Marchesini Group lancia Talent Garage, l’Academy per i neoassunti, diplomati e laureati in meccanica ed elettronica e scommette sull’alta formazione manageriale per vincere le sfide di un mercato competitivo e in veloce trasformazione come quello del packaging. A gennaio è partito l’Mba per 34 collaboratori che, dopo la fase di formazione a distanza durante il lockdown, ora sono tornati in aula. L’obiettivo è arrivare a 100 manager con Mba entro cinque anni.

La formazione è un must per Marchesini, che ora presenta l’Academy interna Talent Garage, così denominata «per non dimenticarci da dove veniamo, quel garage sotto casa dove iniziò tutto 45 anni con mio nonno e un suo amico. Il garage è sinonimo di possibilità, creatività, sperimentazione e innovazione», spiega orgogliosa Valentina Marchesini, direttore Risorse Umane Marchesini Group.

Valentina Marchesini

Non che prima non si facesse formazione nell’azienda di famiglia, oggi una multinazionale da 430 milioni di euro di fatturato, 2.000 dipendenti, una decina di stabilimenti in Italia e 14 sedi commerciali all’estero, presente in 116 Paesi con 35 agenzie, specializzata in macchine speciali e linee di confezionamento per il Pharma, con sede a Pianoro nella Packaging Valley italiana. La formazione tecnica si è sempre fatta in Marchesini, ma la scelta dell’Academy è quella di identificare un primo luogo di scambio tra generazioni diverse, dandone chiara visibilità all’esterno.

«L’Academy è una ufficializzazione di quello che abbiamo sempre fatto: accompagnare candidati e neoassunti a conoscere la nostra cultura, la nostra organizzazione e il nostro specifico know-how tecnico e professionale attraverso tirocini, tesi di laurea e corsi per tecnici meccanici. Crediamo molto in questa prima conoscenza reciproca per suggellare lunghe collaborazioni, visto che il know-how aziendale cresce al crescere del know-how delle nostre persone. Ora con Talent Garage intendiamo dedicare un luogo e un tempo riconoscibili all’esterno. Comunicare la nostra formazione per i neoassunti è infatti anche un’azione di employer branding che ci rende più attrattivi verso i tecnici e ingegneri meccanici ed elettronici», spiega la Marchesini.

Le figure più richieste sono infatti tecnici per il montaggio, che fanno la prima esperienza formativa presso la rete dei subfornitori, e per l’ufficio tecnico meccanico ed elettronico, dove trascorrono un mese intensivo per imparare a usare il Cad aziendale e la progettazione 3D. Fanno inoltre corsi intensivi di inglese, visto che l’87% delle macchine realizzate da Marchesini vengono installate all’estero.

Inoltre, il Gruppo inserisce ingegneri meccanici e gestionali per le funzioni di project management, assistenza, manutenzione e servizi post vendita, commerciale e logistica, che iniziano con tesi di laurea e tirocini in azienda e che, a conclusione dei questo percorso formativo, decidono con il loro tutor aziendale la divisione più adatta in cui inserirsi.

«Il primo impatto con l’azienda è cruciale per scegliersi a vicenda, in uno scambio reciproco di know-how: i nostri tecnici e manager trasmettono soprattutto la cultura aziendale, mentre i giovani in ingresso portano quelle competenze digitali sulle nuove tecnologie, che sono in rapidissima evoluzione e che stanno cambiando i nostri modelli di business. L’Academy è dunque il primo luogo d’incontro per generazioni molto diverse che devono imparare a lavorare insieme, a collaborare e a trasferirsi sapere e saper fare a vicenda», precisa il direttore HR.

34 Mba per favorire comunicazione e collaborazione all’interno

L’azienda sta investendo molto anche in formazione manageriale per le funzioni strategiche delle diverse unità di business. A gennaio per 34 dipendenti è iniziato il master in business administration (Mba) co-progettato con la Bologna Business School, 15 mesi d incontri modulari, lavori di gruppo e studio individuale per acquisire competenze strategiche e trasversali per la gestione aziendale.

«Conto nei prossimi cinque anni di arrivare a formare 100 dipendenti con l’Mba, che saranno gli ambasciatori del nostro modo di fare impresa. Il mio obiettivo è infatti quello di allenarli a dialogare e comunicare tra di loro, perché ogni divisione lavori non solo per i propri obiettivi ma per quelli aziendali, tenendo conto anche dei tempi e dei bisogni delle altre divisioni. Sono convinta che con una squadra così solida e compatta, orientata verso gli stessi scopi, non avremo problemi in un mercato competitivo come il nostro. La nostra presenza al master è costante, mi confronto personalmente con tutti i docenti per chiarire i nostri obiettivi, che sono principalmente quelli di creare una mentalità di squadra, anche se siamo 2000 in azienda e ogni Business Unit ha anche risultati propri da portare. L’abbiamo voluto su misura per noi proprio per l’obiettivo strategico di una forte e coesa collaborazione tra funzioni», spiega Valentina Marchesini.

A questo scopo, anche l’aula è molto interessante, costruita in modo eterogeneo per età, funzione, background e genere: «Si va dall’area manager junior commerciale, al responsabile tecnico elettronico, dal vice-responsabile dei sistemi informativi al direttore dell’ufficio tecnico. Non si sono accolte candidature spontanee, ma ciascun partecipante è stato selezionato dai direttori e dalla sottoscritta, in una logica di responsabilizzazione dei capi sulle proprie risorse e sul loro potenziale inespresso», precisa Marchesini. Non tutti diventeranno dirigenti, questo è ovvio, ma non è questo lo scopo dell’investimento, bensì quello di sviluppare una cultura diffusa in azienda.

Corsi executive interaziendali per 10 fidatissimi

Le prove generali del master, su cui Marchesini non aveva esperienze precedenti, si sono tenute con dieci figure responsabili, che hanno potuto scegliere tra diversi corsi executive presso la BBS, sperimentando il confronto e l’arricchimento dato dal networking che si crea nelle aule miste delle business school.

«Ho voluto mandare mie persone di assoluta fiducia a respirare il mondo, a confrontarsi con altre realtà, problematiche, modelli di business, esperienze. Da noi il turn-over è bassissimo, che è sicuramente un valore per noi (quel know-how che cresce con le persone), ma ogni tanto c’è bisogno di vedere cosa succede fuori», aggiunge il direttore HR.

App e piattaforme per l’e-learning

In tempi non sospetti Marchesini stava mettendo a punto una App aziendale, di fatto una community aziendale, con una serie di servizi proposti e gestiti da una redazione interna, dalla prenotazione della mensa ad attività ricreative e di welfare aziendale, ma anche uno spazio di compravendita, come un social aziendale.

La App si è rivelata utile anche nel periodo del Lockdown per ricevere info sulle disposizioni anti-covid, anche se l’azienda ha continuato a produrre in sicurezza per tutto il periodo. Anche la piattaforma digitale e-learning, adattamento di quella commerciale utilizzata da Marchesini, si è rivelata utile durante il Lockdown ed è utilizzata normalmente nella modalità live (sincrona) con colleghi in parte in presenza, in parte in remoto, a seconda della distanza dalla sede bolognese.

Tuttavia, non è nei progetti del Gruppo spingere troppo sulla formazione online, in particolare per lo sviluppo di soft skill e competenze manageriali, e neppure sullo Smart Working: sono una sostenitrice dell’agilità lavorativa, ma il luogo di lavoro deve restare un luogo di scambio e di relazione, un luogo dove costruire la comunità», conclude Valentina Marchesini.