Maire Tecnimont, il gruppo italiano di ingegneria impiantistica nel settore petrolchimico, affida alla voce del suo amministratore delegato il racconto di come stia cambiando la chimica, con le nuove sfide di sostenibilità e l’impegno a tutto tondo nell’upcycling e nelle nuove nuove plastiche da biomasse.

È stata tra le prime in Italia a credere nel concetto di smart working con investimenti milionari in infrastrutture digitali, formazione di capi e collaboratori e ripensamento degli uffici in chiave smart nella torre Garibaldi a Milano.

Ed è oggi tra le prime ad affidare a un nuovo strumento digitale, il podcast, che consente la trasmissione radio di contenuti diffusi via Internet, scaricabili e archiviabili in un lettore Mp3, la storia della chimica nel dopoguerra, la sua evoluzione e le sfide di oggi per una concreta sostenibilità ambientale.

È Maire Tecnimont, contractor da 3,6 miliardi di euro di fatturato, un portafoglio ordini di 6,6 miliardi di euro e 9.100 professionisti impegnati in oltre 45 paesi attraverso 50 società operative, quotata alla Borsa di Milano dal 2007. A parlare della sfida in corso nella “transizione energetica” è l’amministratore delegato e direttore generale Pierroberto Folgiero, che racconta in modo semplice e accattivante la strategia del Gruppo. Ed è solo la prima puntata.

Nelle prossime si affronteranno altri concetti che stanno guidando il Gruppo nel cambiamento epocale in corso. Il podcast, infatti, seguirà nella modalità di comunicazione audio lo sviluppo dei contenuti della rivista “Evolve”, che Marie Tecnimont pubblica in versione cartacea e digitale da due anni in italiano e in inglese, per la diffusione di una nuova cultura aziendale, basata su imprenditorialità diffusa e senso di responsabilità individuale, gli stessi valori impliciti nel concetto di smart working.

La strategia di comunicazione di Maire Tecnimont

«La rivista affronta, con ricchezza di contenuti e freschezza grafica, i valori che più ci stanno a cuore per affrontare il cambiamento e le sfide dell’oggi e del domani», racconta Carlo Nicolais, responsabile delle relazioni istituzionali e della comunicazione del Gruppo Maire Tecnimont.

Carlo Nicolais

«Sono otto i nostri motti, che vorremmo diventassero la bussola del nostro lavoro: essere adattivi, resilienti, sentirsi imprenditori nel proprio lavoro, accettare le sfide del cambiamento e cosi via. Alla fine si tratta di una rivista di change management, dove su ogni numero entriamo nella complessità dei singoli motti, riassumibili in un nuovo atteggiamento verso la professione. La nostra, infatti, è una società fatta di persone, dove il successo è dato dalla qualità, l’impegno, il valore e il cervello delle persone. Come società di ingegneria e di coordinamento del contracting, siamo un’azienda leggera che muove grandi numeri e una intera filiera. In pratica, nei lavori a commessa ogni persona fa la differenza ed è necessaria l’assunzione di responsabilità individuale per arrivare al risultato finale nei tempi previsti e secondo i requisiti richiesti, perché ogni fase del lavoro e ogni ruolo hanno un impatto sull’insieme, dal contabile all’ingegnere in cantiere».

Proprio per radicare ancora di più questa visione dell’organizzazione e della popolazione aziende, di recente il Gruppo ha implementato un piano di azionariato diffuso verso i propri dipendenti.

«Per favorire una cultura aziendale adatta ai tempi», prosegue Nicolais, «come comunicazione abbiamo attivato una serie di iniziative che puntano a rendere e a far sentire ogni dipendente “accountable” e imprenditore. Siamo partiti dalla rivista, che oggi integriamo con il nuovo media, il podcast, la nostra scommessa per essere percepiti anche da un altro pubblico, quello dei più giovani, sintetizzando in una pillola di 20 minuti che cosa facciamo e dove stiamo andando. Il nuovo mezzo è un modo più appassionante di raccontarci in una strategia multicanale, per un pubblico più veloce abituato al digitale, visto anche il successo che sta avendo il podcast in Italia».

Già presente sui social media con microstorie, ora Maire Tecnimont lancia dunque la nuova avventura del podcast, realizzato con il supporto dell’agenzia digitale Doing-Part of Capgemini, disponibile sulle piattaforme di diffusione più seguite: Spotify, Spreaker, Castbox, Itunes.

Perché proprio il podcast

In origine era il verbo, poi vennero i cantori e la tradizione epica orale, poi i menestrelli medievali fino alla radio del Novecento che oggi, in versione digitale, vive un po’ anche nei podcast, contenuti da ascoltare e non da guardare.

Il fenomeno è in forte crescita, in tre anni gli ascoltatori abituali in Italia sono passati da 850mila a 2,7 milioni (fonte: Nielsen 2018). Forse per l’aumentata mobilità che si presta all’ascolto, forse per l’evoluzione dei canali digitali e la facile fruizione sui device mobili, forse per una reazione all’eccesso di video e immagini su tutti i canali social, di fatto i podcast stanno funzionando bene per approfondire temi di proprio interesse, per seguire inchieste giornalistiche, per migliorare le lingue.

Un’occasione da non perdere quindi anche per grandi aziende che hanno come strategia quella di aprirsi all’esterno, di diffondere una nuova cultura aziendale all’interno, ma anche costruire una reputation di un certo tipo all’esterno, fornendo informazioni corrette e complete, per esempio, sulle possibilità offerte dalla plastica e da un suo responsabile riutilizzo.

Maire Tecnimont di recente ha investito in un impianto avanzato di riciclo, in provincia di Brescia, che recupera fino al 95% del materiale plastico, ed è impegnata nella ricerca di nuovi materiali bioplastici.

Nuovi servizi digitali ai clienti per recuperare efficienza e produttività

La strategia digitale del Gruppo Maire Tecnimont è comunque a 360 gradi, provocatoriamente definita “Beyond digital”, ossia oltre la retorica sulla digitalizzazione, visto che si stima che il 75% degli investimenti a oggi effettuati non siano riusciti a incontrare le aspettative delle imprese in termini di risultati ottenuti (fonte: Bcg Henderson Institute; BCG analysis – More than 300 companies in different industries for more than 5 years).

Pierroberto Folgiero

«La nostra visione della digitalizzazione passa attraverso una profonda ottimizzazione di tutti i processi interni, ma anche la creazione di un’offerta aggiuntiva di servizi digitali ai nostri clienti. Interpretiamo la digitalizzazione non da “dreamer”, ma da “doer”, ovvero con l’approccio pragmatico del contrattista di ingegneria abituato a misurarsi sul campo con la complessità», prosegue Pierroberto Folgiero.

La digital vision di Maire Tecnimont punta infatti a rafforzare in modo ancora più efficace il proprio ruolo di “orchestratore digitale” delle oltre 6mila aziende della propria catena di fornitura, offrendo ai clienti nuovi servizi e consentendo recuperi di efficienza e di produttività sia in fase di realizzazione, sia di gestione dell’impianto.

Ad esempio, l’applicazione di soluzioni digitali a un impianto petrolchimico può generare un recupero di efficienza stimato tra il 4 e il 7%, grazie a una molteplicità di fattori. L’intelligenza artificiale e la enorme disponibilità di dati rendono oggi possibile ricreare un “gemello digitale” dell’impianto, che consente di ottimizzare continuamente i consumi di energia e le varie fasi del processo chimico in tempo reale.

Inoltre, applicando la manutenzione predittiva si riducono sensibilmente i costi di manutenzione e conduzione dell’impianto. Ancora, le tecnologie di geolocalizzazione consentono il coordinamento da remoto delle attività in campo e i simulatori – per il personale in cantiere e per gli operatori dell’impianto in marcia – incrementano i profili di sicurezza e accelerano la curva di apprendimento dei tecnici con recuperi di produttività.

Infine, la programmazione digitale integrata tra cliente, contrattista e fornitore consente di minimizzare i ritardi di fabbricazione dei componenti e ottimizza la spedizione e consegna in cantiere.