Ricercatori e manager insieme in aula per favorire lo sviluppo d’impresa. È un nuovo modo per fare contaminazione tra ricerca e mercato, tra approccio scientifico e regole di business, proposto dal Mib a Trieste con un executive Mba in Business Innovation. La prima edizione è appena partita e sono aperte le candidature per il prossimo autunno.

La selezione è lunga, perché il meccanismo è ben congegnato e punta all’eccellenza. Il Mib School of Management di Trieste ha messo in campo diversi attori, complementari tra loro, per realizzare un Mba (Master in Business Administration) in Business Innovation, che non si fermerà alla teoria.

In pratica, 16 ricercatori che hanno sviluppato tecnologie innovative ad alto potenziale di mercato (deep-tech), selezionati e finanziati da investitori che ne sono gli sponsor, studieranno in aula i fondamentali del management e del business e saranno aiutati a portare sul mercato le loro innovazioni da altrettanti manager di aziende tecnologiche e imprenditori, anch’essi iscritti al master.

In particolare Venture Factory, fondo di pre-seed italiano da anni partner del Mib, ha raccolto nel primo round di finanziamento decine di milioni di euro e li ha investiti direttamente su queste Proof of Concept (fase prototipale), con l’obiettivo di trasformarle in start-up entro la fine del programma Mba, contando anche sul livello di preparazione manageriale che i giovani ricercatori riceveranno per sviluppare i loro progetti.

In aula un ecosistema digitale

Di fatto l’aula riproduce un ecosistema digitale, con la presenza di giovani innovatori, imprenditori, manager e investitori e, alla fine del percorso, sarà sviluppato il business plan per ogni idea innovativa, non solo con il supporto di un team di esperti e tutor, ma anche con il collega d’aula manager o imprenditore che affiancherà il ricercatore startupper in tutte le fasi. Questi lavoreranno insieme, integrando le reciproche prospettive: scienza e tecnologia da un lato, management e business dall’altro lato e, se la collaborazione sarà fruttuosa, potrà continuare successivamente. Come esito finale, i vari progetti verranno presentati a un fondo di venture capital, che li valuterà per un investimento diretto.

«Di fatto abbiamo concentrato in un solo programma le più promettenti idee deep-tech nate dalla ricerca italiana, individuate, selezionate e finanziate da Venture Factory. Daremo a questi ricercatori gli strumenti per fare impresa, non solo facendoli studiare per raggiungere il livello di Mba, ma facendoli lavorare fianco a fianco con l’altra metà dell’aula, che è composta da manager.

Francesco Venier

Lavoreranno insieme ai casi aziendali, alle simulazioni, nei role-play e, soprattutto, sui progetti finali per la redazione di un “Investor memorandum” per le loro nascenti startup. Il memorandum partirà dal business model generale e arriverà fino ai piani strategici, finanziari e  di marketing delle future imprese e sarà anche supportato dai prototipi industrializzabili delle loro tecnologie/prodotti. L’obiettivo del programma è che da questi 16 scienziati nascano almeno tre o quattro nuove imprese ad alto potenziale di crescita, che alla fine del percorso troveranno anche l’investimento per il primo round di sviluppo», commenta Francesco Venier, direttore dell’Mba in Innovation business».

Partner e programma del Master in innovazione

I partner coinvolti sono Venture Factory, fondo di pre-seed italiano; Galileo Visionary District, McKinsey Digital Capability Center, Università Statale di Milano, Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, Università di Pisa e The European House-Ambrosetti.

L’executive Mba è dunque progettato per integrare scienza, tecnologia e management a supporto dell’innovazione delle imprese e della nascita di nuove imprese innovative, disegnato per introdurre mentalità imprenditoriale nel management delle grandi imprese e cultura manageriale negli imprenditori che intendono far crescere le loro piccole imprese innovative. Tutto ciò rispettando i criteri di qualità internazionali sanciti dall’Association of MBAs, l’ente internazionale di accreditamento dei programmi MBA.

«La metà dei partecipanti sono scienziati che possiedono un brevetto per tecnologie disruptive in ambiti diversissimi: dalla produzione di terapie per malattie incurabili, al breakthrough nelle tecnologie di storage dell’energia, alla misurazione non invasiva della glicemia, al controllo dello sviluppo tessuto cicatriziale nei grandi ustionati, alla robotica collaborativa, ai sistemi di supporto remoti attraverso realtà aumentata e molti altri», precisa il direttore.

Oltre a una solida base di general management, specifica dei programmi Mba, il percorso prevede una sezione articolata di Business Innovation e una di Entrepreneurial Management.

Il percorso Innovation prevede i corsi “Open Innovation, Platforms and Ecosystems”, “Big Data and Artificial Intelligence for business” e “Robotics: from Logistics to Companion”, in collaborazione con la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. Con Lifescience Zone sarà organizzato il corso “Lifescience Business: develop winning solutions in global markets”, mentre il “Design Thinking Lab” con Galileo Visionary District e “The Agile Company 4.0” in collaborazione con McKinsey DCC Venice. Questa sezione di action learning prevede periodi di training all’interno di alcuni dei principali hub di ricerca italiani.

A sua volta il percorso di Entrepreneurial, intitolato “Un vero viaggio dall’idea al prototipo”, prevede i seguenti corsi: “New Product Development”, “Business Model Innovation”, “Business planning for startups”.

Il master è stato progettato in modalità ibrida, che consente di svolgere lezioni in presenza (in formato week-end a Milano), ma fruibili in modo sincrono anche a distanza, garantendo una perfetta interazione tra docenti, partecipanti in aula e partecipanti on-line. Ora, ovviamente, è tutto spostato on-line.
Per candidarsi alla seconda edizione prevista per l’autunno 2021 cliccare qui.