Le aspettative sullo smart working stanno facendo i conti anche con la presenza fissa di bambini in casa. Una presenza vivace che richiede attenzioni e che non favorisce una chiara distinzione tra cura familiare e lavoro. La difficoltà di gestione dei tempi, confermata dalle ultime indagini di InfoJobs e Linkedin, può diventare esplosiva in prossimità di scadenze o durante video-call importanti. LinkedIn offre 7 consigli su come organizzare al meglio la convivenza in questa inedita condizione lavorativa – smart working in massa e con i figli a casa – più 4 consigli su come condividere gli spazi con altri adulti. Mette inoltre a diposizione 16 corsi gratuiti sulla piattaforma LinkedIn Learning.

Il video dell’analista Robert Kelly, intervistato dalla BBC News, ha fatto il giro del mondo. Sta rispondendo a questioni serie sul coronavirus, quando una bimba entra nella stanza trotterellando e si piazza di fianco a lui che, imbarazzato, cerca di scostarla con un braccio, incontrando solo la ferma resistenza della bambina. Il suo imbarazzo è evidente, anche troppo, e si ammutolisce aspettando che passi il momento, perché nel frattempo entra anche un maschietto su un girello e una moglie agitata che cerca di portarli via.

Forse, in questi tempi di emergenza da Coronavirus, con smart working obbligato e bambini a casa da scuola, va accettato di più, anche a livello professionale, che abbiamo famiglie che condividono i nostri stessi spazi e tempi.

Le donne di nuovo alle prese con il work-life balance

Ad ogni modo, sono le donne che stanno faticando di più a mantenere i consueti ritmi lavorativi, se non di più, con gli strumenti digitali messi a disposizione dello smart working e a dover gestire, in contemporanea, bambini, pranzi e cene da mettere insieme e pulizia della casa. Tra l’altro, su questi temi le ricerche concordano sempre.

InfoJobs conferma l’indagine di Valore D sul doppio, triplo impegno delle donne in condizione, ora, di smart working con i bambini a casa. Una su tre si sente infatti meno produttiva a causa degli impegni familiari da gestire in contemporanea (33%), contro il 7% generale (dati Infojobs). La stessa percentuale di donne, nell’indagine di Valore D su 1300 dipendenti, dice di lavorare più di prima e di non riuscire a mantenere un equilibrio tra il lavoro e la vita domestica, o di fare una gran fatica. In pratica una donna su tre, contro uno su cinque gli uomini a casa in smart working.

I 7 consigli di LinkedIn per gestire i bambini in diretta

Marcello Albergoni

Ecco i consigli di Linkedin, stilati con il contributo del country manager per l’Italia Marcello Albergoni, padre di una bambina ed esperto di sviluppo di carriera.

1. Parlare con i figli in maniera schietta di ciò che sta succedendo e aiutarli a capire perché ci si debba concentrare. Far capire di non disturbare, tranne in caso di emergenza, e nel frattempo rassicurarli di essere ancora lì per loro. È probabile che troveranno l’intera esperienza nuova e divertente, ma c’è la possibilità che si sentano confusi o preoccupati.

2. Creare uno spazio designato per loro, nella propria “area ufficio in casa”, in modo che stiano con noi mentre non siamo in una call. Può trattarsi di una culla, di un box giochi per bambini o di un tavolino con matite e pennarelli, oppure i libri e quaderni per i compiti a casa.

3. Cercare di organizzare le chiamate e le riunioni importanti durante l’orario del pisolino dei bambini. Se i figli sono troppo grandi per i pisolini, stabilire ogni giorno un “momento del gioco tranquillo”, in cui possano leggere o giocare in silenzio e utilizzare proprio questo tempo per le chiamate o il lavoro che richiede piena attenzione.

4. Spiegare alle persone con cui si parla al telefono, o in videoconferenza, che ci sono bambini in casa che potrebbero provocare delle interruzioni o dei rumori di sottofondo. In questo modo gli interlocutori potrebbero persino dare il benvenuto ai nuovi arrivi sullo schermo. E se i figli finiscono per disturbare, gestire la situazione a mente fredda.

5. Organizzare pause regolari per avere del “tempo di qualità” con i bambini durante la giornata lavorativa. Sia che si tratti del loro gioco preferito, o di una lettura insieme, l’attenzione solo per loro contribuirà a garantire che non si sentano ignorati o annoiati

6. Sfruttare al massimo la community su LinkedIn per combattere il senso di isolamento che si potrebbe avvertire e utilizzare i diversi strumenti a disposizione sulla piattaforma, tra cui 16 corsi gratuiti su come organizzare il lavoro da casa su LinkedIn Learning.

7. Essere gentili e premurosi anche con se stessi. Bilanciare un carico di lavoro intenso con l’attenzione da dare ai bambini può risultare difficile e mandare un po’ in crisi. In questo contesto, chattare e condividere idee con la propria rete può sicuramente rendere l’esperienza un po’ più semplice e accettabile.

I 4 consigli di LinkedIn per condividere la “casa ufficio” con altri adulti

Ecco i consigli di LinkedIn, a cura di Cameron Veasey, career expert di LinkedIn, su come gestire gli spazi casalinghi con familiari e coinquilini in regime di smart working esteso a 5 giorni su 5.

      1. Trattare i propri coinquilini come se fossero colleghi di lavoro: rispettare lo spazio e gli orari di lavoro di altre persone, proprio come si farebbe in ufficio e non distrarsi con argomenti diversi durante l’orario di lavoro.
      1. Comunicare il programma della giornata di chiamate e videochiamate che sono aumentate a dismisura. Per evitare si sovrappongano tra i diversi conviventi-coinquilini, è utile condividere a voce quali saranno le riunioni e meeting da remoto più importanti della per garantirsi uno spazio di concentrazione. Anche la designazione reciproca di spazi di lavoro specifici a casa può essere utile.
      1. Mantenere la casa in ordine, dividendosi i compiti di pulizia tutti i giorni, per assicurarsi anche spazi adatti al lavoro e alla concentrazione.
      1. Pianificare delle pause condivise per socializzare. Ciò aiuterà a dare un sano break alla giornata e a sentirsi anche ispirati. Può fare sicuramente bene, anche tra coinquilini che non si conoscono molto, poter pranzare insieme e cucinare insieme la sera, guardare insieme un film o una nuova serie Tv.