anche per figure neolaureate, mediamente superiore rispetto ad altre figure professionali.

Il corso è caratterizzato da una forte componente realizzativa. Gli studenti a partire dal primo anno devono svolgere progetti da soli o in gruppo su dati reali, in modo da affrontare i tipici problemi di un data scientist. Per svolgere tali progetti l’università mette a disposizione degli studenti un laboratorio virtuale in cloud su piattaforma Microsoft Azure.

Un’altra peculiarità del corso di laurea è quella di voler avvicinare le aziende agli studenti, non solo tramite lo stage, ma anche attraverso attività come hackathon, sfide fra studenti per sviluppare modelli di machine learning sulla piattaforma Kaggle con dati aziendali, testimonianze aziendali. Quest’anno l’insegnamento Industry Lab (al secondo semestre del secondo anno) è stato svolto sul tema della manutenzione predittiva di apparati industriali usando le competenze e i dati forniti direttamente dalle aziende. Il corso di laurea magistrale ha stipulato accordi di collaborazione con numerose aziende (Fastweb, ReAnalytics, Vodafone, Oracle, A2A, MIPU, Fondazione Tronchetti Provera, Pirelli).

“Il corso ha avuto una forte crescita – commenta Andrea Maurino presidente del corso di laurea magistrale – visto che in due anni ha superato le cento immatricolazioni, confermandosi all’avanguardia e in grado di adeguarsi ai veloci cambiamenti della scienza dei dati. I primi laureati in Data science sono una grande soddisfazione anche per noi docenti. Un grande ringraziamento va al professor Carlo Batini che ha fortemente voluto la creazione di questo corso di laurea”.