I consumatori più giovani sono i maggiori promotori di un’offerta personalizzata. Per loro è fondamentale per migliorare prodotti e servizi, qualità di vita e sicurezza personale. Per ottenere tale risultato, sono disposti a pagare di più e condividere i loro dati.

E’ quanto emerge da un sondaggio CITE Research/Dassault Systèmes su 3.000 consumatori negli Stati Uniti, in Cina e in Francia. Il sondaggio ha analizzato le opinioni sulla personalizzazione nei settori sanità, mobilità, retail, casa e città.

La personalizzazione che verrà

I consumatori vogliono personalizzazione ma non sono disposti ad aspettare per averla. L’83% dei consumatori si aspetta che prodotti o servizi vengano adattati nel giro di pochi minuti o qualche ora. Solo il 21% è disposto ad aspettare quattro o più giorni per la consegna di un prodotto o servizio personalizzato.

I consumatori sono disposti a pagare in media il 25,3% in più per la personalizzazione. In cambio, si aspettano di essere ricompensati con un risparmio medio del 25,6% per la cessione dei loro dati personali. Sono più inclini a pagare per le cure personalizzate, meno per gli acquisti personalizzati.

Il settore industriale ha l’opportunità di definire chiaramente il concetto di personalizzazione. I consumatori hanno dato diverse definizioni di personalizzazione. Oltre il 50% definisce la personalizzazione come prodotti/servizi personalizzati prima dell’acquisto, prodotti/servizi scelti da un elenco di opzioni e prodotti/servizi creati sulla base dei loro dati personali; quest’ultima definizione è stata data dal 63% degli “early adopter”, cioè gli utilizzatori di nuove tecnologie prima della diffusione di massa.

Secondo gli intervistati, inoltre, per personalizzare le cure mediche, esigenza prioritaria rispetto alle altre categorie, saranno necessarie tecnologie IA, 5G e assistenti domestici.

Cosa chiede il consumatore italiano

“Anche i consumatori italiani chiedono esperienze nelle quali la personalizzazione faccia la differenza, soprattutto quelli più giovani. La nostra piattaforma 3DEXPERIENCE consente alle aziende di ideare, progettare, creare e realizzare esperienze personalizzate, in modo sostenibile. Le aziende che vogliono innovare possono cogliere quest’opportunità, raccogliendo, analizzando ed elaborando i dati nel rispetto della privacy” spiega Chiara Bogo, Direttore Marketing EUROMED, Dassault Systèmes.

Guido Porro Managing Director EUROMED, Dassault Systèmes

“L’impresa di successo è quella che sa innovare in una prospettiva che mette il consumatore al centro dei propri processi di business tenendo conto di tutto l’ecosistema che lo circonda”, afferma Guido Porro Managing Director EUROMED, Dassault Systèmes. “Il cliente che può contare sulla conoscenza delle proprie esigenze e su esperienze coinvolgenti lungo tutta la customer journey, si sente “a casa”. Ma l’azienda che strategicamente adotta una piattaforma digitale di business per sviluppare esperienze customer-centriche olistiche e sostenibili ottiene benefici che vanno ben oltre la fidelizzazione e il profitto”.