La trasformazione dello spazio di lavoro è stato il tema di una serie di appuntamenti che IDC e VMware, in collaborazione con AD Consulting, CH Ostfeld, SoftwareOne e Speditamente, hanno organizzato tra giugno e ottobre toccando cinque città italiane: Roma, Bologna, Firenze, Genova e Napoli.

Con il titolo Empowering the Digital Workspace: le tecnologie digitali ridisegnano lo spazio di lavoro per potenziare le capacità individuali e migliorare i risultati aziendali, il roadshow ha visto la partecipazione di numerosi CIO e IT manager italiani.

Nel corso dei cinque appuntamenti, è emerso come le piattaforme di Digital Workspace offrano connettività always on – fuori e dentro l’azienda e su tutti i device – e aumento delle capacità operative e sensoriali di molte tipologie di lavoratori.

Mobile worker alla conquista dell’Europa

L’importanza che queste piattaforme stanno assumendo è testimoniata anche dai numeri. IDC prevede che in Europa Occidentale i mobile worker cresceranno con un tasso composto medio annuo del +3,6%, passando da 103 milioni di individui nel 2017 a 123 milioni nel 2022. Sull’intera popolazione europea dei lavoratori, i mobile worker incideranno per il 65% nel 2022, nove punti percentuali in più rispetto al 2017 (56%).

In Italia, i mobile worker sono circa 7 milioni (su 22 milioni di occupati), indietro quindi rispetto alla media europea. Entro il 2022, IDC si aspetta che diventino 10 milioni.

A livello tecnologico, la sempre più spinta digitalizzazione del posto di lavoro sta portando le piattaforme UCC (Unified Communication and Collaboration) a integrare processi di mobilità, collaborazione e social, nonché a sviluppare funzioni di smart building, preparandosi a diventare soluzioni integrate di business process management.

Una nuova generazione di device mobili

Nelle aziende stanno sparendo le postazioni individuali e si stanno moltiplicando gli spazi per la collaborazione (meeting room, sale attrezzate per videoconferenza). I dispositivi e le soluzioni per la comunicazione wireless indoor e outdoor stanno inoltre diventando l’infrastruttura di base del sistema delle comunicazioni aziendali.

Sul fronte degli utenti finali, accanto ai più tradizionali device mobili (smartphone, tablet e notebook ultraslim) stanno arrivando nuovi dispositivi che estenderanno il concetto di “smart working” a “intelligent working” e “augmented worker performance”: visori e strumenti capaci di liberare le mani di molti lavoratori così come assistenti virtuali in grado di consigliare gli utenti o addirittura di prendere decisioni in autonomia.

La sfida della sicurezza e della privacy

Indubbiamente, con il crescere della forza lavoro mobile aumenterà la complessità degli ambienti tecnologici da gestire e si moltiplicheranno i fronti relativi alla sicurezza del patrimonio informativo aziendale e alla privacy dei lavoratori e degli attori della business community. Le piattaforme di Digital Workspace che offrono la centralizzazione della gestione dello spazio di lavoro fisico e virtuale diventano perciò essenziali per mantenere il controllo sugli asset aziendali, ottenere una migliore produttività e anche una più alta qualità dell’esperienza lavorativa delle persone.

“I tradizionali metodi di gestione, protezione e supporto di forze lavoro, app e dati non sempre soddisfano le esigenze aziendali. Per cogliere nuove opportunità e far fronte a nuove sfide, le aziende di ogni settore stanno esplorando nuove soluzioni che consentano loro di migliorare la produttività, l’efficienza dal punto di vista dei costi e l’agilità dell’organizzazione”, commenta Luca Zerminiani, Director System Engineering Italy di VMware Italia. “L’implementazione di una soluzione di Digital Workspace può aiutare l’IT a sfruttare le opportunità offerte dai rapidi cambiamenti introdotti dalla consumerizzazione e a soddisfare le esigenze di un’ampia gamma di utenti e casi d’uso all’interno dell’azienda.”