Workshop, innovation camp, contest e talent match. È in corso la prima edizione del progetto di Gamification promosso da Fondazione Marcegaglia, con il patrocinio di Federacciai, che riunisce quattro industrie siderurgiche italiane da nord a sud per sensibilizzare e orientare gli studenti delle scuole secondarie. Ragazze e ragazzi di istituti tecnici e licei coinvolti in prima persona nel comunicare sui social la nuova immagine dell’acciaieria italiana.

Riportare i giovani in fabbrica. Riportarli come tecnici qualificati e specialisti con competenze tecnologiche e digitali. Anche in questo tradizionale settore produttivo, la rivoluzione è in corso. Per lungo tempo sinonimo di industria pesante, di altiforni ad altissime temperature e di inquinamento ambientale, ormai da anni automazione e robotica sono entrate nella siderurgia, che ora è in prima linea nella digitalizzazione dei processi, nei nuovi modelli di business e nelle sfide ambientali.

Il 20% della produzione mondiale di acciaio è ottenuta attraverso il riciclo di rottami, percentuale che in Europa sale al 40% fino ad arrivare al 75% in Italia. Inoltre, più del 65% dei rifiuti prodotti dalla siderurgia italiana viene destinato a operazioni di recupero.

Alessandro Banzato

«La siderurgia del futuro sarà sempre più sofisticata, affascinante e green. La sfida alla produzione ecosostenibile dell’acciaio è iniziata: l’Italia è il primo paese europeo per il riciclo dell’acciaio», conferma Alessandro Banzato, presidente Federacciai e presidente e ad di Acciaierie Venete. «Nel 2018 le acciaierie italiane hanno rifuso circa 19 milioni di tonnellate di rottame ferroso, un peso pari a circa 2.600 volte la struttura in ferro della Torre Eiffel o 180 volte la nave portaerei più grande al mondo. L’economia circolare, inoltre, è una leva in grado di portare a benefici ambientali, di competitività, innovazione e creazione di nuove opportunità di lavoro».

Non solo quindi l’industria del ferro e dell’acciaio non è più sporca o pericolosa come un tempo, ma ha sempre più bisogno di tecnici specializzati e di nuove figure professionali che rispondano alle necessità del rapido sviluppo tecnologico e digitale in corso.

Così Acciaierie Venete, ABS-Danieli Automation, Gruppo Marcegaglia e Sideralba hanno aderito al progetto “A Steem for Steel”, nato da un’idea di Raffaella Poggio per Fondazione Marcegaglia, con l’obiettivo di orientare i lavoratori di domani alla bontà e alle opportunità dell’industria siderurgica e delle materie Steem.

Alle materie scientifiche di Science, Technology, Engineering e Maths (Stem), loro hanno aggiunto una “E”, quella di Economy, con una particolare attenzione alle giovani donne per ridurre non solo lo skill gap, ma anche il gender gap nelle assunzioni in fabbrica e negli uffici di queste primarie multinazionali italiane.

Anna Mareschi Danieli

«Il problema delle competenze e la difficoltà a reperire i giusti profili professionali esiste, ma è altrettanto necessario combattere gli stereotipi di genere che vedono le donne più inclini a seguire percorsi umanistici, anziché tecnico-scientifici. Un’industria siderurgica più inclusiva, attraverso l’empowerment delle donne, è fondamentale non solo per la loro emancipazione, ma anche per la crescita economica e lo sviluppo del sistema Italia in generale. Formazione, orientamento scolastico, competenze digitali, innovazione sono i temi su cui si sviluppa questo progetto, che incoraggia le giovani studentesse con progetti nelle scuole e cerca di avvicinare il sistema scolastico alle esigenze delle aziende», spiega Anna Mareschi Danieli, vicepresidente ABS-Gruppo Danieli.

A Steem for steel: un format innovativo per dar voce ai giovani

 A gennaio è partita la prima edizione di un format “gamificato” di orientamento e sensibilizzazione all’industria siderurgica moderna e alle materie economico-scientifiche.
Il progetto è strutturato in tre tappe:

  1. I workshop, che sono tour didattici nelle scuole, con il coinvolgimento a gennaio di un migliaio di studenti di terza, quarta e quinta di otto istituti superiori di 5 città italiane: Mantova, Napoli, Udine, Verona e Brescia, sedi delle aziende promotrici del progetto. In questa prima fase i tecnici e manager delle suddette imprese hanno presentato l’organizzazione del lavoro e i processi produttivi di un’azienda siderurgica. Ma, soprattutto, hanno raccontato le importanti trasformazioni in ottica di Industry 4.0 e di sostenibilità ambientale, sociale ed economica in corso, come l’alta percentuale di riciclo di acciaio in Italia e i primi forni elettrici digitali. I workshop hanno previsto anche una sessione sull’importanza delle lauree Steem per il futuro professionale degli studenti (link alla repubblica).
  2. Gli Innovation Camp, cui un numero selezionato di questi studenti ha preso parte, o sta per prendere parte: quattro contest di una giornata nelle sedi delle aziende promotrici. Divisi in gruppi da 5, lavorano dandosi ruoli e obiettivi come se fossero una media agency per elaborare una campagna di comunicazione social incentrata sui temi dell’economia circolare, partendo da una concreta problematica aziendale o sociale. Il primo Innovation Camp si è tenuto presso Sideralba il 17 febbraio nella sede di Acerra (NA), che ha premiato un team dell’Istituto Isis Europa di Pomigliano d’Arco. La seconda tappa si è svolta il 21 Febbraio a Buttrio (UD), nella sede del Gruppo Danieli, dove ha vinto il team di terza dell’Istituto Isis Malignani di Udine. Le prossime e ultime due tappe saranno il 2 marzo a Gazoldo degli Ippoliti (MN) presso Marcegaglia e il 6 marzo a Sarezzo (BS) in Acciaierie Venete. I vincitori degli Innovation Camp vengono scelti da una giuria qualificata, composta dal top management dell’azienda ospitante e da esperti autorevoli del settore e della comunicazione, in base ai seguenti criteri: innovazione e originalità della campagna, aderenza al tema e sostenibilità, qualità della presentazione, spirito di gruppo.
  1. La tappa finale è la Steel League di maggio, una sfida tra i 4 team vincitori degli Innovation Camp direttamente su Instagram, sui temi della sostenibilità e dell’innovazione direttamente ai loro coetanei. In questa gara mediatica saranno supportati da influencer e manager delle imprese aderenti. A tutti i partecipanti saranno riconosciuti alla fine crediti accademici e premi tecnologici.

L’innovatività del progetto sta proprio nel rendere i giovani protagonisti dell’apprendimento attraverso una gara con i mezzi di comunicazione a loro più congeniali: i social, rendendoli promotori (ambassador) di una immagine rinnovata della siderurgia italiana e rendendola così attrattiva agli occhi dei loro coetanei, che sono i loro pari.

Antonio Marcegaglia

«Vogliamo dare ai giovani una visione reale del mondo dell’acciaio, superando schemi ormai obsoleti e tradizionali che non riconoscono alla siderurgia italiana quegli aspetti di innovazione, di sviluppo sociale e di sostenibilità che invece ha raggiunto», commenta Antonio Marcegaglia, presidente e ad del Gruppo Marcegaglia.

«Se vogliamo trasformare il punto di vista sul nostro settore, dobbiamo investire sulla cultura delle nuove generazioni, creando un ponte tra scuola e aziende, per avvicinare gli studenti all’acciaio e alle competenze Steem, poiché è oggi sempre più evidente che lo sviluppo sociale e industriale del nostro Paese passa anche attraverso la conoscenza e l’apprendimento di queste materie.»

Ignoranza sulle materie Steem e sulla siderurgia italiana

Il progetto è iniziato nelle scuole con una rilevazione sul valore attribuito dagli studenti alle materie Steem e sulll’immagine più comune dell’industria siderurgia.
È emerso che la totalità dei ragazzi non è consapevole dell’importanza e delle opportunità offerte dalle lauree Steem per accedere al mercato del lavoro, confermando la mancanza di orientamento a livello scolastico. Sebbene poi circa il 67% degli studenti abbia dichiarato di non avere ancora deciso il proprio percorso futuro o di essere ancora incerto sulla scelta, le possibilità di carriera (31%) e lo stipendio (28%) e sono fattori determinanti per indirizzare gli studi. Segue il 16% dei rispondenti che dichiara come criterio di scelta del lavoro l’innovazione, la creatività (14%), la sicurezza (9%) e la vicinanza al luogo del lavoro (2%).

Alla domanda “In quale settore vorresti lavorare” il 28% dei giovani ha risposto che vorrebbe trovare un impiego nel mondo della tecnologia, seguito dal 24% nel settore della consulenza. A seguire lo sport e lo spettacolo (16%), l’industria (13%), il fashion/tessile (8%) e solo il 2% nel settore bancario/assicurativo e nell’energia.

Quanto all’immagine e alla percezione più diffuse dell’industria dell’acciaio, è vista come faticosa dal 28% degli studenti, ma anche pericolosa (14%) e sporca (12%). Mentre quasi un quarto dei rispondenti (22%) la considera innovativa, redditizia (16%) e stimolante (8%).

Alla domanda su come venga prodotto l’acciaio, le risposte si sono divise tra chi sostiene che provenga da materiale minerario e chi da materiale riciclato: le risposte sono entrambe valide. Tuttavia, solo un terzo degli studenti intervistati (33%) ha dimostrato di conoscere il ruolo virtuoso dell’Italia in un contesto produttivo ecosostenibile della Comunità europea.

Luigi Rapullino

«La nostra partecipazione», conclude Luigi Rapullino, AD di Sideralba, stabilimento ad Acerra in provincia di Napoli, «ha portato l’attenzione dell’opinione pubblica sulla filiera siderurgica del Centro-Sud, dove esistono molte imprese come Sideralba in grado di offrire innovazione ed eccellenze. La situazione economica del Paese, i cambiamenti tecnologici con lo skill mismatch di profili informatici e digitali, l’obsolescenza delle competenze in un’economia orientata al continuo cambiamento e all’innovazione sono tutti fattori che concorrono a determinare criticità anche per le aziende del settore siderurgico al Sud. Per questo è necessario attivarsi con urgenza per raccontare ai giovani l’affascinante storia della siderurgia italiana, fatta di innovazione tecnologica e di sostenibilità, invitandoli a diventarne i futuri protagonisti».