Con 6,5 m di lunghezza, 2,5 m di larghezza e soli 800 kg è un peso piuma: il “Motor Additive Manufacturing Boat”, abbreviato in MAMBO, è la prima barca al mondo realizzata con una stampante 3D, costruita con l’ausilio di robot KUKA e rifinita da mani esperte.

L’idea viene dalla start-up italiana Moi Composites, che per realizzare questo progetto ha collaborato con importanti esperti del settore dell’automazione, uno su tutti Autodesk UK, e della cantieristica navale.

Stampa 3D automatizzata nella cantieristica navale

Nell’avveniristico impianto produttivo di Autodesk a Birmingham, i robot KUKA realizzano la prima metà della barca, ad esempio le parti dello scafo.

Il KR QUANTEC consente di produrre una barca con una stampante 3D

Nello stesso tempo, un KR QUANTEC di KUKA stampa la seconda metà a Milano, dove la finitura di MAMBO è curata in un cantiere navale.

A tale scopo, le singole parti vengono aggiunte strato dopo strato, in modo da realizzare una “struttura semplice” senza suddivisione del ponte.

Con questa realizzazione in due sedi separate, i produttori intendono dimostrare la potenza della stampa 3D con robot industriali: la flessibilità della produzione in loco. Questa procedura è basata su cloud, in modo che il team di Moi Composites possa continuamente monitorarne l’andamento.

La barca in vetroresina rinnova il design nella cantieristica navale

La start-up ha presentato al mondo MAMBO all’inizio ottobre 2020 al “Salone Nautico” di Genova, impressionando i visitatori della fiera con il suo design: elementi laterali che ricordano le onde e una forma simile a una pinna che si assottiglia verso l’estremità.

Gabriele Natale e Michele Tonizzo, cofondatori di Moi Composites, desiderano spingere i costruttori tradizionali di barche ad abbracciare i vantaggi dell’automazione grazie alla stampa 3D con robot industriali.

Essa consente non solo di risparmiare tempo e materiali, ma apre anche nuove possibilità di design che non esistevano prima: basti guardare ad esempio alla forma particolare dello scafo in vetroresina di MAMBO.

La costruzione tradizionale di barche non presenta la stessa flessibilità della stampa 3D: i robot offrono una libertà e una precisione che consentono di realizzare qualunque forma geometrica pensabile che altrimenti non sarebbe realizzabile.

La barca in vetroresina prende forma grazie a KUKA

Il KR QUANTEC di KUKA stampa, strato dopo strato, lo scafo della barca in vetroresina MAMBO

In MAMBO tutte le singole componenti sono prodotte da fibre di vetro, stampata in 3D con la procedura “Continuous Fiber Manufacturing” (CFM) brevettata da Moi Composites.

Questa procedura di stampa 3D inizia da un modello tridimensionale, che viene elaborato tramite software e realizzato poi con robot come KR QUANTEC. In questo modo il KR QUANTEC può lavorare su fibre continue, impregnate con resina termoindurente.

La procedura CFM consente da una parte di risparmiare il peso inutile, e d’altra parte di stampare un nucleo che rende più stabile la barca. La tecnologia offre anche molti vantaggi, tra cui l’indurimento in tempo reale, senza necessità di utilizzare forme predeterminate. Questo consente di contenere i costi, abbassando il punto di pareggio per le imprese anche con commesse di piccole dimensioni, che possono persino essere differenziate.

“L’intento di stampare una barca in 3D è quello di offrire l’opportunità di vivere il mare in modo personalizzato. Moi estende le possibilità di design creando una barca personalizzata secondo i desideri del proprietario”, sottolinea Gabriele Natale, amministratore delegato e fondatore di Moi Composites.