Al via il secondo bando di Bi-Rex, il Competence Center con sede a Bologna, per un totale di 1,2 milioni di euro finanziati dal Mise. Quattro le aree tematiche previste: Sistemi avanzati per la gestione dei processi di produzione; Security e Blockchain e Robotica collaborativa warehousing e automated guided vehicle, già presenti nel primo bando, e Sostenibilità e Responsabilità sociale d’impresa come nuova area. È possibile candidarsi fino al 2 luglio

Selezionati i vincitori del primo bando e avviati i primi progetti cofinanziati, ora Bi-Rex (Big Data Innovation & Research Excellence) rilancia con un secondo bando che mette sul piatto 1,2 milioni di euro dal Mise.

Il nuovo bando prevede il finanziamento per iniziative di ricerca, sviluppo e innovazione orientate alla sperimentazione, prototipazione e adozione di soluzioni basate sull’utilizzo delle tecnologie 4.0. Le aziende interessante potranno presentare domanda esclusivamente attraverso la piattaforma on-line PICA, entro e non oltre le ore 14.00 di giovedì 2 luglio.

Maturità tecnologica, durata e composizione dei soggetti richiedenti

Sono ammissibili al bando di Bi-Rex progetti con maturità tecnologica tra TRL 5 e TRL 8, che raggiungano al termine delle attività un livello pari almeno a TRL 7, che prevede la dimostrazione di un prototipo di sistema in ambiente operativo.

I progetti devono avere una durata massima di 18 mesi, con possibilità di proroga motivata di ulteriori 6 mesi, che siano in grado di apportare significative ricadute economiche sul tessuto industriale italiano e che valorizzino la collaborazione tra pubblico e privato e la partnership di più imprese con università, organismi ed enti di ricerca.

In particolare, il coinvolgimento di pmi nei partenariati rappresenta un criterio premiale di primaria importanza in una logica di digitalizzazione diffusa del tessuto economico italiano.

Aree tematiche del bando

Sono quattro le aree tematiche del secondo bando di Bi-Rex:
1. Sistemi avanzati per la gestione dei processi di produzione (Visual Inspection/Selection per il controllo di qualità e Digital Twin per configurazione di linee produttive di servizi e sistemi complessi);
2. Security e Blockchain (Piattaforme distribuite e sicure per la condivisione di dati tra oggetti interconnessi e per la servitizzazione);
3. Robotica collaborativa warehousing e Automated guided vehicle (Automazione per assemblaggio di celle e batterie al litio)
4. Sostenibilità e Responsabilità sociale d’impresa (Ottimizzazione della gestione di sistemi agrovoltaici e Tracciabilità nella filiera del pomodoro in ambito di Agricoltura di precisione e interconnessa), area quest’ultima introdotta per la prima volta in questo secondo bando.

Stefano Cattorini

«Abbiamo deciso di puntare in particolar modo sull’area Sostenibilità e Responsabilità Sociale, perché crediamo che i necessari processi di digitalizzazione e innovazione 4.0 debbano passare da una ridefinizione dei meccanismi di gestione aziendale che guardino al futuro in modo etico e responsabile. È possibile cercare un equilibrio sostenibile, che tenga conto di tutte le esigenze ambientali, economiche e sociali: questa è una delle grandi sfide a cui andiamo incontro nei prossimi anni», commenta Stefano Cattorini, direttore generale Bi-Rex.

 

Chi può partecipare al bando e in che modo

I progetti di innovazione co-finanziati dal Mise, mediante bandi emessi dal centro di competenza, coinvolgono tre tipologie di attori:
1) università/enti pubblici di ricerca, che svolgono attività di ricerca a loro affidata, mediante contratti, dalle aziende che partecipano ai progetti:
2) end user, cioè aziende finali utilizzatrici, che co-finanziano le attività di ricerca;
3) provider, che forniscono beni, servizi, know-how di interesse per gli end user.

Nell’ambito dei progetti vengono sviluppate tecnologie “general purpose”, che potranno essere finalizzate/customizzate su specifiche esigenze degli end user o direttamente dagli end user, oppure tramite collaborazioni ad hoc con partner di ricerca, al di fuori dei progetti.

I progetti co-finanziati sono di natura collaborativa, per cui ciascun partner investe proprie risorse (finanziarie e/o in kind) in aggiunta al finanziamento del Mise, per il conseguimento di obiettivi congiunti.

I termini proposti si basano su un contemperamento dei seguenti interessi:
– interessi commerciali di end user di poter sviluppare ulteriormente/ingegnerizzare i risultati di ricerca dei progetti;
– interessi commerciali di provider di valorizzare il proprio background/promuovere i propri
servizi nei confronti degli end user;
– esigenze dei partner pubblici di assicurare equi ritorni da reinvestire in attività di ricerca a
beneficio della società, derivanti dalle attività di valorizzazione/commercializzazione dei risultati che hanno contribuito a generare;
– interesse del consorzio di rafforzare il proprio bagaglio di competenze e capacità di erogare servizi.

A giugno il collaudo della prima stampante 3D

Il collaudo della prima stampante 3D è confermata per inizio giugno e, a seguire, arriveranno le altre macchine dell’area dimostrativa di Additive Manufacturing: una macchina SLM, una cella di deposizione diretta, una macchina di stampa polimeri e le macchine di servizio (elettroerosione, forno) necessarie al completamento del processo.

Era prevista prima dell’estate l’operatività dell’area additive e della linea pilota di un sistema produttivo completo e integrato in chiave 4.0, a disposizione dei progetti di innovazione su cui implementare le soluzioni proposte. Ma l’emergenza sanitaria ha interrotto le forniture e si prevede un sostanziale slittamento a settembre. Sulla possibilità invece di navigare su funzionamento delle linee e additive in modo virtuale, si stanno valutando delle proposte di “virtual tour” da parte dei fornitori.