Si chiama “Progettare il futuro” l’accordo triennale presentato ieri a Salerno, con la collaborazione di Confindustria Salerno, tra Confindustria Piccola Industria e Intesa Sanpaolo, dedicato alla competitività e alla trasformazione delle imprese per cogliere le opportunità offerte dalla ‘quarta rivoluzione industriale’.

La partnership mette a disposizione 10 miliardi per le imprese del territorio. La presentazione dell’accordo è avvenuta nella sede della Inci Flex., importante realtà produttiva che ha già adottato soluzioni in ottica Industria 4.0.

I pilastri dell’accordo

Intesa Sanpaolo e Piccola Industria Confindustria intendono innanzitutto mettere a disposizione un insieme di soluzioni che permettano alle imprese di trasformarsi, migliorando i processi produttivi, ricorrendo a nuove tecnologie e a nuove metodologie, tra cui i percorsi “Lean 4.0” che abilitano le imprese alle tecnologie digitali.

L’accordo, poi, punta a finanziare la crescita del business valorizzando il patrimonio intangibile delle imprese attraverso un nuovo modello di relazione basato sui fattori qualitativi legati al credito: tra questi la capacità innovativa, la formazione e la strategicità della catena fornitore-champion. Sono inoltre previste adeguate soluzioni finanziarie a medio-lungo  termine, oltre al migliore utilizzo degli strumenti di supporto, a cominciare dal rinnovato Fondo di Garanzia.

L’accordo punta anche a favorire l’alternanza scuola-lavoro con l’obiettivo di far diventare l’azienda il luogo in cui lo studente consolidi e arricchisca le conoscenze apprese, sviluppando competenze spendibili nel mondo produttivo o acquisendo esperienze funzionali alla creazione di nuove imprese, in linea con il Piano Nazionale Industria 4.0.

Infine, per favorire nuove imprenditorialità, Intesa Sanpaolo mette a disposizione il modello di valutazione delle startup. È un nuovo algoritmo DATS (Due Diligence Assessment Tool Scorecard), già inserito nelle Regole di concessione del credito, a supporto della valutazione creditizia delle Startup e in futura estensione alle PMI innovative.

L’economia campana e della Provincia di Salerno

L’economia campana mostra una buona competitività sui mercati esteri. Nel 2016 l’export è cresciuto del 2,9%, mostrando una dinamica migliore rispetto all’Italia (+1,2%). Ottime performance sono state ottenute, in particolare, nell’agro-alimentare, nell’elettrotecnica, nell’elettronica e alla ripresa della metallurgia.

Il contributo del canale estero non sarà tuttavia sufficiente per ridare slancio
all’economia della regione e della provincia. E’ pertanto cruciale la spinta del canale interno e, soprattutto, degli investimenti. Più in particolare, sarà importante vincere la sfida del digitale attraverso un’accelerazione degli investimenti, finora frenati dall’incertezza che domina i mercati.

Si tratta di una grande opportunità per le imprese di questa regione che mostrano un grado di utilizzo delle tecnologie ICT in netto miglioramento anche se su livelli ancora inferiori alla media italiana: nel 2016 la diffusione della banda larga nelle imprese era pari al 93% in Campania (dal 75% del 2008); la percentuale di imprese con sito web era pari al 60% nel 2016 dal 50% del 2008; la quota di addetti che utilizzano computer connessi a Internet è salito al 27,1% nel 2016 (dal 20,1% del 2008).

La regione, pur mostrando una quota di popolazione con istruzione terziaria bassa (nel 2015 nella fascia d’età 30-34 anni era pari al 18,5% vs il 25,3% della media italiana), presenta una percentuale di laureati in discipline scientifiche e tecnologiche vicino al dato italiano.

La Campania mostra poi un’intensità di ricerca e sviluppo in linea con la media italiana (1,3% del PIL) e una buona propensione a introdurre brevetti ICT. Infine, la regione Campania mostra una buona presenza di start-up innovative, attive nei processi di trasferimento tecnologico: erano 516 a fine maggio 2017, di cui 123 concentrate nella provincia di Salerno.