Affinché la quarta rivoluzione industriale si affermi pienamente, spesso si ricorda quanto sia importante effettuare una svolta sotto il profilo culturale. Ad esempio, nel mondo del lavoro saranno necessarie nuove competenze, oltre all’aggiornamento delle precedenti. Ebbene, la buona notizia è che la maggioranza dei lavoratori italiani, ovvero il 46%, crede che l’automazione migliorerà il proprio lavoro, mentre il 37% pensa che non avrà alcuna influenza sulle proprie mansioni. Solo l’11%, invece, teme di perdere l’impiego come conseguenza dell’avvento delle nuove tecnologie.

È quanto emerge dalla ricerca del Randstad Employer Brand, il riconoscimento assegnato dal secondo player al mondo nei servizi per le risorse umane, che dedica un focus al tema dell’innovazione.

La quarta rivoluzione industriale richiede nuove competenze per adattarsi a un mercato del lavoro in continua evoluzione, come evidenzia lo studio. Ma gli italiani si dimostrano tendenzialmente ben disposti all’aggiornamento: il 58% dei lavoratori si dice contento di riqualificarsi a patto di ricevere uno stipendio uguale o superiore a quello attuale, il 32% è sicuro delle proprie competenze e non può immaginare che un programma o un robot gli toglierà il lavoro. Resta un 7% che preferirebbe cambiare azienda piuttosto che aggiornare le proprie competenze.