L’appuntamento annuale di Confidustria 2017 ha visto l’intervento del Ministro allo Sviluppo Economico, Carlo Calenda. L’evento si è svolto a Roma presso l’Auditorium Parco della Musica. Numerosi i temi trattati da Calenda nel suo intervento, tra cui gli scenari aperti nel nostro Paese da Industria 4.0. “Non esistono scorciatoie o ricette per generare crescita e benessere diverse da quella di investire sulla competitività delle imprese e del paese, affinché le imprese a loro volta investano e assumano,” ha spiegato il ministro.

Gli attuali dati sulla crescita mostrano che siamo usciti definitivamente dalla recessione ma non ancora da quell’area grigia dell’1%. Sotto questo profilo, ha sottolineato Calenda, il Governo si sta spendendo molto nel sostenere le imprese con una serie di incentivi incentivi agli investimenti, come dimostra, tra gli altri, il Piano Industria 4.0.

Un primo bilancio sul Piano Industria 4.0

Un impegno che sarà confermato anche per i prossimi mesi: “Il Piano Industria 4.0, che non è il piano Calenda, ma il piano che insieme a quattro Ministeri, alla Presidenza del Consiglio, al Parlamento e a tutte le rappresentanze delle imprese e dei lavoratori, abbiamo elaborato, sembra – ripeto, sembra dai primi numeri – che stia funzionando sul fronte dello stimolo agli investimenti – iperammortamento, superammortamento e credito d’imposta alla ricerca – e degli strumenti di supporto finanziario – fondo di garanzia e Sabatini.”

Parlare di rinnovo degli incentivi prima di vedere gli effetti di quelli in vigore sarebbe sbagliato, ha avvisato il Ministro. “Sono d’accordo però che il piano deve diventare strutturale, vedremo insieme in quali forme. Su due pilastri del piano siamo in ritardo: da un lato, la banda larga nelle aree grigie dove risiedono il 65% delle imprese; dall’altro, il pilastro dell’education: dal raddoppio degli studenti degli ITS, ai dottorati di ricerca. Per quanto riguarda il primo punto stiamo lavorando per avere l’approvazione da parte della Commissione Europea entro settembre; mentre per il pilastro education cercheremo con il Ministro Fedeli e il Ministro Padoan di trovare le risorse nella prossima legge di bilancio e nei fondi Miur.”

Un piano per il lavoro all’orizzonte

Il capitolo più importante, che va ancora scritto, è quello sul lavoro, ha sottolineato Calenda. “Molto si parla degli effetti, potenzialmente pericolosi, dell’innovazione tecnologica. Si è arrivati a proporre una tassa sui robot. Mi sento di rispondere, anche vista la provenienza della proposta, che se alcune multinazionali dell’IT, e gli over the top, accettassero un decoroso livello di tassazione non avremmo bisogno di ricorrere a simili stravaganze per finanziare un welfare 4.0.”

Con il Ministro del Lavoro Poletti si sta lavorando ad un Piano Lavoro e Welfare 4.0 da presentare alla prossima Cabina di Regia e il contributo dei sindacati sarà essenziale in questo ambito come lo è stato sul piano degli incentivi. “Quello che è certo è che il recepimento di strumenti di welfare aziendale e della formazione continua in alcuni contratti di categoria va sicuramente nella direzione giusta e deve essere allargato.”