Il Policlinico Universitario Campus Bio-Medico e IBM uniscono le forze per realizzare “Parkinson bot”, un assistente virtuale, basato sull’intelligenza artificiale, in grado di rispondere alle domande relative al Parkinson 24 ore al giorno tutti i giorni.

Con questo progetto pro bono con IBM, l’Università Campus Bio-Medico di Roma mira a migliorare la relazione con i propri pazienti, con le loro famiglie e con quanti cercano informazioni sul Parkinson, fornendo una fonte diretta di risposte clinicamente provate.

Grazie a un consulente virtuale, abilitato da IBM Watson Assistant su public cloud IBM, sarà possibile porre domande sul morbo di Parkinson in linguaggio colloquiale.

Il Dr. Lazzaro di Biase, Neurologo dell’Università Campus Bio-Medico di Roma, ha proposto questo progetto e ne ha seguito lo sviluppo durante ogni fase con il team IBM. “E’ il primo passo nell’uso delle nuove tecnologie per facilitare la diffusione di affidabili informazioni mediche tra i pazienti e chi se ne prende cura, e aprire nuove strade per ulteriori sviluppi futuri”.

L’Assistente Virtuale non è un semplice “chatbot” istruito su un argomento, ma il primo punto di contatto che permette all’Università Campus Bio-Medico di Roma di attivare un canale di informazione e contatto con i propri utenti e di rispondere tempestivamente alle richieste di informazioni, partendo dal patrimonio di conoscenze sapientemente preparate negli anni dal Policlinico.

Il corpus di conoscenze con cui è stato istruito l’assistente virtuale è stato preparato dagli specialisti dell’Università Campus Bio-Medico di Roma. Esso comprende temi come la caratterizzazione della malattia, le sue possibili cause, la descrizione dei principali sintomi sperimentati dai pazienti e le domande più frequenti che i medici hanno registrato nel corso degli anni.

Il team di esperti IBM ha lavorato fianco a fianco con i medici dell’Università durante la progettazione e la formazione dell’assistente virtuale.

La disponibilità dell’assistente virtuale addestrato a rispondere in modo completo e scientifico, offrirà un supporto ai pazienti affetti da Parkinson e, allo stesso tempo, aiuterà il Policlinico a concentrarsi sulle richieste più specifiche e personali la cui risposta deve essere affrontata direttamente dai medici specializzati.