Il settore agro, food & beverage sta vivendo sfide su più fronti. Vediamo i principali:

  • la crescita della popolazione mondiale (9,8 miliardi nel 2050) causerà un problema di disponibilità di risorse alimentari;
  • dall’altro lato, ogni anno circa un terzo della produzione mondiale di cibo è gettata come scarto;
  • l’attenzione dei consumatori è sempre più rivolta a prodotti salutari e organici;
  • cresce ogni giorno la richiesta di prodotti personalizzati, basati su esigenze specifiche o su una maggiore attenzione alla propria persona: allergie, microbioma, DNA possono influire sulla nutrizione ottimale per ciascuno di noi;
  • le attuali supply chain non permettono di tracciare con precisione l’origine e il percorso del cibo e di individuare eventuali contaminazioni: ogni anno, in Europa, 23 milioni di persone si ammalano per infezioni alimentari;
  • secondo il piano dell’Unione Europea, tutti gli imballaggi e le confezioni in plastica (packaging) sul mercato dovranno essere riciclabili entro il 2030.

Tali trend e scenari futuri toccano intere filiere, “from farm to fork” cioè “dalla fattoria fino alla forchetta. È evidente che per dare impulso all’innovazione e affrontare tali sfide non basta più una singola azienda, ma è necessario utilizzare un approccio, appunto, di filiera.

Agroofood BIC: accelerare l’innovazione

Questa consapevolezza ha accomunato sei eccellenze italiane: Granarolo, Gellify, Camst, Eurovo, Conserve Italia e Ima. Tali aziende, a cui si sono affiancate anche l’Università di Bologna, Enea e Art-ER, hanno dato vita un progetto collaborativo cross-company, con la missione di individuare opportunità di business innovative per i soci: Agrofood BIC.

Agrofood BIC è un acceleratore di startup e un polo di innovazione aperta multi-azienda che lavorerà su scala nazionale e internazionale per cogliere e valorizzare preziose opportunità di business.

Il programma combina i più tradizionali servizi di accelerazione come investimenti e spazi di lavoro, con l’accesso alle cosiddette “Fabbriche Aperte”. Infatti, Agrofood BIC e i suoi soci mettono a disposizione delle start-up stabilimenti, impianti pilota, supporto per ricerca e sviluppo e l’accesso ad un network di relazioni nella filiera del food che potenzieranno in modo decisivo la possibilità di successo dei nuovi imprenditori.

“La strategia Farm to Fork del Green Deal ha evidenziato l’importanza di avere sistemi alimentari sostenibili, robusti e resilienti che funzionino anche in caso di pandemia. Per affrontare queste sfide, il settore agrofood dovrà fare sempre più affidamento su innovazioni tecnologiche rispettose dei territori in campagna e nelle stalle, su soluzioni in grado di rispondere ai bisogni combinati di gusto, salute e rispetto dell’ambiente in fase di trasformazione e a nuove idee di distribuzione (pensiamo anche al packaging) che fungano da misure anti-spreco.

Le soluzioni sviluppate da Cynomys, la prima start-up finanziata da Agrofood Bic, potrebbero rivelarsi utilissime per raggiungere alcuni di questi obiettivi e in parallelo potrebbero trovare nuove applicazioni anche in ambienti di lavoro chiusi e più esposti all’arrivo di virus. Ci aspettiamo grandi cose da questa collaborazione”, ha commentato il presidente di Agrofood BIC e Granarolo Gianpiero Calzolari.

Cynomys, per il monitoraggio ambientale

La prima startup ad essere inserita nel programma di accelerazione di Agrofood BIC è la genovese Cynomys. La startup fornisce un servizio integrato per il monitoraggio ambientale mediante reti di sensori IoT che inviano allerte quando i valori rilevati superano una soglia predefinita. I dati vengono raccolti su una piattaforma cloud sicura e sono consultabili dal cliente in tempo reale da qualsiasi dispositivo. Cynomys è stata recentemente inserite tra le prime 100 startup di FoodTech500.

“Essere stati scelti da Agrofood BIC è per noi la conferma di tutto il lavoro finora svolto con passione e dedizione. Una grande opportunità di crescita e sviluppo per Cynomys, per ampliare le nostre soluzioni e svilupparne di nuove così da soddisfare le diverse esigenze delle aziende coinvolte nel progetto e non solo. Da questa proficua collaborazione ci aspettiamo di contribuire all’eccellenza del settore agroalimentare e del Made in Italy in particolare, grazie all’alta tecnologia”, ribadisce il Ceo di Cynomys Enrico Carta.