Quale percorso strategico possono mettere in campo le imprese per realizzare e applicare il modello dell’open innovation con successo? Marcello Coppa, Managing Partner, Innovation Advisory Director di Gellify, ci guida alla scoperta di quattro approcci, o passaggi, fondamentali, funzionali alle diverse fasi della realizzazione di progetti di innovazione aperta e collaborativa: ascoltare, collaborare, evolversi, abilitare 

L’apertura dei confini d’impresa verso stimoli, idee, e competenze tecnologiche provenienti dall’esterno per abilitare e realizzare innovazioni – in altre parole l’open innovation – è un modello strategico sempre più usato da aziende dimensioni e settori diversi per acquisire competenze complementari alle proprie, risolvere problemi operativi che sembrano non riuscire a trovare soluzione all’interno dei reparti di Ricerca & Sviluppo, e attivare partnership dedicate.

Marcello Coppa

Eventi inattesi come la pandemia da Covid-19 fungono da amplificatori di queste dinamiche, facendo emergere la necessità per molti di produrre prodotti e servizi innovativi, migliorare la propria efficienza operativa, e riconfigurare il proprio modello di business in modo rapido per far fronte a esigenze dei clienti e di un sistema economico in rapido cambiamento.

Ma quale percorso strategico possono mettere in campo le imprese per realizzare e applicare questo modello con successo? Sono quattro i passaggi fondamentali di questo percorso, funzionali alle diverse fasi della realizzazione di progetti di innovazione aperta e collaborativa: ascoltare, collaborare, evolversi, abilitare 

1. Primo pilastro: ascoltare

Il primo passo di ogni iniziativa strategica per la creazione di innovazione è la definizione degli obiettivi. Per definire le progettualità, il primo passo è mettersi in ascolto. Nell’open innovation, l’ascolto deve essere rivolto in due direzioni interconnesse: verso l’interno e verso l’esterno. L’ascolto interno implica il dialogo con le diverse unità di business o funzioni aziendali, ed è finalizzato a raccogliere problemi, mappare bisogni, e assegnare un ordine di priorità alle diverse progettualità strategiche. L’ascolto esterno implica invece l’interconnessione con l’ecosistema intorno all’impresa, fatto di soggetti diversi che possano spunti di riflessione e proporre soluzioni.

2. Secondo pilastro: collaborare

Una volta individuato l’obiettivo e i partner strategici ad esso funzionali, è necessario essere pronti a lavorare insieme per realizzarlo. Le collaborazioni di successo portano valore non soltanto all’impresa che cerca la collaborazione, ma anche ai partner coinvolti nella realizzazione dell’obiettivo. Per questo, co-creare un prodotto o servizio implica innanzitutto convergere su un piano d’azione che specifici risultati attesi, tempi, e processo necessario a realizzare l’output desiderato, tenendo conto degli interessi specifici di tutte le parti coinvolte.

3. Terzo pilastro: evolversi

Uno dei vantaggi chiave dell’innovazione aperta è quello di consentire la risoluzione di problemi complessi attraverso soluzioni innovative in tempi rapidi. I progetti di open innovation sono spesso organizzati intorno a sprint brevi e basati su sperimentazioni attraverso progetti pilota che, se funzionano, vengono poi scalati ad una dimensione più ampia all’interno dell’azienda. Questo ciclo di ideazione-sperimentazione-prototipazione agile è tipico delle collaborazioni tra imprese consolidate e startup, e consente di testare soluzioni e verificarne la fattibilità con rischi minori.

4. Quarto pilastro: abilitare

Lo step successivo alla risoluzione di problemi definiti è quello di mettersi al centro di un ecosistema di fornitori, clienti, e partner tecnologici interconnessi tra loro, con l’obiettivo di abilitare scambi di conoscenza e formazione di collaborazioni tecnologiche e di business. Abilitare ecosistemi significa agire da connettori di diversi soggetti, facilitando l’emergere di conversazioni e scambi virtuosi. La creazione di laboratori dedicati all’innovazione come F-Lab di Fluid-o-Tech, o Innovation Factory di Electrolux, sono esempi eccellenti di iniziative imprese che sono diventate soggetti abilitanti.

Aprire il proprio approccio all’innovazione significa sapersi mettere in discussione, imparando ad accogliere gli stimoli esterni come leve per realizzare sinergie di valore.