Ha debuttato a Shanghai, in occasione del China International Import Expo (CIIE) in programma fino al 10 novembre, la piattaforma a guida autonoma concepita in Italia da ICONA Design Group.

Da alcuni anni il team internazionale di ICONA è fortemente impegnato nello sviluppo di concept futuristici della mobilità, che si sono fatti notare ai più prestigiosi appuntamenti del settore.

La piattaforma modulare a guida autonoma presentata a Shanghai ne è l’ennesima dimostrazione.

Il ruolo di stampa 3D e intelligenza artificiale

Si tratta di un telaio in alluminio stampato in 3D, sinuoso e scattante, dotato di tutti gli strumenti necessari alla connettività e all’interazione con le persone, gli spazi, gli altri veicoli.

La nuova piattaforma a guida autonoma di ICONA è stata realizzata in Cina con partner specializzati in stampa 3D e in intelligenza artificiale.

Una applicazione, tanti contesti

Si tratta di un pianale dotato di ruote, sensori, batterie… concepito per trovare applicazione in contesti differenti: sullo stesso telaio si può installare una golf cart o un distributore automatico mobile in grado di somministrare in movimento bevande, snacks e piatti pronti; può sostenere un minibus per spostare persone su grandi superfici oppure merci all’interno di un centro commerciale.

E ancora, può diventare un veicolo destinato al trasporto di persone che integra la mobilità classica con un principio di guida autonoma. È in grado di fermarsi da solo se un pedone attraversa o se il semaforo diventa rosso, per poi ripartire allo scattare del verde.

Lo spazio interno dell’abitacolo non prevede più pedali, cambio, volante… ma veri e propri salotti viaggianti, oppure di ottimizzare al massimo nel caso di trasporto merci.

La mobilità del futuro

“Ovviamente sarà una trasformazione graduale – commentano dall’azienda – perché i veicoli a guida autonoma per il trasporto delle persone e delle merci nelle città, ovvero al di fuori degli spazi privati come ad esempio gli stabilimenti produttivi, necessitano di un ambiente, un ecosistema pronto per accoglierli garantendo il funzionamento e la sicurezza, a sua volta dotato di infrastrutture e tecnologie che permettano lo svolgimento della guida autonoma.”

Possiamo dunque immaginare una fase ibrida, in cui un veicolo a guida umana si potrà ad esempio guidare normalmente nel traffico cittadino per poi trasformarsi in un veicolo a guida autonoma quando si arriva nel parcheggio di un centro commerciale: ci lascia all’ingresso per poi, a velocità ridotta e in autonomia, andare a parcheggiare e tornare a riprenderci all’uscita quando lo richiameremo al termine dello shopping direttamente dallo smartphone via app.