Il Piano Nazionale Impresa 4.0 funziona. Lo dimostrano i numeri, ricordati da Carlo Calenda oggi a Torino durante la presentazione dei risultati del 2017. Un’occasione anche per presentare le azioni previste per il 2018.

“Gli investimenti in Industria 4.0 sono cresciuti dell’11%,” ha sottolineato il ministro, “una percentuale cinese, superiore a quella tedesca.”

Per il 2018 il piano varrà 9,8 miliardi, dopo i 20 miliardi dell’anno scorso. “Il focus sarà spostato sulla formazione, affinché il piano Industria 4.0 non spiazzi i lavoratori italiani.” Protagonista, in questa direzione, il credito d’imposta sulla formazione.

A proposito di formazione, Calenda ha sottolineato il ruolo degli istituti tecnici. “Abbiamo una richiesta clamorosa di studenti Its e questa è la soluzione più strutturale e meno costosa che possiamo trovare.”

Qualcosa che non ha funzionato? “Noi abbiamo il problema del venture capital e gli strumenti che abbiamo messo in piedi non hanno funzionato adeguatamente. Noi che siamo il paese delle Pmi non stiamo diventando il paese delle start-up.”

Nel governo, comunque, domina la fiducia. “La manifattura italiana ha tutte le carte in regola per essere nel gruppo di testa anche grazie al piano Industria 4.0”, ha aggiunto il premier Paolo Gentiloni, intervenuto a sua volta. Insomma, la sfida di paesi del calibro di Usa e Cina non deve spaventare.