Dai muratori robot ai sacchi di cemento che parlano, dallo showroom virtuale ai droni che controllano i cantieri e fanno visure termiche e antisismiche, fino ad arrivare alle mille potenzialità di logistica ed ecommerce. Sono davvero numerose le situazioni che il digitale può cambiare nel mondo dell’edilizia. Ne ha dato prova Il convegno Digital Store Transformation organizzato da Sercomated, società consortile creata da Federcomated (Federazione Nazionale Commercianti Cementi Laterizi e Materiali da Costruzioni Edili).

“Siamo in un momento di grande cambiamento dei modelli organizzativi, economici e sociali,” spiega Roberto Panzarani, docente universitario e presidente dello Studio Panzarani & Associates. “Oggi che la tecnologia spesso è più avanzata all’esterno che all’interno dell’azienda, l’organizzazione burocratica non riesce più a funzionare. Il nuovo modello di business è un ecosistema in cui convivono clienti, collaboratori e fornitori.”

I ritardi del settore…

Una trasformazione che però tocca ancora davvero marginalmente il settore della distribuzione edile. Lo conferma anche Regina De Albertis, vice presidente ANCE Giovani con delega per l’Edilizia e il Territorio, che ha regalato un quadro di grande interesse: “Le costruzioni sono il comparto meno digitalizzato del mondo, con un livello tra i più bassi di investimenti destinati all’innovazione. A livello mondiale, secondo il World Economic Forum, una delle ragioni per le quali la produttività dell’edilizia negli ultimi 40 anni è stata stagnante, o in alcuni casi decrescente, è da ricercarsi nella particolare lentezza nell’adottare le nuove tecnologie digitali nei processi produttivi. Nel decennio 2005-2014 le costruzioni risultano il settore con il più basso grado di digitalizzazione”.

… e le opportunità

Tuttavia, Investire in digital store transformation è vitale sia per il mondo della distribuzione edile, sia per la produzione, nonostante la domanda stagnante e le prospettive di una ripresa reale non siano ancora del tutto consolidate. Ne è convinto Gabriele Nicoli, consigliere produttori Sercomated, sottolineando i plus del digital: “L’aumento delle .com e la spinta della GDO online costringe a una riflessione più profonda sul nostro ruolo in ottica omnicanale. Serve dunque propensione all’innovazione, cambio di mentalità e l’adozione di nuove competenze digitali con la collaborazione virtuosa delle piattaforme intelligenti in un’ottica di open innovation”.

I distributori di materiali edili, secondo Nicoli, potrebbero rappresentare quel magazzino virtuale (“cloud”) per tutto il mondo delle imprese di costruzioni e degli artigiani: “L’integrazione tra fisico e digitale coinvolge anche i produttori, che difficilmente potranno restare fuori da tutto questo. Dobbiamo prenderne coscienza e chiederci come creare valore, aumentare la produttività e integrare la nostra distribuzione fisica con quella digitale. Non dobbiamo farci intimorire dall’ecommerce, che viene dalla paura di un’offerta sregolata e che la disintermediazione possa portare alla banalizzazione dei nostri prodotti, alla perdita di valore data dall’assenza di tutti quei servizi pre e post vendita che nobilitano, differenziano e assicurano il corretto utilizzo dei nostri prodotti. Va considerato che gli infocommerce e la vendita online offrono un canale di informazione diretto all’utente finale nonché un canale aggiuntivo di vendita in grado di supportare tutta la nostra rete di negozi fisici”.