L’additive manufacturing è una tecnologia ancora emergente in Italia ma, come mostrato ieri dall’Osservatorio Industria 4.0 del Politecnico di Milano, sono ampi i margini di miglioramento. Lo testimonia lo sviluppo dell’attività di Elmec 3D, business unit di Elmec Informatica dedicata alla stampa 3D, nel corso del suo primo anno di vita.

Martina Ballerio, Responsabile Elmec 3D

“Abbiamo riscontrato, sempre più, da parte dei nostri clienti del settore manifatturiero, vantaggi dal punto di vista economico e benefici in termini di tempo grazie all’utilizzo della manifattura additiva”, afferma Martina Ballerio, Responsabile Elmec 3D. “Le nuove macchine industriali di stampa 3D presentano ormai un’affidabilità e ripetibilità industriali. Inoltre, possono portare notevole risparmio di tempo e di costi nella produzione di componenti funzionali, oltre che permettere una libertà geometrica impossibile con le tecnologie tradizionali. Questa tecnologia permette inoltre di produrre componenti personalizzabili che non sarebbero realizzabili con le normali tecniche di produzione industriale. Nel complesso, stiamo riscontrando un incremento della domanda di utilizzo di additive manufacturing soprattutto nel settore sportivo oltre che in quello manifatturiero. Ambiti in cui la stampa 3D ha consentito di produrre componenti più leggeri e resistenti, adatti a migliorare le performance”.

Sellino per canottaggio realizzato per Sara Bertolasi

Nel settore sportivo grazie all’innovazione fornita dalla tecnologia 3D Multi Jet Fusion di HP, che consente di realizzare prodotti ad elevate proprietà meccaniche geometricamente complessi, è stato possibile produrre un sellino ergonomico per la campionessa di canottaggio Sara Bertolasi, personalizzato partendo dalle caratteristiche fisiche del suo bacino. Una prima versione della seduta è stata realizzata in modo che l’atleta potesse testarne la comodità e la funzionalità. Dopo averla montata sul carrello, sono state fatte delle prove di utilizzo in acqua; l’atleta ha quindi potuto testare il prodotto nel corso di un allenamento di tre chilometri. Dopo aver raccolto le osservazioni di Sara, sono state apportate ulteriori modifiche alla geometria della seduta, prima di produrne una versione finale. Da ultimo è stata realizzata la seconda versione della seduta alleggerendo il design di circa il 20% grazie all’utilizzo di una struttura reticolare. Quest’ultimo modello garantisce all’atleta un maggiore comfort durante l’utilizzo.

Questo caso ha aperto le porte a diversi altri progetti che permettono agli sportivi professionisti di personalizzare i propri attrezzi, alleviando loro la fatica causata dalle lunghe ore di allenamento.

Un altro progetto in cui si sono dimostrati diversi benefici della stampa additiva è il caso Sima. Quando Sima, azienda impegnata nella progettazione e costruzione di macchine bobinatrici, si è rivolta ad Elmec, aveva la necessità di migliorare la produttività delle proprie macchine, al fine di poter garantire al cliente un prodotto finale ottimizzato al meglio. Gli obiettivi dell’azienda erano di ridurre il numero di componenti, i tempi di produzione, il peso e i costi di una delle parti fondamentali della macchina, il braccio ballerino, ovvero ciò che permette di mantenere in tensione il filo durante il suo avvolgimento. Grazie alla riprogettazione del pezzo tramite manifattura additiva è stato possibile creare un unico componente, in sostituzione di quello precedente, composto da tre parti distinte. Così facendo sono state ridotte le opere di assemblaggio. Successivamente è stata effettuata un’opera di metal replacement ovvero di sostituzione del metallo con materiale plastico e in questa fase è avvenuta l’ottimizzazione grazie alla quale è stato possibile ridurre componenti e peso dell’oggetto.

Il prodotto finale ottimizzato presenta una riduzione del numero di componenti del 50%, del peso del 77%, del tempo di produzione del prodotto del 50%, delle potenze in gioco e dell’energia necessaria e del costo di produzione del 72%.