I professionisti del marketing e delle vendite sono travolti sempre più da una marea di dati.

Secondo un nuovo studio IBM quasi due terzi dei CMO (Chief marketing officer) e dei sales leader intervistati ritengono che i loro settori sono pronti ad adottare tecnologie cognitive nei prossimi tre anni.

Lo studio, condotto in collaborazione con Oxford Economics, si basa su un sondaggio, condotto a livello globale, che ha coinvolto 525 CMO e 389 responsabili vendite in tutti i settori per conoscere quanto addetti marketing e venditori intendono adottare il cognitive computing.

Vantaggi reali e percepiti

Le tecnologie di cognitive computing, come Watson di IBM, sono in grado di comprendere e interpretare rapidamente grandi quantità di dati strutturati e non strutturati, come suoni e immagini, allo stesso modo degli esseri umani, ragionando, apprendendo e interagendo per prendere decisioni più accurate.

I CMO intervistati si aspettano un reale vantaggio del cognitive in due aree chiave: una migliore esperienza dei clienti e migliori risultati finanziari.

Per i leader di vendita coinvolti nello studio, analogamente, tutto è volto a ottenere finalmente una comprensione a 360 gradi dei clienti per aiutare a prevedere le loro esigenze e migliorare l’ingaggio di nuovi clienti potenziali, la strategia di gestione delle lead, l’esperienza e l’assistenza dei clienti.

I consigli di IBM

Per realizzare il pieno potenziale del cognitive computing – suggerisce IBM –, CMO e responsabili vendite lo devono considerare come una componente della loro strategia di trasformazione digitale, anziché come un’iniziativa completamente separata.

Ad esempio, le soluzioni cognitive utilizzate dai professionisti di marketing e vendita potrebbero anche allineare il servizio clienti, supply chain, lo sviluppo del prodotto, le risorse umane e la formazione, nonché le operation e la finanza. Questo potrebbe aiutare a progettare nuovi processi di condivisione dati e idee innovative in organizzazioni che lavorano solitamente a compartimenti stagni.

Del resto, ricorda lo studio, iniziare non è poi tanto complesso: esistono numerose tipologie di soluzioni cognitive che possono essere integrate nelle piattaforme Cloud e nei sistemi di gestione dei dati aziendali esistenti.